Nuova notte di tensione in Valle di Susa davanti al cantiere della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. Alcune decine di attivisti del movimento No Tav hanno raggiunto l’area della Val Clarea e, dopo ore di protesta lungo le recinzioni del sito, si sono verificati momenti di scontro con le Forze dell’ordine schierate a presidio dell’area.
Secondo quanto ricostruito, la mobilitazione era iniziata nel tardo pomeriggio di venerdì, quando i manifestanti si erano ritrovati al campo sportivo di Giaglione per prendere parte a quella che sui canali social del movimento era stata presentata come l’iniziativa destinata a inaugurare «l’estate di lotta». Da lì il corteo si è diretto verso il presidio dei Mulini e successivamente ha raggiunto la zona del cantiere attraverso i sentieri della valle.
La protesta si è sviluppata inizialmente con la tradizionale battitura delle reti che delimitano il sito della futura linea ferroviaria ad alta velocità. Per diverse ore il rumore prodotto dagli attivisti ha riecheggiato nella valle. Una forma di contestazione che da anni accompagna le iniziative del movimento contrario alla realizzazione dell’opera.
Con il passare delle ore, però, la situazione si è fatta più tesa. Alcune decine di persone con il volto coperto hanno iniziato a lanciare pietre contro gli agenti impegnati nella difesa del cantiere e hanno tentato di forzare le recinzioni. Le forze dell’ordine hanno risposto utilizzando lacrimogeni e l’idrante per respingere gli assalitori e impedire l’accesso all’area protetta.
Dal fronte No Tav la mobilitazione viene descritta come una nuova manifestazione di opposizione all’opera. In una nota diffusa nelle ore successive, gli attivisti hanno spiegato di essersi ritrovati per un’apericena al presidio dei Mulini prima di dirigersi verso le recinzioni del cantiere. La battitura delle reti, sostengono, aveva l’obiettivo di «rompere il silenzio imposto dalla militarizzazione del territorio» e ribadire che l’opposizione alla Torino-Lione continua a essere presente.
Le immagini e le notizie degli scontri hanno immediatamente provocato reazioni nel mondo politico. Tra i primi a intervenire è stato il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini, che sui social ha commentato l’accaduto con una sola parola: «Ruspa!».
Durissima anche la posizione espressa da Forza Italia. Il senatore Roberto Rosso, vicepresidente vicario del gruppo azzurro a Palazzo Madama e segretario provinciale del Partito a Torino, insieme al segretario cittadino Marco Fontana, ha parlato di un nuovo episodio di violenza organizzata contro lo Stato e contro un’infrastruttura ritenuta strategica.
«Quanto accaduto nella notte al cantiere di Chiomonte della Torino-Lione è l’ennesima, gravissima dimostrazione della violenza delle frange antagoniste che da anni tentano di sabotare un’opera strategica per il Piemonte e per l’Italia», dichiarano Rosso e Fontana. I due esponenti azzurri sottolineano come il lancio di pietre, la battitura delle reti e i tentativi di abbattere le recinzioni rappresentino «l’ennesimo attacco organizzato contro le Forze dell’Ordine, contro il cantiere e contro lo Stato».
Nella loro presa di posizione esprimono inoltre piena solidarietà agli agenti impegnati nella difesa dell’area e chiedono una linea di assoluta fermezza nei confronti delle componenti più radicali del movimento.
Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro per la Pubblica amministrazione e segretario regionale di Forza Italia in Piemonte Paolo Zangrillo. «È una violenza a orologeria», afferma il ministro, sostenendo che gli episodi registrati a Chiomonte sono la conferma di un fenomeno che si ripete ciclicamente negli anni.
Zangrillo parla di un «disegno criminale e sovversivo» e ribadisce la necessità di sostenere il lavoro delle Forze dell’ordine. Nelle sue dichiarazioni il ministro collega inoltre gli episodi della Val di Susa al più ampio tema della sicurezza urbana torinese, chiamando in causa l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Stefano Lo Russo e accusandola di avere sottovalutato per anni fenomeni di illegalità e violenza riconducibili ad ambienti antagonisti e anarchici.
«La legalità si costruisce con la presenza dello Stato sul territorio, sostenendo le Forze dell’Ordine e contrastando spaccio, illegalità e frange violente», sostiene il ministro, che conclude chiedendo risultati concreti sul fronte della sicurezza e del decoro urbano.
Condanna netta anche da parte di Fratelli d’Italia. Alessandra Binzoni, vicecapogruppo del partito in Consiglio Regionale del Piemonte, definisce quanto accaduto «l’ennesimo e inaccettabile atto di guerriglia urbana da parte dei soliti professionisti del disordine».
L’esponente del partito guidato da Giorgia Meloni ha espresso solidarietà agli uomini e alle donne delle forze dell’ordine che presidiano il cantiere e ha rivolto un pensiero anche ai lavoratori impegnati nella realizzazione dell’opera. «La nostra vicinanza va anche a tutti gli operai del cantiere, costretti a operare sotto costante minaccia», afferma Binzoni.