Caro carburanti, nuove stangate per artigiani e PMI piemontesi

Per Cna Piemonte: fino a 221 euro di costi aggiuntivi ogni mille litri di gasolio

Marco Cortese 15/07/2026
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Il prezzo del petrolio torna a salire, ma quello dei carburanti cresce ancora più rapidamente. È l’allarme lanciato da Cna Piemonte, che analizza l’andamento delle quotazioni internazionali del greggio e il loro riflesso sui prezzi alla pompa, evidenziando come gli aumenti sostenuti da imprese e famiglie risultino superiori rispetto alla crescita del Brent. Un fenomeno che, secondo l’associazione degli artigiani e delle piccole imprese, rischia di aggravare ulteriormente una fase economica già caratterizzata da margini ridotti, inflazione persistente e forte incertezza internazionale.

I numeri fotografano una dinamica che Cna definisce preoccupante. Alla fine di febbraio il petrolio Brent quotava circa 70,75 dollari al barile. Oggi il prezzo è salito a 76,56 dollari, con un incremento pari all’8,2%. Nello stesso arco temporale, tuttavia, gli aumenti registrati presso gli impianti di distribuzione sono stati ancora più marcati. La benzina in modalità self-service è passata da 1,670 euro al litro agli attuali 1,855 euro, segnando una crescita dell’11,1%. Il gasolio self-service è invece aumentato da 1,720 euro a 1,941 euro al litro, con un incremento del 12,8%. Una differenza che, secondo Cna Piemonte, non può essere ignorata e che merita un attento monitoraggio lungo tutta la filiera dei carburanti.

Gli aumenti si traducono immediatamente in maggiori costi per chi utilizza quotidianamente l’automobile o i mezzi commerciali. Un pieno da 50 litri costa oggi circa 9,25 euro in più per un’auto a benzina e oltre 11 euro in più per un veicolo diesel rispetto a pochi mesi fa. Per le imprese l’impatto è ancora più significativo. Un’azienda artigiana che consumi 1.000 litri di carburante sostiene una spesa aggiuntiva di circa 185 euro nel caso della benzina e di 221 euro se utilizza gasolio. Moltiplicando questi valori per flotte aziendali, corrieri, imprese edili, installatori, manutentori, autotrasportatori e artigiani che percorrono migliaia di chilometri ogni mese, il peso economico diventa rapidamente rilevante.

A sottolineare la criticità è il segretario regionale di Cna Piemonte, Delio Zanzottera, che evidenzia come il problema non sia soltanto l’aumento del petrolio, ma soprattutto la diversa velocità con cui vengono trasferite le variazioni dei prezzi lungo la filiera. «Le nostre imprese stanno affrontando una nuova fase di forte pressione sui costi operativi. Il dato che preoccupa maggiormente è che gli aumenti alla pompa risultano superiori rispetto all’incremento registrato dal prezzo del greggio. È una dinamica che finisce per comprimere ulteriormente i margini delle piccole imprese, già chiamate a confrontarsi con un mercato caratterizzato da grande incertezza. Il carburante rappresenta una voce di costo quotidiana per migliaia di artigiani e piccoli imprenditori piemontesi e ogni rincaro si riflette inevitabilmente sulla competitività delle aziende.»
Secondo Zanzottera esiste inoltre una dinamica ormai ricorrente che si ripresenta ogni volta che i mercati energetici attraversano fasi di tensione. «I prezzi salgono con estrema rapidità, mentre quando il costo del petrolio diminuisce o vengono introdotte misure per contenere i rincari, il ritorno verso valori più bassi è molto più lento. Se il greggio aumenta dell’8-10%, nel giro di pochi giorni i prezzi alla pompa possono crescere anche dell’11-13%; quando invece il petrolio perde la stessa quota, difficilmente assistiamo a una riduzione altrettanto veloce e proporzionata. È un meccanismo che finisce per scaricare sistematicamente sulle imprese e sulle famiglie il peso degli aumenti, mentre i benefici delle riduzioni arrivano con mesi di ritardo e spesso soltanto in parte. Per questo chiediamo che l’intera filiera venga monitorata con continuità: non soltanto quando i prezzi salgono, ma anche quando devono scendere.»
Sulla stessa linea interviene il presidente regionale di CNA Piemonte, Giovanni Genovesio, che pone l’accento sulla necessità di rafforzare i controlli lungo tutta la catena di formazione del prezzo finale. «Non possiamo permettere che gli squilibri del mercato energetico ricadano ancora una volta quasi esclusivamente sulle piccole imprese e sulle famiglie. È indispensabile garantire la massima trasparenza nella formazione del prezzo finale dei carburanti e verificare che gli adeguamenti seguano criteri oggettivi sia quando il petrolio aumenta sia, soprattutto, quando diminuisce. Chiediamo che venga rafforzato il monitoraggio dell’intera filiera, dalla quotazione internazionale al prezzo industriale fino alla distribuzione, affinché il mercato operi con regole chiare e pienamente trasparenti.»
L’aumento dei carburanti non incide soltanto sugli automobilisti. Per il sistema produttivo piemontese rappresenta infatti un costo trasversale che coinvolge logistica, trasporti, edilizia, servizi alla persona, manutenzioni e tutte quelle attività che fanno dell’utilizzo quotidiano dei veicoli uno strumento essenziale di lavoro. L’incremento del costo del carburante si riflette inevitabilmente sui prezzi finali di beni e servizi, alimentando ulteriori pressioni inflazionistiche e riducendo la competitività delle piccole e medie imprese, già alle prese con il caro energia, il rialzo dei tassi di interesse e una domanda ancora debole in diversi comparti. Per questo CNA Piemonte rinnova la richiesta alle istituzioni affinché venga garantito un monitoraggio costante dei meccanismi di formazione dei prezzi lungo tutta la filiera, nella convinzione che trasparenza, tempestività e corretto funzionamento del mercato rappresentino condizioni indispensabili per tutelare il potere d’acquisto delle famiglie e preservare la competitività del tessuto produttivo regionale. In un contesto internazionale ancora segnato da tensioni geopolitiche e volatilità dei mercati energetici, l’associazione ritiene infatti fondamentale evitare che ogni oscillazione del prezzo del greggio si trasformi automaticamente in un aggravio sproporzionato per cittadini e imprese, chiedendo regole più chiare e verifiche continue affinché i benefici di eventuali ribassi vengano trasferiti con la stessa rapidità con cui oggi vengono recepiti gli aumenti.

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AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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