Il Piemonte continua a registrare segnali positivi sul fronte della qualità dell’aria.
Gli ultimi dati ufficiali validati da Ispra confermano infatti un ulteriore miglioramento rispetto agli anni precedenti, mentre la Regione prepara le strategie per affrontare la stagione autunno-inverno 2026-2027 insieme ai Comuni del territorio.
Il punto è stato fatto nel corso del Tavolo dell’Aria, riunitosi al Grattacielo Piemonte, dove è stata avviata la cabina di regia con i sindaci per condividere le misure strutturali che accompagneranno i prossimi mesi, tradizionalmente i più critici per l’inquinamento atmosferico.
A illustrare i dati è stato l’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati. «I dati ufficiali validati da Ispra – ha spiegato – confermano il trend di miglioramento della qualità dell'aria in Piemonte». «Grazie all’applicazione della metodologia nazionale che permette di sottrarre il contributo naturale delle polveri desertiche provenienti dal Sahara, le stazioni che nel 2025 non hanno rispettato il limite giornaliero di Pm10 scendono da 6 a 5», ha dichiarato.
La novità deriva dall’applicazione del metodo nazionale che consente di escludere, nel calcolo dei superamenti, il contributo delle polveri desertiche trasportate dal Sahara. Un criterio riconosciuto che permette di distinguere l’incidenza delle sorgenti naturali da quella delle emissioni prodotte dalle attività umane, offrendo un quadro più preciso della situazione.
Tra i casi più significativi c’è quello della centralina di Torino Lingotto. Dopo la detrazione di quattro giornate attribuite alle intrusioni di polveri sahariane, i superamenti del limite giornaliero di Pm10 passano da 38 a 34, consentendo alla stazione di rientrare nei parametri previsti dalla normativa.
«Questo dimostra l’importanza di un’analisi scientifica e rigorosa dei dati, che ci permette di distinguere l’impatto delle emissioni locali dai fenomeni naturali globali, supportando al meglio le nuove misure e il costante lavoro che, insieme alle amministrazioni locali, stiamo portando avanti per la tutela del nostro territorio», ha aggiunto Marnati.
L’incontro è stato anche l’occasione per fare il punto sul nuovo Piano regionale per la qualità dell’aria, considerato uno degli strumenti principali nella strategia di riduzione dell’inquinamento atmosferico.
Il provvedimento ha già ottenuto il via libera della Commissione Ambiente del Consiglio regionale e nelle prossime settimane approderà in Aula per l’approvazione definitiva, prevista entro la fine di questo mese.
Nel frattempo la Regione conferma la linea già adottata nei confronti delle limitazioni alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5. Il blocco previsto nell’area metropolitana di Torino e a Novara è stato sostituito da un pacchetto di interventi ritenuti equivalenti sul piano della riduzione delle emissioni. Tra le misure figurano l’utilizzo di biocarburanti Hvo, incentivi attraverso carte sconto, l’installazione di semafori gestiti con sistemi di intelligenza artificiale, cubi filtranti urbani, bandi dedicati al car sharing, al bike sharing e alle velostazioni, oltre ai contributi per la sostituzione delle stufe più obsolete e per pratiche agricole finalizzate alla riduzione dello smog.
Uno degli aspetti più rilevanti emersi durante il confronto riguarda però le risorse economiche destinate agli enti locali. La Regione Piemonte ha infatti annunciato l’imminente apertura di un bando da 30 milioni di euro nell’ambito della Rigenerazione urbana, che sarà presentato il 21 luglio e rivolto ai Comuni piemontesi.
L’obiettivo è rafforzare la capacità progettuale e di investimento delle Amministrazioni, in particolare di quelle di dimensioni più contenute, affinché le linee guida del Piano regionale possano trasformarsi in interventi concreti per migliorare la qualità dell’aria e contribuire alla tutela della salute di cittadini e cittadine.