Aria nuova in Piemonte: il 2025 segna la svolta contro lo smog

Per la prima volta rispettati in tutte le stazioni i limiti sul biossido di azoto. Calano anche i superamenti di PM10

Felicia Bello 04/01/2026
Smog a Torino - foto Comitato Torino Respira.jpg - {Smog a Torino - foto Comitato Torino Respira.jpg} - [95584]

Il 2025 segna una svolta storica per la qualità dell’aria in Piemonte. I primi dati del monitoraggio annuale, rilevati da Arpa Piemonte, delineano un quadro complessivamente positivo, con miglioramenti diffusi e, soprattutto, il pieno rispetto degli standard normativi per il biossido di azoto (NO₂) in tutte le stazioni della rete regionale. Un risultato che arriva al termine di un percorso lungo anni e che rappresenta un punto di svolta nella lotta all’inquinamento atmosferico.

Secondo la relazione preliminare – basata sui dati degli analizzatori automatici e in attesa della validazione finale – il 2025 è il primo anno in cui il valore limite annuale di 40 µg/m³ per l’NO₂ viene rispettato ovunque. Si tratta di un traguardo significativo, considerando che il biossido di azoto è uno degli inquinanti più critici nelle aree urbane, generato prevalentemente dai processi di combustione termica e dal traffico veicolare.

A favorire questo risultato hanno contribuito anche condizioni meteorologiche tendenzialmente favorevoli alla dispersione degli inquinanti: un inverno mite, precipitazioni nella norma e una minore persistenza di situazioni di stagnazione atmosferica. Ma il dato climatico, da solo, non basta a spiegare il cambio di passo. Il 2025 è infatti il primo anno di piena applicazione delle disposizioni del Piano regionale della qualità dell’aria, approvato dalla Regione Piemonte nel settembre 2024, che ha introdotto misure strutturali e integrate su traffico, riscaldamento civile, industria e mobilità sostenibile.

Le concentrazioni più elevate di NO₂, pur restando sotto i limiti di legge, si registrano nelle zone a maggiore pressione veicolare dell’agglomerato torinese: Torino Rebaudengo con 39 µg/m³, Torino Consolata 35, Settimo Torinese 33, Collegno e Carmagnola entrambe a 31. Valori che confermano come il traffico resti una delle principali fonti di emissione, ma che allo stesso tempo testimoniano l’efficacia delle politiche di contenimento adottate.

Segnali incoraggianti arrivano anche dal particolato PM10. Il trend di riduzione degli ultimi anni prosegue e nel 2025 si registra una netta diminuzione delle giornate di superamento del limite giornaliero di 50 µg/m³, consentito fino a un massimo di 35 volte l’anno. Il limite è stato rispettato in 29 stazioni su 33, contro le 25 del 2024. Le stazioni che presentano ancora criticità si sono dimezzate: da otto a quattro, tutte localizzate nell’area torinese.

Nel dettaglio, a Settimo Torinese i superamenti sono scesi da 68 a 48, a Torino Rebaudengo da 55 a 39 e a Vinovo da 55 a 38. Miglioramenti particolarmente marcati si registrano anche a Ivrea, con 22 superamenti in meno rispetto all’anno precedente, e a Torino-Rubino, con una riduzione di dieci giornate critiche. Tra i capoluoghi di provincia, le concentrazioni più basse di PM10 si rilevano a Verbania, confermando il ruolo positivo delle caratteristiche territoriali e della minore pressione antropica.

Dal Palazzo della Regione sottolineano come il 2025 rappresenti “un anno storico per il Piemonte”, evidenziando che il rispetto dei limiti sugli ossidi di azoto e la conferma del trend di riduzione delle polveri sottili dimostrano l’efficacia delle politiche regionali adottate negli ultimi anni. Un risultato definito straordinario, frutto di un mix di misure normative, investimenti pubblici e collaborazione con enti locali e cittadini.

L’attenzione, tuttavia, resta alta. La qualità dell’aria è un obiettivo che richiede continuità, monitoraggio costante e interventi strutturali di lungo periodo. Le istituzioni regionali ribadiscono l’impegno a proseguire su questa strada, rafforzando le politiche per la mobilità sostenibile, l’efficientamento energetico degli edifici e la riduzione delle emissioni industriali, nella consapevolezza che la tutela dell’ambiente e della salute pubblica deve andare di pari passo con lo sviluppo economico e sociale del territorio.

In attesa della validazione definitiva dei dati, il bilancio preliminare del 2025 offre comunque un segnale chiaro: invertire la rotta è possibile. E il Piemonte, per la prima volta, può guardare al futuro con un’aria – letteralmente – più pulita.

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