Sessantacinque arresti in flagranza, cinque dei quali riguardano minorenni, e 206 persone denunciate all’autorità giudiziaria, tra cui 26 under 18. È il bilancio nel Torinese della vasta operazione della Polizia di Stato contro la criminalità giovanile, condotta nelle ultime due settimane dalla Squadra mobile di Torino nell’ambito di un’attività nazionale coordinata dal Servizio centrale operativo.
Le indagini hanno riguardato giovani coinvolti, individualmente o all’interno di gruppi, in episodi di violenza e in reati contro la persona e il patrimonio, oltre che in attività legate alle armi e agli stupefacenti. Le contestazioni comprendono, a vario titolo, tentato omicidio, lesioni, rissa, danneggiamento, estorsione, furto, rapina, spaccio e detenzione illegale di armi o strumenti atti a offendere. In diversi casi, le azioni e il possesso di armi venivano esibiti dagli stessi protagonisti attraverso fotografie e video pubblicati sui social network.
Oltre agli arresti in flagranza e alle denunce, nel territorio torinese l’operazione ha portato a due fermi, all’esecuzione di sette ordinanze di custodia cautelare in carcere e ad altri sette arresti in esecuzione di pena. Le attività di controllo e le perquisizioni hanno consentito di sequestrare circa sette chilogrammi di cocaina e 77 chilogrammi di cannabinoidi.
Gli agenti hanno inoltre recuperato una bottiglia incendiaria molotov, 50 cartucce di diverso calibro, quattro armi da punta e da taglio e circa 16 mila euro in contanti. Le irregolarità amministrative accertate hanno determinato sanzioni per un valore complessivo superiore ai 15 mila euro.
Una parte rilevante dell’attività investigativa si è concentrata sulla rete. A livello nazionale sono stati monitorati 1.115 profili social riconducibili a giovani o gruppi sospettati di pubblicare contenuti violenti, minacce e immagini di armi. Per tre profili individuati nella provincia di Torino è già stata avanzata la richiesta di oscuramento. L’analisi delle piattaforme digitali punta a ricostruire rapporti, attività e possibili collegamenti tra i soggetti coinvolti, partendo anche dai contenuti utilizzati per ostentare condotte criminali.
L’operazione torinese si inserisce in un dispositivo esteso all’intero territorio nazionale e indirizzato in particolare verso le aree di aggregazione giovanile e i luoghi considerati maggiormente esposti. Complessivamente sono state controllate 299 abitazioni, comprese 39 strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, 365 sale giochi e 896 attività commerciali. Le verifiche hanno riguardato anche 1.149 luoghi della movida, tra piazze e centri cittadini, oltre a 177 stazioni ferroviarie e 198 parchi.
Durante le operazioni sono state elevate 1.394 sanzioni amministrative, soprattutto per uso di sostanze stupefacenti, infrazioni al Codice della strada e violazioni delle norme che regolano i pubblici esercizi. Le perquisizioni hanno permesso di recuperare numerosi oggetti ritenuti provento di furto, tra i quali collane d’oro, tablet, telefoni cellulari e capi di abbigliamento. Il denaro contante sequestrato su scala nazionale ammonta a 269.863 euro.
Consistente anche il materiale offensivo trovato dagli investigatori: 28 armi da fuoco, corte e lunghe, 210 armi bianche e 25 oggetti utilizzabili per colpire o intimidire. Tra questi figurano mazze da baseball, manganelli telescopici, tirapugni, pistole soft air o a salve, spray al peperoncino e strumenti da scasso. Sono stati sequestrati anche ordigni esplosivi, batterie di tubi monocolpo, taglierini e passamontagna.
Sul versante della droga, il bilancio nazionale comprende 69,4 chilogrammi di cocaina, oltre 174 chilogrammi di cannabinoidi e 328 grammi di eroina. Sono stati trovati anche quantitativi più contenuti di ecstasy, ketamina, anfetamine, benzodiazepine e altre sostanze psicotrope.
L’operazione ha assunto caratteristiche differenti nei diversi territori. Nel Foggiano, anche grazie alle segnalazioni inviate attraverso l’applicazione YouPol, gli investigatori hanno individuato alcune ‘crack house’: strutture utilizzate per trasformare artigianalmente la cocaina in crack, vendere diversi tipi di droga e mettere a disposizione locali e attrezzature per il consumo.
In Lombardia, invece, le verifiche si sono concentrate soprattutto nelle province di Como, Cremona, Milano, Monza e Brianza, dopo i gravi episodi verificatisi durante le manifestazioni del 17, 18 e 24 ottobre. Dall’esame delle chat e dei gruppi di messaggistica presenti sui telefoni dei giovani coinvolti, secondo quanto riferito dalla Polizia, sarebbero emersi elementi utili a ricostruire l’organizzazione e il coordinamento dei disordini.
I servizi straordinari di prevenzione, svolti in raccordo con l’autorità giudiziaria, hanno previsto identificazioni, perquisizioni personali e domiciliari e presidi nelle zone più sensibili. Nei confronti dei presunti responsabili sono state formulate contestazioni per reati come danneggiamento aggravato, rissa e resistenza a pubblico ufficiale. Sono stati inoltre adottati Daspo urbani e fogli di via obbligatori. Nel Torinese, numeri e sequestri restituiscono la dimensione di un’attività che ha colpito sia i reati commessi nelle strade sia la loro rappresentazione e diffusione attraverso i social.