Quasi tremila posti letto già disponibili e altri 3.831 attesi nel 2027: il Piemonte amplia l’offerta abitativa per gli universitari con un piano che punta a rendere più accessibile la scelta di studiare lontano da casa. Il programma Housing del ministero dell’Università e della Ricerca, sostenuto dalle risorse del Pnrr, prevede 6.771 posti aggiuntivi nella regione. Una dotazione che si divide fra residenze già utilizzabili e interventi per i quali è stato completato un passaggio amministrativo.
La quota più consistente dei 2.940 posti realizzati si concentra nella provincia di Torino: sono 2.375, poco più dell’80% del totale regionale. Il resto dell’offerta si distribuisce in altri cinque territori. Alessandria conta 262 posti, Vercelli 109 e Novara 106; seguono Biella con 66 e Asti con 22. I numeri fotografano quindi un’espansione che interessa soprattutto il polo torinese, ma coinvolge anche le altre sedi universitarie della regione.
Per gli studenti il passaggio successivo è verificare le possibilità di accesso. Le strade indicate sono gli enti regionali per il diritto allo studio oppure il contatto diretto con i gestori delle residenze, secondo criteri di merito. La disponibilità complessiva annunciata non equivale dunque a un’assegnazione automatica: per ottenere un alloggio occorre fare riferimento ai canali previsti e alle relative condizioni.
La seconda parte del programma riguarda i 3.831 posti ancora da rendere disponibili, pari a oltre la metà dell’incremento previsto. Cassa Depositi e Prestiti, incaricata di gestire per conto del ministero la seconda tranche del bando, ha concluso la sottoscrizione di tutti gli atti d’obbligo. L’apertura dei nuovi alloggi è prevista nel 2027, con le medesime modalità di accesso. Il completamento degli adempimenti segna quindi un avanzamento del piano, mentre l’effettiva disponibilità di questa quota resta legata alla prossima fase.
«Il risultato raggiunto in Piemonte contribuisce a un traguardo fondamentale per tutto il Paese. Più alloggi rendono i nostri atenei più accessibili e attrattivi, rafforzando allo stesso tempo i territori che li ospitano», sottolinea la ministra Anna Maria Bernini. L’obiettivo è incidere su uno degli aspetti che accompagnano la scelta universitaria: trovare una sistemazione nella città degli studi. «Questi posti letto sono una risposta concreta al bisogno di alloggi per i fuori sede e un investimento sul diritto di ogni studente di scegliere liberamente dove formarsi», conclude.