Per la prima volta dopo oltre vent’anni, Torino Comics non si terrà al Lingotto. Lo storico appuntamento con fumetto e cultura pop cambia sede e si sposta alla Certosa Reale di Collegno (17-19 aprile), lasciando vuoto uno degli spazi che più avevano contribuito a costruirne identità e successo. Al Lingotto Fiere, nelle stesse date, debutta invece Be Comics! Be Games! Torino (18-19 aprile), nuovo evento organizzato da GL events Italia e Fandango Club Creators.
Un passaggio che segna un cambio di scenario non solo logistico ma simbolico: la città perde uno dei suoi marchi consolidati, mentre accoglie un format differente, già sperimentato nel Nord-Est, con l’obiettivo di intercettare pubblici più ampi legati a gaming, e-sport e creatività contemporanea. Il nuovo appuntamento proporrà aree dedicate a editoria, videogiochi, giochi da tavolo e di ruolo, cosplay, performance e una vasta Artist Alley, con incontri tra autori, editori e community creative.
Gli organizzatori rivendicano la continuità con la vocazione fieristica del quartiere. «Be Comics! Be Games! Torino rappresenta l’evoluzione naturale di un percorso decennale costruito a Lingotto Fiere», spiega l’amministratore delegato di GL events Italia, Gábor Ganczer, sottolineando il ruolo delle infrastrutture espositive «come elementi fondamentali per eventi complessi». Sulla stessa linea Marco Moretti, ad di Fandango Club Creators: «Torino è una città strategica per lo sviluppo del nostro progetto… portiamo qui un format capace di garantire qualità dell’esperienza, logistica efficiente e sicurezza».
Ma il cambio di insegna non cancella la sensazione, diffusa tra operatori e appassionati, di una discontinuità che Torino subisce più che governare. Torino Comics, nato e cresciuto al Lingotto, aveva contribuito negli anni a definire il calendario fieristico cittadino e a consolidare un pubblico fidelizzato, con ricadute economiche e turistiche significative. Il trasferimento fuori dal capoluogo segna quindi una perdita di centralità per la città in un settore — quello degli eventi pop e dell’intrattenimento culturale — sempre più competitivo.
La vicenda riapre anche il tema del futuro del Lingotto Fiere, da tempo al centro di riflessioni istituzionali e politiche sulla necessità di rafforzarne il ruolo strategico. Più volte, negli ultimi anni, è emersa l’ipotesi di un intervento pubblico o di una regia condivisa per valorizzare il complesso come infrastruttura chiave per congressi, manifestazioni e grandi eventi, evitando un progressivo ridimensionamento della sua funzione nel panorama nazionale.
In questo contesto, l’arrivo di Be Comics! Be Games! rappresenta al tempo stesso un’opportunità e il segno di una transizione: da un evento storico radicato nel territorio a un format nuovo, pensato in chiave più industriale e replicabile. Resta da capire se basterà a colmare il vuoto lasciato da Torino Comics o se la città dovrà ripensare complessivamente la propria strategia fieristica per non disperdere un patrimonio costruito in decenni.
Ad aprile, dunque, Torino vivrà un paradosso: due manifestazioni simili negli stessi giorni, ma divise da pochi chilometri e da una scelta che racconta molto delle trasformazioni — e delle fragilità — del sistema eventi locale.