Alle Madri Costituenti dedicata la sala panoramica della Città Metropolitana

Intitolato lo spazio al quindicesimo piano del palazzo di corso Inghilterra 7 a Torino

Loredana Polito 25/06/2026
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La Sala panoramica al quindicesimo piano della sede della Città metropolitana di Torino diventa un luogo della memoria e dell’impegno civile.

Allo spazio di corso Inghilterra 7 è stato infatti dato il nome delle Madri Costituenti: le ventuno donne che parteciparono ai lavori dell’Assemblea Costituente contribuendo in modo decisivo alla nascita della Repubblica e alla stesura della Carta fondamentale dello Stato.

La scelta è maturata su iniziativa della consigliera metropolitana delegata alle politiche di parità, Rossana Schillaci, ed è stata formalizzata in una data altamente simbolica. Il 25 giugno ricorre infatti l’ottantesimo anniversario dell’insediamento dell’Assemblea Costituente, eletta nel 1946 dopo il referendum istituzionale che sancì la fine della monarchia e l’avvio della stagione repubblicana.

Tra i 556 deputati chiamati a scrivere la Costituzione sedevano ventuno donne. Un numero che oggi può apparire limitato, ma che all’epoca rappresentò una svolta storica. Nove provenivano dalle file del Partito Comunista, altre nove dalla Democrazia Cristiana, due dal Partito Socialista e una dal Fronte dell’Uomo Qualunque. Diverse per formazione politica, provenienza geografica ed esperienza professionale, riuscirono a trovare un terreno comune nella difesa dei diritti, dell’uguaglianza e della partecipazione democratica.

Erano insegnanti, giornaliste, sindacaliste, casalinghe e professioniste. Molte avevano conosciuto la repressione del regime fascista, il carcere, il confino o l’esperienza della Resistenza. Portarono nell’Assemblea Costituente non soltanto competenze politiche, ma anche il peso delle battaglie combattute negli anni più difficili della storia italiana.

Il loro contributo lasciò un segno profondo nella Carta repubblicana. Determinante fu il ruolo svolto nella definizione dell’articolo 3, che sancisce l’uguaglianza di tutti i cittadini senza distinzione di sesso, così come negli articoli dedicati alla famiglia, alla tutela della maternità e dell’infanzia, alla parità salariale e al diritto di accesso delle donne alla vita pubblica e alle cariche elettive.

L’intitolazione della sala è stata accompagnata da un momento di riflessione che ha coinvolto amministratrici e amministratori del territorio metropolitano. Insieme a Rossana Schillaci hanno partecipato la consigliera di parità Elisa Raffone, le consigliere delegate Sonia Cambursano e Caterina Greco, il consigliere metropolitano Ugo Papurello e numerosi rappresentanti delle istituzioni locali.

Nel corso dell’iniziativa è stato presentato anche il volume «Libere per Costituzione» della studiosa Valeria De Cubellis, dedicato proprio alla vicenda delle ventuno protagoniste della Costituente. L’autrice ha ripercorso il loro ruolo politico e culturale, evidenziando come molte delle conquiste oggi considerate acquisite siano il risultato di un lavoro paziente e lungimirante iniziato già negli anni della ricostruzione del Paese.

«Intitoliamo la sala panoramica alle Madri Costituenti per dare un segnale concreto nella direzione della promozione della parità di genere», ha sottolineato Rossana Schillaci. La consigliera ha ricordato come la strada verso una piena uguaglianza sia ancora aperta e richieda un impegno costante nelle istituzioni, nel mondo del lavoro, nella scuola e nella società.

Secondo Schillaci, ciascuna delle ventuno donne contribuì a scrivere una pagina fondamentale della storia repubblicana e l’intitolazione rappresenta la volontà della Città metropolitana di rinnovare il proprio impegno nella promozione dei diritti e delle pari opportunità.

Anche Sonia Cambursano ha richiamato il valore delle politiche di genere portate avanti dall’ente. La consigliera ha ricordato la recente partecipazione al festival «Women and the Cities» di Bari, occasione nella quale sono state presentate le iniziative realizzate sul territorio, comprese quelle dedicate all’ottantesimo anniversario del voto alle donne.

Particolarmente apprezzato è stato l’intervento di Valeria De Cubellis, che ha posto l’attenzione sul metodo e sulla visione delle Madri Costituenti. Le ventuno deputate, ha spiegato, lavorarono con estrema attenzione alla formulazione degli articoli costituzionali, consapevoli che ogni parola avrebbe avuto conseguenze concrete sul futuro del Paese.

Molti dei principi inseriti nella Costituzione trovarono piena applicazione soltanto decenni più tardi. Un esempio emblematico è rappresentato dalla riforma del diritto di famiglia del 1975, che tradusse in norme concrete valori e principi già presenti nella Carta repubblicana. È anche per questo che il loro lavoro continua ancora oggi a essere considerato una delle eredità più importanti della storia democratica italiana.

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