Appello di Mattarella contro le nuove povertà

Il Capo dello Stato interviene alle Gallerie d’Italia di Torino per le celebrazioni dei 430 anni dell’Ufficio Pio e rilancia la necessità di contrastare il disagio giovanile e sostenere le persone più deboli

Loredana Polito 21/01/2026
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La Fondazione Ufficio Pio ha celebrato i suoi 430 anni di attività con una cerimonia nelle Gallerie d’Italia di Torino, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

L’evento ha rappresentato un momento simbolico per ribadire l’impegno storico dell’ente strumentale della Compagnia di San Paolo nel sostenere persone in difficoltà e nel tradurre la solidarietà in azioni concrete, aggiornate ai bisogni sociali del presente.

«L’Ufficio Pio ha attraversato, come abbiamo ascoltato, e tutti sappiamo bene, oltre quattro secoli – ha affermato Mattarella – 430 anni in cui ha incontrato mutamenti profondi. Ha accompagnato questa città attraverso cambiamenti importanti, sia sul versante politico e istituzionale, sia sul versante sociale, restando sempre uguale a se stesso».

Il presidente ha ricordato come l’ente sia stato guidato da principi stabili, ovvero «l’autonomia rispetto al potere pubblico e l’attenzione ai più deboli, alle condizioni di fragilità, con interventi concreti di sostegno».

Mattarella ha poi sottolineato le nuove sfide dell’ente: «Oggi abbiamo altre condizioni rispetto ai secoli precedenti. La Fondazione è impegnata su nuovi fronti e nuove povertà presenti nel nostro Paese e nelle città, non soltanto in questa città. Vi sono condizioni specifiche di disagio giovanile, difficoltà dei migranti, problemi di accesso al lavoro e alle abitazioni. Sono tutti problemi che impegnano l’Ufficio Pio e che rappresentano la frontiera per sfuggire alla ‘trappola della povertà’».

Il presidente ha evidenziato l’importanza di un approccio concreto: «Per questo ho preso la parola per esprimere apprezzamento per la storia dell’Ufficio Pio e per l’opera svolta, non soltanto nei 430 anni passati, ma anche nei giorni nostri. Impegni non di analisi astratte, ma concreti, operativi, di sostegno a chi è in difficoltà e in condizioni di fragilità».

Marco Gilli, presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo, ha ribadito l’obiettivo di rendere visibile l’impatto concreto delle politiche sociali: «Vogliamo contribuire a un cambiamento misurabile, condiviso e duraturo. Lavoriamo per una comunità più giusta e una società più coesa, capace di affrontare le sfide che ci attendono, riaffermando i valori democratici e guardando con fiducia al futuro dei nostri giovani».

Franca Maino, presidente della Fondazione Ufficio Pio, ha ricordato l’importanza della continuità storica: «Da 430 anni traduciamo la solidarietà in pratiche concrete, adattandoci ai bisogni che cambiano senza perdere la direzione: promuovere dignità, opportunità e legami con la città. Ogni nostro passo deve contribuire a una Torino e a un Paese più equi, inclusivi e solidali. Una storia così lunga ha senso solo se continua a rendere concreto il diritto di ciascuno a vivere in una società inclusiva, a partire da chi oggi resta ai margini».

Alberto Anfossi, segretario generale della Compagnia di San Paolo, ha sottolineato il ruolo dell’Ufficio Pio come infrastruttura sociale e agente di coesione: «Vogliamo lavorare in stretta sinergia con le istituzioni locali e le diverse soggettività sociali su tre concetti chiave: fiducia, rischio razionale e apprendimento. L’Ufficio Pio è stato un terreno di sperimentazione anticipatore, capace di innovare le pratiche sociali sul campo e di consolidare reti e percorsi di sostegno».

Durante la cerimonia, Mattarella ha lasciato la sala dopo un intervento di circa quattro minuti, salutando i dipendenti della Fondazione e posando per alcune foto con loro, ricevendo applausi dai presenti. La visita ha voluto essere anche un momento di valorizzazione del lavoro quotidiano e spesso silenzioso della Fondazione Ufficio Pio e della Compagnia di San Paolo, che continuano a sostenere chi vive in condizioni di fragilità e marginalità.

L’evento ha messo in evidenza come solidarietà, innovazione e responsabilità collettiva possano convivere all’interno di una stessa istituzione. I 430 anni della Fondazione rappresentano un esempio di continuità nel tempo, ma anche di capacità di rinnovamento e di adattamento ai bisogni emergenti: giovani in difficoltà, migranti, famiglie vulnerabili e chi rischia di restare escluso dai servizi essenziali.

Mattarella ha concluso la sua visita ricordando come la coesione sociale sia un pilastro della vita democratica: «Il vostro impegno quotidiano dimostra che la solidarietà non è un gesto privato, ma un valore pubblico fondamentale». Una frase che sintetizza la missione dell’Ufficio Pio e della Compagnia di San Paolo: trasformare la tradizione in azioni concrete, rendendo la città e il Paese più inclusivi, equi e solidali.

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AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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