Il programma Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori, meglio conosciuto come ‘Gol’, lascia in Piemonte un importante modello organizzativo, destinato a proseguire anche oltre la conclusione del progetto, finanziato dai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza – Pnrr.
Se ne è discusso durante l’incontro «Abbiamo fatto… Gol - Storie, dati e prospettive delle politiche attive in Piemonte», ospitato nella Sala Trasparenza della Regione Piemonte: un’occasione per fare il punto sui risultati raggiunti e sulle prospettive future delle politiche attive del lavoro sul territorio regionale.
L’appuntamento ha riunito istituzioni, operatori pubblici e privati, enti di formazione e rappresentanti del mondo del lavoro. Al centro del confronto non c’erano soltanto i traguardi conseguiti, ma soprattutto il patrimonio organizzativo costruito negli ultimi quattro anni grazie alla preziosa collaborazione attivata tra Regione Piemonte, Agenzia Piemonte Lavoro - Apl, Centri per l’impiego, agenzie accreditate ed enti di formazione.
L’obiettivo iniziale era accompagnare migliaia di persone verso il reinserimento occupazionale. Il risultato è stato molto più ampio. La Regione ha infatti consolidato una rete stabile capace di lavorare in maniera coordinata, valorizzando competenze differenti e costruendo percorsi personalizzati in grado di rispondere alle esigenze di cittadini con esperienze, età e condizioni molto diverse tra loro.
Dall’avvio del programma sono state raggiunte 324.647 persone, mentre 266.184 sono diventate beneficiarie dei percorsi previsti da Gol. Di queste, 79.616 hanno partecipato ad attività formative oppure a esperienze di tirocinio, strumenti considerati fondamentali per rafforzare competenze professionali e favorire il ritorno nel mercato del lavoro.
Il Piemonte ha inoltre superato tutti gli obiettivi assegnati dal Pnrr. I beneficiari sono stati oltre 22 mila in più rispetto ai target fissati a livello nazionale e lo stesso scarto positivo è stato registrato per quanto riguarda le attività formative. Un risultato che conferma la capacità del sistema regionale di utilizzare integralmente le risorse disponibili e di trasformarle in servizi concreti.
Il programma ha coinvolto una platea estremamente eterogenea composta da donne, giovani, lavoratori anziani, percettori di sostegni economici e persone prive di qualsiasi forma di aiuto al reddito. Le donne rappresentano il 54,2 per cento dei partecipanti, gli under 30 il 28,6 per cento e gli over 55 il 21,4 per cento.
L’orientamento professionale, l’accompagnamento individuale, la formazione e il sostegno nella ricerca di un impiego sono stati costruiti caso per caso, con percorsi calibrati sulle caratteristiche di ogni beneficiario piuttosto che su modelli standardizzati, spesso poco utili.
Anche i risultati occupazionali confermano l’efficacia del sistema piemontese. Oltre il 56 per cento delle persone prese in carico ha trovato un’occupazione e più del 40 per cento ha ottenuto un contratto stabile. Ancora più significativo il dato relativo ai giovani sotto i trent’anni, che registrano un tasso di inserimento superiore al 60 per cento, segnale della capacità dei percorsi formativi di favorire un ingresso più rapido nel mercato del lavoro.
Durante l’incontro non sono mancati i racconti delle esperienze vissute dai beneficiari. Attraverso alcune testimonianze video è emerso il valore quotidiano del lavoro svolto dagli operatori dei Centri per l’impiego e degli enti coinvolti. Un’attività fatta di ascolto, orientamento e accompagnamento, spesso decisiva per restituire fiducia a persone che affrontavano periodi di disoccupazione o situazioni di particolare fragilità.
Tra gli aspetti ritenuti più innovativi c’è il sistema di monitoraggio sviluppato durante l’attuazione del programma. Per la prima volta è stato possibile seguire con continuità l’evoluzione dei percorsi individuali, valutare i risultati ottenuti e intervenire rapidamente per correggere eventuali criticità. Una modalità di lavoro che la Regione considera ormai parte integrante delle future politiche pubbliche.
Il direttore della Direzione Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Piemonte, Gianni Bocchieri, ha evidenziato come il confronto sia servito sia a celebrare i risultati ottenuti sia a progettare la fase successiva. «L'evento – ha spiegato – ha perseguito un duplice obiettivo: da un lato celebrare i traguardi raggiunti dal programma Gol grazie alla sinergia tra servizi pubblici, privati ed enti di formazione della Regione Piemonte, dall'altro tracciare le prospettive future in vista della conclusione del piano. Ci siamo confrontati sull'utilizzo completo delle risorse assegnate, inizialmente pari a 294 milioni di euro e successivamente incrementate di ulteriori 15 milioni grazie agli eccellenti risultati conseguiti. Il confronto con operatori e parti sociali ha posto le basi per nuove politiche della formazione e dell'occupazione fondate sui dati e orientate ai bisogni di cittadini e cittadine».
La direttrice dell’Agenzia Piemonte Lavoro, Erminia Garofalo, ha sottolineato il valore della collaborazione costruita nel tempo. «L'esperienza di Gol – ha affermato – ha consentito di consolidare un metodo di lavoro condiviso tra i soggetti della rete regionale, nel quale i Centri per l'impiego hanno svolto un ruolo di coordinamento operativo e di connessione tra i diversi attori coinvolti. Un modello organizzativo che rappresenta oggi una solida base per le future politiche attive del lavoro in Piemonte».
Gol lascia infatti in eredità un sistema strutturato, una rete consolidata di competenze e una cultura della valutazione che punta al miglioramento continuo. È su queste basi che la Regione Piemonte intende costruire le prossime politiche dedicate all’occupazione, alla formazione e all’inclusione, trasformando l’esperienza di Gol in un punto di partenza per affrontare e vincere le sfide future del mercato del lavoro.