Avrebbe ucciso l’anziana madre e nascosto il corpo in un bosco alle porte del capoluogo piemontese. È l’accusa mossa a Marco Paventi, 58 anni, fermato dai carabinieri su disposizione della Procura di Torino con l’ipotesi di omicidio e occultamento di cadavere. La vittima è Enrica Bardotti, oltre ottantacinquenne residente a Piobesi Torinese.
Secondo quanto emerso dalle prime indagini, il delitto risalirebbe alla metà di gennaio e sarebbe maturato in un contesto economico fragile. L’uomo avrebbe confessato di aver agito temendo di perdere l’unica fonte di sostentamento, cioè la pensione della madre.
L’inchiesta è partita dopo la segnalazione di una conoscente della donna, insospettita dall’impossibilità di contattarla da diversi giorni. I carabinieri, risaliti al figlio con cui la vittima viveva, lo hanno convocato per chiarimenti. In un primo momento l’uomo avrebbe sostenuto che la madre fosse partita per un viaggio o che fosse morta per cause naturali, ma la versione sarebbe cambiata durante gli accertamenti investigativi.
Nella notte Paventi avrebbe ammesso le proprie responsabilità, accompagnando i militari nel bosco vicino alla Palazzina di caccia di Stupinigi, tra Vinovo e Nichelino. Qui è stato ritrovato il corpo della donna, sepolto non lontano dall’abitazione in cui madre e figlio convivevano.
Secondo alcune ricostruzioni investigative, il delitto sarebbe stato commesso con violenza e potrebbe essere stato preceduto da un’aggressione domestica, ma la dinamica resta al vaglio degli inquirenti. L’autorità giudiziaria ha disposto l’autopsia sul corpo della vittima, esame ritenuto fondamentale per chiarire con precisione le cause della morte e la sequenza degli eventi.
L’uomo si trova ora a disposizione della magistratura. Nelle prossime ore la Procura potrebbe chiedere la convalida del fermo mentre proseguono gli accertamenti per ricostruire ogni dettaglio della vicenda. Gli investigatori stanno inoltre verificando i rapporti familiari e la situazione economica dell’indagato nei mesi precedenti al delitto.
La tragedia ha scosso profondamente la comunità locale, dove la donna era conosciuta e descritta come riservata. Restano ancora diversi aspetti da chiarire, mentre l’indagine prosegue per definire il quadro completo delle responsabilità.