Torino vara il nuovo Prg, tra molta fretta e tante ombre

Rapido via libera in Sala Rossa al progetto preliminare tra l’entusiasmo della Maggioranza, ma le Opposizioni e i territori denunciano una mancanza di visione, rischi speculativi su Mirafiori e incognite sul futuro dell’industria

Eliana Puccio 18/03/2026
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In una sola seduta pomeridiana del Consiglio Comunale, la Sala Rossa ha approvato il nuovo progetto preliminare del Piano Regolatore Generale della Città di Torino. Un provvedimento che dopo trent’anni prova a rimettere ordine nella caotica urbanistica cittadina.

I contenuti del Prg, discusso in poche sedute di Commissione consiliare e in qualche ora di lavori d’aula, appaiono però ancora fumosi.

I toni della Maggioranza guidata dal sindaco Lo Russo sono naturalmente entusiastici, ma c’è ancora molta diffidenza. Le Circoscrizioni 5 e 6 hanno dato parere negativo e molti consiglieri e consigliere d’Opposizione temono speculazioni, soprattutto sull’area di Mirafiori, con il Gruppo Stellantis che sembra sempre più tiepido nei confronti di Torino e con un mercato dell’automotive in profonda crisi.

Per l’assessore all’Urbanistica del Comune di Torino, Paolo Mazzoleni, si tratta di «un passo decisivo per la Torino del futuro. Un atto politico per una comunità che organizza il proprio spazio, crea opportunità, modella i diritti urbani e orienta le trasformazioni. Punto di arrivo di un lavoro lungo e punto di partenza per una nuova fase». Quali siano questi diritti urbani e queste opportunità però ancora non si sa.

Con la discussione e le osservazioni che arriveranno in vista dell’approvazione del progetto definitivo, che potrebbe anche non avvenire durante l’attuale mandato amministrativo, forse se ne capirà di più.

Per la capogruppo di Forza Italia in Comune, Federica Scanderebech, c’è un «incremento insediativo limitato, che quindi non prevede un incremento della popolazione residente e degli oneri di costruzione. «La sfida – dichiara – sarà quindi il rinnovamento dell’edilizia esistente, per cui bisogna rendere più conveniente riqualificare il patrimonio esistente e favorire interventi di efficientamento energetico e riduzione del rischio sismico».

«Serve un quadro normativo chiaro e coerente con la legislazione sovraordinata» – afferma la consigliera azzurra, ribadendo che «manca una visione chiara, soprattutto per quanto riguarda aree dismesse, calo demografico e attrazione di grandi investimenti». «Servono poi più parcheggi interrati e una migliore mobilità, senza demonizzare l’auto» – conclude Scanderebech.

Pure Andrea Russi (M5S) ha messo in guardia dai rischi speculativi legati alla circolazione dei diritti edificatori, ricordando il tema delle decine di migliaia di alloggi vuoti. Ha poi sostenuto che «il Prg abbandona l’industria, a eccezione del settore aerospaziale, grande opportunità ma vincolato in parte all’economia di guerra». Sulle questioni ambientali, Russi ha rimarcato la necessità di «maggiore attenzione agli ecosistemi urbani, anche a fronte dei cambiamenti climatici».

Il consigliere di Fratelli d’Italia, Ferrante De Benedictis, sottolinea invece i rischi speculativi. «Torino è molto cambiata rispetto all’ultimo Prg – sostiene – e sta vivendo una crisi profonda dell’automotive: un settore di eccellenza che va salvaguardato, rilanciando Mirafiori, senza speculazioni».

Secondo De Benedictis, «si poteva fare qualcosa in più e lasciare più tempo per approfondire». «Ci auguriamo vengano rispettate tutte le regole indicate dalla Regione Piemonte e si presti particolare attenzione a perequazione urbanistica, calcolo dell’Imu e consumo di suolo» – conclude, proponendo l’istituzione di una Commissione ad hoc, aperta anche all’esterno, per ragionare seriamente sul nuovo Prg definitivo.

Anche per Pietro Abbruzzese, rappresentante di Torino Bellissima in Sala Rossa, il Piano Regolatore è «limitato, perché parla di una Torino in decrescita, che si sta appannando». «È invece necessario – evidenzia – pensare a una Torino diversa, della crescita, con più ottimismo, ipotizzando anche un percorso della linea 3 della metropolitana e pensando a case per i giovani e a nuovi asili nido, per dare una spinta al futuro».

«Occorre pensare alle famiglie e ai bambini: il futuro della città» – sottolinea, condividendo l’ipotesi del consigliere De Benedicts di istituire una Commissione ad hoc sul Prg.

Per il sindaco della Città di Torino, Stefano Lo Russo, «siamo all'inizio di un percorso che andrà completato con tutta una serie di altri passaggi, ma che dovrà mantenere fortissima e chiarissima la regia pubblica, pur con l'ambizione di attivare meccanismi di partenariato col privato per sviluppare questa città». Speriamo che anche i privati siano d’accordo. E speriamo che nel frattempo il suo assessore all’Urbanistica, Paolo Mazzoleni, indagato per questioni urbanistiche legate alla Città di Milano, non venga condannato dal Tribunale e debba lasciare il lavoro a metà.

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