Quattro smartphone, diversi microtelefoni e varie dosi di droga sono stati sequestrati nel carcere di Torino al termine di una mirata operazione condotta dalla Polizia Penitenziaria.
L'operazione è stata eseguita nella giornata odierna all'interno della Casa circondariale del capoluogo piemontese. Gli agenti hanno effettuato una perquisizione approfondita nella Prima Sezione B dell'istituto, concentrando l'attività ispettiva in alcune aree ritenute particolarmente sensibili. I controlli hanno consentito di rinvenire quattro telefoni cellulari smartphone, alcuni microtelefoni e numerosi involucri contenenti sostanza stupefacente del tipo ‘Subutex’.
Particolarmente ingegnosi i sistemi utilizzati per occultare il materiale sequestrato. I telefoni cellulari erano stati nascosti all'interno di un citofono ormai inutilizzato da anni presente in una delle celle, mentre alcuni microtelefoni erano stati collocati dentro deodoranti stick appositamente modificati. Altri dispositivi, invece, sono stati individuati nella ventola di aspirazione del locale docce, a conferma di come i tentativi di eludere i controlli siano sempre più sofisticati e richiedano un costante aggiornamento delle tecniche investigative.
Tutto il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro e messo a disposizione dell'autorità competente per gli accertamenti del caso.
L'attività è soltanto uno degli ultimi e più significativi interventi condotti nelle ultime settimane all'interno dell'istituto penitenziario torinese, a testimonianza dell’alto livello di attenzione mantenuto dal personale in servizio, ma anche delle diffuse problematicità presenti nel carcere di Torino.
A dare notizia dell'operazione è stato il Sindacato autonomo Polizia penitenziaria - Sappe, che ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dagli agenti.
Per Vicente Santilli, segretario nazionale del Sappe per il Piemonte, il risultato ottenuto conferma il ruolo centrale svolto dal Corpo nel garantire legalità e sicurezza all'interno delle carceri.
«Ancora una volta la Polizia Penitenziaria dimostra con i fatti di essere il principale presidio di legalità negli istituti penitenziari», ha dichiarato Santilli. «Questa brillante operazione – ha spiegato – è il frutto della professionalità, dell'intuito investigativo e della costante attività di vigilanza del personale, che ogni giorno opera in condizioni estremamente difficili. Il ritrovamento di telefoni cellulari e sostanze stupefacenti dimostra quanto sia necessario mantenere altissima l'attenzione per contrastare i continui tentativi della criminalità di conservare collegamenti con l'esterno e alimentare traffici illeciti anche dall'interno delle strutture detentive».
Anche il segretario generale del Sappe, Donato Capece, ha evidenziato il valore strategico dell'attività svolta dagli appartenenti al Corpo. Secondo il dirigente sindacale, il sequestro conferma ancora una volta l’importanza di un lavoro spesso lontano dai riflettori, ma essenziale per la sicurezza dello Stato e per il mantenimento dell'ordine negli istituti penitenziari.
«Ogni telefono sequestrato significa interrompere possibili contatti con la criminalità organizzata, prevenire nuovi reati e ostacolare traffici illeciti che mettono a rischio la sicurezza collettiva», ha detto Capece.
«Si tratta – ha precisato – di un'attività di prevenzione e controllo che rappresenta uno dei pilastri del sistema penitenziario e che viene svolta quotidianamente con grande senso del dovere».
Il segretario generale del Sappe ha inoltre richiamato l'attenzione sulla cronica carenza di personale che continua a interessare il Corpo di Polizia Penitenziaria. Una situazione che, secondo il sindacato, rende ancora più significativo il risultato ottenuto dagli agenti torinesi.
«Questo importante successo operativo assume un valore ancora maggiore se si considerano le difficoltà organizzative con cui il personale è costretto a confrontarsi ogni giorno», ha aggiunto Capece. «Nonostante gli organici insufficienti – ha concluso – gli agenti continuano a garantire sicurezza, controllo e legalità con elevata professionalità e straordinario spirito di servizio».
Il Sappe ha quindi ribadito l’urgente richiesta di maggiori investimenti per il Corpo, sia attraverso il potenziamento degli organici, sia mediante l'introduzione di strumenti tecnologici più avanzati per contrastare l'ingresso e la circolazione di telefoni cellulari, sostanze stupefacenti e altri oggetti non consentiti all'interno delle carceri italiane.
Nell’esprimere gratitudine nei confronti del personale protagonista dell'operazione, il sindacato di Polizia penitenziaria ha auspicato che l'impegno dimostrato venga formalmente riconosciuto dalla direzione dell'istituto. Un riconoscimento che, secondo il Sappe, rappresenterebbe una testimonianza concreta del lavoro svolto quotidianamente dagli agenti per garantire la sicurezza delle strutture penitenziarie e dell'intera collettività.