La Città di Torino compie un nuovo passo nelle politiche dedicate al recupero dei minori e dei giovani adulti coinvolti nel circuito penale. La Giunta comunale ha infatti approvato, su proposta della vicesindaca Michela Favaro, le linee guida che porteranno alla pubblicazione di un avviso rivolto agli enti del Terzo settore per raccogliere manifestazioni di interesse finalizzate alla realizzazione di percorsi integrati di inclusione sociale.
L’obiettivo è costruire un sistema più coordinato ed efficace di interventi destinati principalmente ai ragazzi tra i 14 e i 25 anni, sia in esecuzione penale interna sia esterna. L’intenzione dell’Amministrazione è quella di superare la frammentazione dei singoli progetti sviluppati negli anni, favorendo un modello unitario di presa in carico che accompagni i giovani lungo un percorso di formazione, reinserimento sociale e crescita personale.
Per la prima annualità dell’iniziativa sono già disponibili 500 mila euro, risorse messe a disposizione dalla Fondazione Compagnia di San Paolo. A queste si aggiungerà la previsione di un ulteriore finanziamento dello stesso importo per l’anno successivo, portando la dotazione complessiva a un milione di euro nel biennio 2026-2028.
«Attraverso questo percorso di coprogettazione con gli Enti del Terzo settore – sottolinea la vicesindaca Michela Favaro – la Città di Torino rafforza concretamente gli interventi dedicati al reinserimento e alla formazione dei minori detenuti. Si tratta di un progetto ambizioso ma necessario, perché offre a ragazze e ragazzi nuove opportunità e alternative reali, nella consapevolezza che la comunità abbia il dovere di sostenerli nel costruire il proprio futuro».
Favaro evidenzia inoltre come investire nella formazione e nell’inclusione rappresenti un beneficio non solo per i diretti interessati, ma per l’intera collettività. «Accompagnare questi giovani in un percorso educativo e professionale significa anche ridurre il rischio di recidiva e contribuire a rendere più sicura e coesa la nostra comunità».
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle politiche comunali dedicate al contrasto della marginalità sociale e della devianza giovanile, facendo tesoro delle esperienze maturate negli ultimi anni all’interno dell’Istituto penale per i minorenni Ferrante Aporti, della casa circondariale Lorusso e Cutugno e grazie al lavoro svolto dall’Ufficio di servizio sociale per i minorenni e dall’Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna.
Con il futuro avviso pubblico il Comune punta ora a coinvolgere una rete qualificata di soggetti del Terzo settore, chiamati a progettare interventi capaci di accompagnare i giovani verso percorsi di autonomia, istruzione, formazione professionale e inserimento lavorativo, nella convinzione che il recupero sociale rappresenti uno degli strumenti più efficaci per prevenire nuove situazioni di disagio e favorire una reale inclusione.