L’inchiesta era partita da una segnalazione interna al mondo sportivo, arrivata all’autorità giudiziaria dopo la sospensione cautelare da ogni attività agonistica. Da quel momento la Procura di Roma, con il supporto della Polizia Postale e del Centro operativo per la sicurezza cibernetica di Torino, ha avviato un’indagine che nelle ultime ore ha portato all’esecuzione di una misura cautelare nei confronti di Matteo Bonacina, 42 anni, atleta della Nazionale paralimpica di tiro con l’arco.
L’uomo, residente in provincia di Torino e noto nel panorama internazionale del para-archery, è indagato a vario titolo per atti persecutori, molestie, abuso psicologico e violenze sessuali ai danni di colleghe, alcune delle quali minorenni al momento dei fatti. Secondo quanto emerso dagli accertamenti investigativi, le presunte condotte si sarebbero protratte dal 2013 per diversi anni, sia all’interno degli impianti sportivi frequentati dalla squadra azzurra sia attraverso i social network, mediante l’invio di messaggi, fotografie e video a contenuto sessualmente esplicito.
Determinante, spiegano gli investigatori, è stata la perquisizione informatica eseguita dagli specialisti della Polizia Postale, che avrebbe consentito di ricostruire “un quadro di gravi condotte, verbali e fisiche”, capace di generare tra le vittime “uno stato di ansia e continua agitazione” nel contesto sportivo agonistico.
Bonacina è una figura molto conosciuta nel movimento paralimpico italiano: atleta del tiro con l’arco compound, ha rappresentato l’Italia in tre edizioni dei Giochi Paralimpici — Rio 2016, Tokyo 2020 e Parigi 2024 — conquistando anche titoli mondiali ed europei nel corso della carriera. Il suo profilo è tuttora presente negli archivi ufficiali del Comitato Italiano Paralimpico.
L’indagine, coordinata dalla Procura capitolina, prosegue ora per accertare eventuali ulteriori episodi e verificare la presenza di altre possibili vittime.