Controlli nel minimarket delle presunte violenze: multe e irregolarità

A Borgo Vittoria sanzioni per 18 mila euro in tre negozi dello stesso titolare. Fontana: «Perché ci è voluta una violenza sessuale per far emergere questo quadro?».

Carlo Santori 03/09/2026
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Diciottomila euro di sanzioni in tre minimarket dello stesso titolare. Carenze igieniche, irregolarità sugli alimenti, estintori scaduti e una segnalazione all’Ispettorato del lavoro. I controlli disposti dal questore Massimo Gambino a Borgo Vittoria, iniziati lunedì dal negozio dove sabato scorso si sarebbero consumate due violenze sessuali, una ai danni di una tredicenne, aprono anche il fronte politico. Forza Italia chiede una stretta che arrivi a sospensioni e chiusure più rapide.

Nel primo esercizio la polizia ha contestato settemila euro di sanzioni. Mancavano la procedura di autocontrollo, l’esposizione dei prezzi e l’etichettatura in italiano su alcuni prodotti. Riscontrate carenze nella pulizia di pareti e pavimenti, alimenti oltre il termine minimo di conservazione e un estintore scaduto. Il negozio era parzialmente aperto per problemi elettrici legati alle bollette non pagate.

Fra i dipendenti figura il quarantaduenne indagato per gli abusi, sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Il contratto risultava part-time, ma la prestazione effettiva a tempo pieno: sarà segnalata all’Ispettorato del lavoro una parziale retribuzione in nero. Negli altri due minimarket dello stesso titolare sono state contestate sanzioni per undicimila euro: violazioni Haccp, etichette irregolari, carenze igieniche, un frigorifero non conforme ed estintori scaduti. Restano in valutazione ulteriori profili penali e amministrativi.

«Perché ci è voluta una violenza sessuale per far emergere questo quadro di violazioni?», attacca Marco Fontana, segretario cittadino di Forza Italia Torino. «Da anni chiediamo al sindaco una stretta sui minimarket irregolari. Ora basta rinvii: vogliamo controlli sistematici, sospensioni immediate quando la legge lo consente e procedure rapide per arrivare alla chiusura nei casi più gravi o di violazioni reiterate. Dove esistono i presupposti, una multa non può esaurire la risposta delle istituzioni».

«I minimarket che diventano punti di degrado danneggiano residenti e commercianti onesti. Chi rispetta le regole sostiene costi, tutela i dipendenti e garantisce condizioni adeguate ai clienti: non può subire la concorrenza di chi risparmia sull’igiene, sulla sicurezza o sul lavoro. Un’autorizzazione commerciale comporta obblighi precisi: chi li viola deve affrontare conseguenze concrete».

«Al sindaco chiediamo di utilizzare fino in fondo i poteri del Comune e promuovere un’azione coordinata con Questura, Asl e Ispettorato del lavoro. Dopo le contestazioni servono verifiche tempestive sull’eliminazione delle irregolarità. Nessuno può affermare che un controllo amministrativo avrebbe impedito gli abusi contestati. Ma resta il dovere di intervenire prima che le situazioni degenerino. Chi mette a rischio salute e sicurezza deve essere fermato; chi persiste nelle violazioni deve andare incontro, quando ne ricorrono i presupposti, alla chiusura. I quartieri non possono pagare il prezzo dell’irregolarità».

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