Cristina Prandi premiata da Aidda come «donna d’eccellenza»

Importante riconoscimento alla rettrice dell’Università degli Studi di Torino per visione, ricerca e innovazione sociale

Loredana Polito 23/05/2026
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C’è chi costruisce carriere lineari. E chi, invece, riesce a cambiare il modo stesso in cui vengono immaginati il potere, la conoscenza e la leadership. È il caso di Cristina Prandi, la magnifica rettrice dell’Università degli Studi di Torino, insignita del Premio Aidda Donna d’eccellenza Piemonte e Valle d’Aosta: il riconoscimento attribuito alle figure femminili che, attraverso il proprio lavoro e la propria capacità di visione, contribuiscono a trasformare il tessuto culturale, economico e sociale del Paese.

La consegna è avvenuta durante la Festa della Fondazione Aidda, appuntamento che quest’anno coincide con i 65 anni della più longeva associazione imprenditoriale femminile italiana, alla presenza della neoeletta presidente nazionale Edy Dalla Vecchia, che ha posto al centro il ruolo delle donne nei luoghi decisionali e nei processi di innovazione.

Cristina Prandi guida l’ateneo torinese dal primo ottobre 2025. Si tratta di un incarico ‘storico’: è infatti la prima donna, nella lunga storia dell’università cittadina, a ricoprire il ruolo di rettrice. Un traguardo non solo simbolico, ma che racconta un percorso costruito negli anni attraverso ricerca scientifica, competenze accademiche, relazioni internazionali e una costante attenzione ai temi della sostenibilità e dell’innovazione.

Professoressa ordinaria di Chimica Organica, Prandi ha coordinato progetti strategici e assunto incarichi istituzionali di primo piano. Sempre mantenendo uno stile riconoscibile. Pragmatico, inclusivo, orientato al dialogo tra università, impresa e società civile.

È proprio questo modello di leadership ad averla trasformata in un punto di riferimento per molte giovani donne che guardano al mondo della ricerca e delle istituzioni come a uno spazio possibile da abitare, non più come un territorio da conquistare con fatica straordinaria. Una leadership autorevole, ma collaborativa. Capace di creare occasioni, valorizzare competenze e aprire prospettive.

Nella motivazione del premio si legge come il percorso della rettrice «testimoni la forza di una leadership femminile fondata su merito, visione e determinazione, capace di aprire strade, generare opportunità e ispirare le nuove generazioni». Un riconoscimento che, secondo Aidda, rappresenta «un esempio alto e concreto del contributo che le donne possono offrire allo sviluppo culturale, sociale ed economico del Paese».

Parole che si inseriscono in un dibattito sempre più centrale. Non soltanto quello legato alla parità di genere, ma soprattutto alla necessità di ripensare i modelli di guida e di responsabilità all’interno delle organizzazioni, delle imprese e delle istituzioni.

A sottolinearlo è Valeria Panini, la presidente di Aidda Piemonte e Valle d’Aosta. «Vogliamo contribuire a un cambiamento culturale vero, che vada oltre il concetto di semplice parità di genere», spiega. E aggiunge: «Crediamo in una leadership femminile capace di dialogare, collaborare e costruire insieme a quella maschile nuovi modelli di sviluppo».

Una visione che, secondo Valeria Panini, nasce anche dalla consapevolezza del ruolo sempre più ampio assunto oggi dalle imprenditrici e dalle professioniste. «Le imprenditrici – dichiara – sentono profondamente questa responsabilità e oggi più che mai abbiamo bisogno di alleanze, visione e coraggio per trasformare il sistema economico e sociale».

La presidente regionale di Aidda richiama inoltre il lavoro svolto dalla delegazione piemontese e valdostana, presente in tutte le province del territorio, nel sostenere la crescita professionale di manager, imprenditrici e professioniste. Non soltanto formazione o networking. Ma accompagnamento concreto verso una nuova consapevolezza del proprio ruolo pubblico.

«Guidare un’impresa oggi significa avere un impatto non solo economico, ma anche culturale e sociale», osserva la presidente. «Per questo – ribadisce – vogliamo accompagnare le donne a riconoscere pienamente il valore e la responsabilità del proprio ruolo».

Il riconoscimento assegnato a Cristina Prandi assume così un significato che supera il successo individuale. Diventa il simbolo di un’idea di futuro nella quale competenze scientifiche, inclusione, responsabilità e leadership femminile possono trasformarsi in strumenti reali di cambiamento.

La rettrice dell’Università di Torino lo sottolinea con parole nette. «L’Università di Torino riconosce nella missione di Aidda qualcosa di profondamente condiviso: la presenza femminile nei luoghi della ricerca, della decisione e della responsabilità è una componente strutturale della capacità di un Paese di innovare e crescere».

Una convinzione che, spiega Prandi, deve tradursi in scelte quotidiane e concrete. Nei percorsi offerti agli studenti e alle studentesse, ma anche nella costruzione di una cultura istituzionale capace di rendere l’inclusione un elemento stabile e non episodico.

«Ricevere questo riconoscimento da un’associazione con una storia così radicata in questa città e nel territorio nazionale è per me motivo di orgoglio», conclude la rettrice. «Ma soprattutto – afferma – rappresenta un ulteriore stimolo a proseguire in questa direzione».

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