Le infezioni sessualmente trasmesse continuano a crescere e colpiscono in modo particolare i giovani. Nel 2024 i sistemi di sorveglianza coordinati dall’Istituto superiore di sanità hanno raccolto 7.797 segnalazioni, il 12% in più rispetto all’anno precedente. L’aumento più marcato riguarda la clamidia, salita del 41,5% in un anno. Tra il 2021 e il 2024 le segnalazioni di gonorrea sono aumentate dell’84%, mentre quelle di sifilide primaria e secondaria sono cresciute del 16%. La gonorrea ha raggiunto nel 2024 il massimo storico, con 1.555 casi; per la sifilide sono stati segnalati 695 nuovi casi.
Il dato sulla clamidia è particolarmente rilevante nella fascia tra i 15 e i 24 anni: tra le persone sottoposte al test, la prevalenza è dell’8,3%, contro il 2,7% registrato tra gli over 24. La sorveglianza, tuttavia, non rappresenta una rilevazione completa di tutte le infezioni presenti nel Paese: i sistemi sentinella raccolgono dati da centri clinici e laboratori aderenti e consentono di monitorare gli andamenti nel tempo. Anche per questo le cifre disponibili vanno lette come indicatori, non come conteggio esaustivo di tutti i casi.
In Piemonte, un quadro regionale riferito alle notifiche del 2024 mostra che la blenorragia, cioè la gonorrea, ha raggiunto un tasso di 1,95 casi ogni 10mila abitanti. L’incidenza sale a 5,86 nella fascia 25-44 anni. Per la sifilide il tasso complessivo è di 0,99 ogni 10mila abitanti e raggiunge 2,4 tra i 25 e i 44 anni, con una maggiore incidenza tra gli uomini. L’analisi regionale segnala inoltre che le infezioni sessualmente trasmesse considerate — blenorragia, sifilide e clamidia — interessano soprattutto giovani adulti di genere maschile. Si tratta di dati basati sulle notifiche obbligatorie, con una metodologia diversa da quella delle sorveglianze sentinella dell’Iss.
A Torino il punto di riferimento pubblico è il Centro multidisciplinare per la salute sessuale, il Ce.Mu.S.S. Nell’estate 2024, secondo dati riportati dalla stampa, gli accessi erano passati dagli 8mila del 2022 ai 13mila del 2023, con punte di 40 al giorno nell’anno successivo. Nello stesso resoconto, la responsabile del servizio riferiva un raddoppio dei casi di gonorrea e sifilide riscontrati al centro nell’ultimo anno. Sono numeri locali che descrivono l’attività del servizio e non possono essere confrontati direttamente con i dati epidemiologici regionali o nazionali.
«L’aumento dei casi deve farci riflettere soprattutto sulle infezioni che passano inosservate», sottolinea Luca Bello, presidente nazionale della Società interdisciplinare per lo studio delle malattie sessualmente trasmissibili e ginecologo al Ce.Mu.S.S. La clamidia, soprattutto nelle donne, può non dare sintomi evidenti; se non viene diagnosticata e trattata può causare malattia infiammatoria pelvica, infertilità e gravidanze extrauterine. La gonorrea può provocare complicanze e la sifilide in gravidanza può mettere a rischio il nascituro.
«Non possiamo limitarci ad aspettare che compaiano i sintomi», avverte Bello. «Occorre promuovere una maggiore consapevolezza e facilitare l’accesso ai test, superando imbarazzo, disinformazione e barriere economiche e culturali». È il tema al centro del XII congresso nazionale della Simast, in corso a Cagliari: aumentare informazione e prevenzione e rendere più tempestivi diagnosi e trattamenti.
A Torino il Ce.Mu.S.S. ha sede al Presidio Oftalmico di via Juvarra 19. L’accesso avviene dopo un colloquio telefonico di triage con il personale infermieristico; non è necessaria la ricetta del medico di famiglia. Il centro offre visite e percorsi per la valutazione del rischio, la diagnosi e la cura delle principali infezioni sessualmente trasmesse.