Omicidio Nada Cella, il processo rischia lo stop

Accusata del delitto è Annalucia Cecere, ma l'avvocato del commercialista Soracco, titolare della vittima, presenta istanza di legittimità costituzionale

11/01/2025
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Potrebbe fermarsi prima di cominciare il processo a carico di Annalucia Cecere, l'ex insegnante accusata di avere ucciso il 6 maggio 1996 a Chiavari (Genova) Nada Cella, segretaria del commercialista Marco Soracco. L'avvocato Andrea Vernazza, che assiste l'allora datore di lavoro della vittima, ha presentato una istanza di legittimità costituzionale. La questione verrà formalmente affrontata e discussa il primo giorno del processo, previsto il 6 febbraio, davanti alla corte d'assise presieduta dal giudice Massimo Cusatti. La pm Gabriella Dotto aveva chiesto il rinvio a giudizio per Cecere (difesa dagli avvocati Giovanni Roffo e Gabriella Martini) per omicidio volontario aggravato, e per Soracco e la sua anziana madre Marisa Bacchioni per favoreggiamento e false dichiarazioni al pm. Il giudice Angela Nutini aveva prosciolto tutti e tre sostenendo che quanto portato dall'accusa erano meri sospetti e dicerie con i quali non vi sarebbe stata una "ragionevole previsione di condanna". In appello, il collegio presieduto dal giudice Vincenzo Papillo aveva invece deciso per il rinvio a giudizio. Nel primo caso il gip Nutini aveva ampiamente motivato la sua decisione, mentre il rinvio a giudizio (come previsto dalla legge) non è stato motivato. Proprio questo aspetto, per il legale di Soracco, rappresenterebbe una incostituzionalità. Secondo l'avvocato, infatti, il rinvio a giudizio avrebbe dovuto essere motivato perché annullava una precedente sentenza di proscioglimento. La parola spetta adesso alla corte d'assise: nel caso in cui rinviasse alla Corte costituzionale, il processo verrebbe sospeso. Per l'accusa, Cecere avrebbe massacrato la giovane nello studio del commercialista per rabbia e gelosia. Il commercialista e la mamma, invece, avrebbero mentito nel corso degli interrogatori fatti fino a pochi mesi fa. Avrebbero coperto la presunta assassina. Le indagini erano state riaperte due anni fa grazie allo studio delle vecchie carte da parte della criminologa Antonella Pesce Delfino e dell'avvocata Sabrina Franzone.
   

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