Un nuovo passo verso la realizzazione dell’Invaso della Valle Soana, nel cuore del Canavese (Torino).
A Palazzo Lascaris si è infatti svolto un Tavolo istituzionale e tecnico dedicato alla valutazione della fattibilità dell’opera, indicata come uno degli interventi strategici per rafforzare la sicurezza idrica del Piemonte e affrontare gli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici.
Il confronto nasce dall’Ordine del giorno n°. 755 sul contrasto alla siccità e sul rafforzamento della resilienza della rete idrica regionale, presentato dal consigliere Mauro Fava di Forza Italia.
All’incontro hanno partecipato l’assessore regionale all’Ambiente ed Energia Matteo Marnati, lo stesso consigliere Fava, il presidente dell’Unione Montana Valli Orco e Soana Marco Bonatto, alcuni sindaci del territorio e il primo cittadino di San Benigno Canavese. Presenti anche i tecnici della Regione Piemonte e dell’Unione Montana, impegnati nell’analisi degli aspetti ambientali, territoriali e infrastrutturali del progetto.
La Regione ha espresso un parere positivo sull’opera, riconoscendone il ruolo all’interno delle strategie regionali per la gestione della risorsa idrica. L’obiettivo è creare una riserva capace di rispondere alle esigenze di territori sempre più esposti alla scarsità d’acqua, con una funzione che non si limita al semplice accumulo, ma punta a integrare diversi settori.
L’Invaso della Valle Soana viene infatti considerato un intervento multifunzionale. Da una parte potrà garantire maggiore disponibilità idrica per l’agricoltura della pianura canavesana, sostenendo le coltivazioni nei periodi più difficili. Dall’altra potrà rappresentare una riserva strategica per l’approvvigionamento potabile delle comunità locali e contribuire alla produzione di energia rinnovabile attraverso lo sfruttamento della risorsa idrica accumulata.
La fase successiva prevede il coinvolgimento dei principali soggetti del comparto idrico ed energetico. Gestori del servizio idrico integrato, enti territoriali, operatori energetici e istituzioni saranno chiamati a partecipare a un percorso condiviso per approfondire la fattibilità tecnica ed economica dell’intervento. Sul tavolo anche l’ipotesi di un partenariato pubblico-privato, individuato come possibile strumento per garantire la copertura finanziaria e tempi di realizzazione più definiti.
«Il parere positivo espresso oggi riflette una visione chiara: l’Invaso della Valle Soana rappresenta una risorsa strategica multifunzionale. Di fronte ai cambiamenti climatici e alla crescente scarsità di precipitazioni, realizzare nuove riserve idriche è fondamentale per garantire acqua ai territori, sostenere l’agricoltura e produrre energia pulita», ha dichiarato l’assessore Marnati, sottolineando la necessità di avviare ora il confronto con gli operatori del settore per costruire un modello sostenibile di finanziamento.
Anche il consigliere regionale Mauro Fava ha evidenziato il valore dell’intesa raggiunta tra Regione e amministrazioni locali. «La convergenza di intenti conferma la validità del progetto. L’Invaso della Valle Soana è un’infrastruttura strategica per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici, garantendo sicurezza idrica, sostegno all’agricoltura e nuove opportunità per la produzione di energia rinnovabile», ha spiegato.
Per il presidente dell’Unione Montana Valli Orco e Soana Marco Bonatto, l’intervento risponde a una necessità ormai evidente. «Nonostante l’inverno abbia regalato abbondanti nevicate, già dalle prime settimane dell’estate il nostro territorio affronta criticità legate alla carenza di risorse idriche. Le precipitazioni invernali non sono più sufficienti a garantire un approvvigionamento adeguato durante i mesi estivi», ha osservato.
La questione riguarda direttamente le comunità degli Ambiti Omogenei 8, 9 e 10 della Città Metropolitana di Torino, oltre alle attività agricole e produttive del territorio. La realizzazione dell’invaso viene quindi inserita in una strategia di lungo periodo per proteggere la disponibilità d’acqua, migliorare la capacità di risposta alle emergenze e accompagnare il Piemonte verso una gestione più sicura e sostenibile della risorsa idrica.
Per Alessia Cuffia, assessora a Rivarolo Canavese (Torino), si tratta di «una scelta che guarda al futuro». «Continuare a lamentarsi della siccità senza realizzare infrastrutture – ha affermato – significa semplicemente scegliere di non risolvere il problema».
«Naturalmente – ha ribadito – questo è solo l’inizio di un percorso: serviranno approfondimenti tecnici, autorizzazioni e confronti con il territorio». Sempre nel rispetto della natura. «La tutela dell’ambiente è un valore irrinunciabile e ogni progetto dovrà rispettare rigorosamente tutte le valutazioni ambientali previste dalla Legge, ma ambiente e sviluppo non sono nemici», ha concluso l’assessora.