«Israele è necessario, ma si pensioni Netanyahu»

Sono alcune delle considerazioni svolte dal giornalista e scrittore Carlo Panella

26/06/2026
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Luigi Florio e Carlo Panella
Israele? Uno Stato necessario per lo sviluppo del Medio Oriente, anche in senso democratico,  come hanno ormai capito tutti i principali Paesi arabi. Netanyahu? Un premier che ha saputo  trasformare Israele nella “Start-Up Nation” ma ha il torto di avere portato negli ultimi anni al governo  dello Stato ebraico la peggior destra possibile, che inneggia all’assassinio di Rabin e alla pulizia  etnica, e ne è divenuto prigioniero; prima se ne andrà, meglio sarà. L’Iran? Una teocrazia  medioevale, ora in mano ai Pasdaran aguzzini, che prevedo crolli entro un paio d’anni, travolta dalle  proprie lotte intestine. 
Sono alcune delle considerazioni svolte dal giornalista e scrittore Carlo Panella, ospite  giovedì scorso ad Asti di una serata conviviale organizzata al ristorante “Francese” dalle  Associazioni Italia Israele di Asti e di Alessandria, nel corso della quale ha presentato il suo ultimo  libro: “Israele, lo Stato necessario” (Rubbettino Editore, 2026). 
Introdotto da Luigi Florio, già europarlamentare e vicepresidente della Delegazione  U.E./Israele, Panella, grande esperto di questioni mediorientali e autore di svariate pubblicazioni  sull’argomento, pur riconoscendo la drammaticità dell’attuale momento, non ha mancato di lanciare  messaggi ispirati all’ottimismo, sottolineando in particolare come Israele, “resistendo ai reiterati  tentativi arabi e musulmani di distruggerlo, abbia finito per convincere il mondo islamico ad  abbandonare la strada della Jihad, la guerra santa finalizzata alla sua eliminazione, coltivata solo  più dall’Iran e dai suoi proxi, tra i quali Hamas e Hezbollah”; e a chi gli ha chiesto se gli estremisti  religiosi ebraici che hanno negli attuali ministri Ben Gvir e Smotrich i loro beniamini non rischino di  snaturare Israele, nato dal sionismo laico novecentesco, ha risposto: “Israele ha gli anticorpi per  guarire da questo male e a mio parere riuscirà a fare in modo che questi soggetti, che non  riconoscono l’autorità dello Stato e rifiutano il servizio militare, abbandonino il suo territorio”. 
Al termine della serata, protrattasi per oltre tre ore per permettere allo scrittore di rispondere  alle domande rivoltegli dai molti presenti e firmare numerose copie del suo libro, l’avvocato Florio,  a nome degli organizzatori, ha ringraziato Panella donandogli, a ricordo della serata, una bottiglia di  Barbera del Monferrato. 
Un’intervista a Carlo Panella a cura di Monica Jarre è visibile sul canale Youtube @RotaryHubAsti. 
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