Periferie violente, pestato e chiuso in un baule

Sequestro shock a Torino: 4 arresti, vittima un 17enne

Carlo Santori 07/01/2026
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Un episodio di inaudita violenza ha scosso ancora una volta la città di Torino: un ragazzo di 17 anni è stato sequestrato, pestato e rinchiuso nel bagagliaio di un’auto in una vera e propria spedizione punitiva.

La vicenda risale al 9 marzo scorso, ma è emersa solo ora con l’esecuzione di misure cautelari da parte della polizia, che ha incriminato cinque persone per sequestro di persona aggravato. Quattro degli indagati sono finiti in carcere, mentre al quinto è stato imposto il divieto di avvicinamento alla vittima con braccialetto elettronico.

Secondo quanto ricostruito dalla Polizia di Stato – Squadra Mobile, all’origine della spedizione ci sarebbe stata una lite avvenuta la notte precedente in una discoteca torinese. Uno dei ragazzi coinvolti, un 19enne, avrebbe convinto il minorenne a incontrarsi per “chiarimenti”. All’appuntamento si sarebbero presentati più giovani, alcuni con il volto parzialmente travisato. Il gruppo avrebbe aggredito il 17enne con calci e pugni, poi lo avrebbe costretto nel bagagliaio di un SUV, dove sarebbe rimasto chiuso per circa mezza ora prima di essere liberato in una strada del quartiere Barriera di Milano, con minacce di ritorsioni qualora avesse denunciato i fatti. La vittima, dopo aver chiesto aiuto, è stata accompagnata in ospedale per le cure del caso.

La decisione del tribunale torinese di emettere le misure cautelari arriva al termine di un’indagine articolata, basata su telecamere di videosorveglianza, testimonianze oculari e tabulati telefonici. Gli arresti si sono consumati il 22 dicembre 2025 presso le abitazioni degli indagati, mentre un quarto provvedimento è stato notificato direttamente nel carcere Lorusso e Cutugno, dove l’indagato era già detenuto per altra causa. Il quinto destinatario della misura risulta al momento irreperibile.

L’episodio, oltre al suo drammatico impatto umano, riporta al centro della cronaca il tema del disagio giovanile nelle periferie torinesi. Nel capoluogo piemontese, infatti, i giovani tra i 10 e i 19 anni rappresentano circa l’8,5% della popolazione cittadina, una quota significativa ma inferiore ad altre realtà metropolitane italiane. All’interno della città, l’area nord-est – comprendente Barriera di Milano – è tra quelle con la più alta concentrazione di adolescenti e giovani fino a 24 anni, con valori superiori alla media cittadina. 

Barriera di Milano è uno dei quartieri più popolosi e multietnici della città, con una storia di immigrazione operaia e recente difficoltà sociale. Nonostante iniziative di rigenerazione urbana, molti residenti segnalano ancora insicurezza, degrado e povertà diffusa, con dinamiche sociali che rendono il tessuto comunitario fragile. 

Non sorprende quindi che, secondo alcuni studi, la circoscrizione che comprende Barriera di Milano evidenzi una incidenza di giovani fino a 24 anni sopra la media e segnali di difficoltà educativa e sociale, fattori che possono contribuire alla marginalizzazione e all’esposizione a fenomeni di devianza quando mancano opportunità di integrazione e lavoro. 

A livello più ampio, la città di Torino nel 2024 ha registrato oltre 128 mila reati denunciati, collocandosi come quarta città più insicura d’Italia per totale di fatti criminali, con una media di oltre 10 reati all’ora. 

Il contesto economico, poi, non aiuta. Anche se non disponibili dati recenti specifici per la sola Torino, la disoccupazione giovanile in Piemonte storicamente supera quella di altre regioni settentrionali, evidenziando un mercato del lavoro difficile per i più giovani, con rischi di esclusione sociale e aumento dei cosiddetti NEET (giovani non in istruzione, occupazione o formazione). 

Il caso del 17enne sequestrato nel bagagliaio di un’auto è dunque un grido d’allarme: un evento criminale che si intreccia con le difficoltà di una parte della gioventù cittadina, in un quartiere che spesso è simbolo delle tensioni sociali e delle differenze tra il centro e le periferie di Torino. In un clima generale di insicurezza crescente e con indicatori di disagio giovanile sotto i riflettori, le istituzioni e le comunità locali sono chiamate a una riflessione profonda e a politiche mirate di prevenzione, integrazione e opportunità reali per i giovani, affinché simili tragedie non si ripetano.

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