Portare la cultura fuori dai luoghi tradizionali e renderla un’esperienza quotidiana, accessibile e condivisa. È questa la missione de “La cultura dietro l’angolo”, il progetto promosso dalla Città di Torino insieme alla Fondazione Compagnia di San Paolo, con il coordinamento della Fondazione per la Cultura, che nel 2026 torna con un programma ancora più ampio: quasi 400 appuntamenti distribuiti fino a dicembre nei quartieri cittadini.
La nuova edizione prevede 390 iniziative tra laboratori, incontri, attività partecipative, momenti di socialità e le ormai consolidate Feste di Primavera e di Fine Estate, oltre a un palinsesto Off e a eventi realizzati in sinergia con le principali manifestazioni culturali della città. Un calendario diffuso che coinvolge biblioteche civiche, case del quartiere, spazi associativi e presidi territoriali, trasformando la cultura in un vero e proprio servizio di prossimità.
Il progetto nasce con l’obiettivo di contrastare le disuguaglianze nell’accesso all’offerta culturale, favorendo la partecipazione attiva anche di chi, per ragioni economiche, anagrafiche o sociali, rischia di restarne escluso. I dati confermano la crescita costante dell’iniziativa: nel 2025 sono state emesse 1.571 nuove tessere, portando a 7.753 le persone coinvolte complessivamente dall’avvio del progetto. Gli ingressi agli appuntamenti hanno superato quota 21 mila, con una media di quasi otto partecipazioni a persona e oltre 600 cittadini presenti ad almeno dieci attività.
«Con l’edizione 2026 la Città rinnova il proprio impegno a rendere la cultura un servizio di prossimità, accessibile, diffuso e radicato nei quartieri – sottolinea l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia –. Un progetto capace di coinvolgere ogni anno un numero crescente di persone, rafforzando il coinvolgimento civico e contrastando l’isolamento sociale». Dall’avvio dell’iniziativa si contano quasi 48 mila ingressi complessivi, con un balzo significativo registrato nel 2025, quando la partecipazione ha quadruplicato i numeri del 2022.
Al centro dell’esperienza non c’è soltanto la fruizione culturale, ma la costruzione di relazioni. Le attività sono pensate per favorire l’incontro tra generazioni, provenienze e storie diverse, utilizzando linguaggi accessibili – dalla narrazione alla musica, dalle arti visive alla manualità – e coinvolgendo attivamente associazioni, operatori sociali e realtà del territorio.
«La cultura ha un valore sociale inestimabile ed è uno strumento potente per favorire coesione, inclusione e cittadinanza attiva – evidenzia l’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli –. Promuoverla significa anche aiutare a superare le disuguaglianze, abbattere le barriere sociali e combattere l’esclusione, rafforzando il senso di comunità».
Il progetto rappresenta anche un laboratorio di innovazione nelle politiche culturali urbane, dove l’intervento pubblico si intreccia con quello filantropico. «Con questa iniziativa la Fondazione Compagnia di San Paolo interpreta pienamente il proprio ruolo di soggetto sperimentatore: investire in pratiche innovative che possano essere condivise e adottate dalla pubblica amministrazione», spiega Matteo Bagnasco, responsabile dell’Obiettivo Cultura della Fondazione.
“La cultura dietro l’angolo” si inserisce così in una visione più ampia che vede la cultura come leva di welfare urbano, capace di incidere sulla qualità della vita tanto quanto i servizi tradizionali. Non solo spettacolo o intrattenimento, ma uno strumento per abitare meglio la città, rafforzare i legami di vicinato e generare nuove forme di partecipazione.
Nel 2026 Torino rilancia dunque questa scommessa: fare della cultura una presenza quotidiana, familiare, raggiungibile a piedi. Letteralmente, dietro l’angolo.