Ex Ilva: la Liguria compatta per Cornigliano

Regione vota all’unanimità documento per tutelare lavoro, indotto e visione industriale

Vittorio Magni 23/09/2026
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Sul futuro dell’ex Ilva la Liguria prova a giocare la propria partita. Non soltanto per difendere lo stabilimento di Cornigliano e i suoi lavoratori, ma per chiedere che nelle decisioni sul più grande gruppo siderurgico italiano venga mantenuta una visione industriale complessiva. È il punto politico emerso dalla seduta monotematica del Consiglio regionale, conclusa con l’approvazione all’unanimità di un ordine del giorno. Il destino degli stabilimenti è legato alle scelte che nelle prossime settimane potrebbero ridisegnare la siderurgia italiana. E Genova guarda inevitabilmente a Taranto, perché le sorti dei diversi impianti restano strettamente collegate. La conferma dello spegnimento dell’area a caldo di Taranto entro il 28 ottobre ha riportato la vertenza al centro del dibattito nazionale. Per Cornigliano il problema riguarda anche la continuità delle attività collegate e delle imprese dell’indotto. L’ordine del giorno approvato dall’Aula chiede che le misure nazionali a tutela dell’occupazione tengano conto delle ricadute sull’indotto genovese e impegna la Giunta a mantenere il confronto con il Governo. Ma la questione centrale resta il futuro industriale: Cornigliano, Taranto e gli altri siti devono essere considerati parti dello stesso sistema produttivo, salvaguardandone l’unità anche attraverso un eventuale affiancamento dello Stato alle iniziative private. “Mantenimento del sistema produttivo, salvaguardia dei posti di lavoro e tutela della filiera siderurgica. Queste le priorità che torneremo a chiedere con forza al Governo per il futuro dell’ex Ilva, con una partecipazione pubblica che dev’essere sinergica e non in contrapposizione con le iniziative private in atto”. L’assessore regionale allo Sviluppo economico Alessio Piana mette così in fila le priorità della Liguria. «In questo quadro si inserisce anche l’istituzione di un tavolo di lavoro permanente con il Piemonte, in raccordo con quello nazionale, per la continuità produttiva in un’ottica di Nord-Ovest degli impianti di Cornigliano, Novi Ligure e Racconigi” aggiunge Piana. La scelta del tavolo permanente punta a evitare che i territori vengano coinvolti quando le decisioni sono già state prese. In questo scenario si inserisce la visita a Cornigliano di Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, alla vigilia della seduta, mentre resta da definire l’assetto industriale della prossima fase. Intervengono anche i consiglieri di Vince Liguria Matteo Campora e Federico Bogliolo. “In Consiglio Regionale maggioranza e minoranza hanno dato esempio di che cosa significa lavorare in democrazia. Con la creazione di un documento condiviso abbiamo votato all’unanimità affinché le misure nazionali di tutela occupazionale tengano conto anche delle ricadute sull’indotto collegato a Cornigliano e venga istituito un tavolo permanente per l’ex Ilva”. Per i due consiglieri la vertenza riguarda anche il ruolo dell’Italia nella produzione dell’acciaio. “E’ fondamentale che Regione Liguria si faccia parte attiva con il Governo, in quanto la siderurgia rappresenta un settore strategico a livello globale e Ilva costituisce un asset fondamentale per il posizionamento industriale dell’Italia e dell’Unione Europea”. La richiesta è costruire le condizioni per il rilancio produttivo. “Per questo è necessario affrontare questa fase con la massima responsabilità, tutelando i lavoratori e garantendo il rilancio produttivo degli stabilimenti. Regione, Governo e istituzioni devono lavorare insieme, esercitando una forte pressione affinché vengano rispettati gli impegni e si arrivi a una soluzione definitiva, capace di coniugare occupazione, sviluppo industriale e risanamento ambientale”. Resta il nodo della proprietà. “Riteniamo fondamentale - concludono - che questo asset rimanga sotto una guida italiana, direttamente o attraverso imprenditori del nostro Paese”.
Il voto non chiude la vertenza, ma fissa la linea della Liguria: Cornigliano deve restare nel progetto industriale dell’ex Ilva, l’indotto deve rientrare nella tutela occupazionale e lo Stato deve accompagnare, dove necessario, il rilancio. Una sfida che riguarda l’intero sistema industriale ligure. Per Genova la posta in gioco resta produzione, lavoro e futuro industriale.
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