L’economia sociale come motore di sviluppo, coesione e innovazione per i territori di Piemonte e Valle d’Aosta. È questo il tema al centro dell’incontro ‘L’economia sociale come leva di sviluppo e di coesione dei territori’, ospitato a Torino nel Salone d’Onore della Fondazione Crt e promosso da Fondazione Terzjus, Unioncamere Piemonte e Fondazione Crt.
All’evento hanno partecipato il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Lucia Albano, rappresentanti delle istituzioni locali, del sistema camerale, delle cooperative e del Terzo settore, in un confronto dedicato al percorso verso il Piano nazionale per l’economia sociale.
I numeri confermano il peso del comparto nei due territori. Nel 2022, tra enti non profit e cooperative, Piemonte e Valle d’Aosta contavano oltre 32.600 realtà dell’economia sociale, pari all’8,3% del totale nazionale. Gli addetti superano quota 104 mila, con un’incidenza superiore al 7% sull’occupazione privata, mentre i volontari coinvolti sono oltre 428 mila.
Un sistema che, secondo gli organizzatori, non rappresenta più una nicchia ma una componente strutturale dell’economia locale. Significativa anche la presenza delle associazioni sportive dilettantistiche, quasi 8.900 tra Piemonte e Valle d’Aosta, anche se resta aperto il nodo del mancato coordinamento tra il Registro Unico del Terzo Settore e quello delle attività sportive.
Nel corso dell’incontro è stato fatto il punto anche sul Piano nazionale per l’economia sociale, attualmente nella fase conclusiva dell’iter di approvazione. Il Piano, in linea con le indicazioni europee, punta su fiscalità, semplificazione, incentivi, social procurement e sostegno all’imprenditoria sociale femminile e giovanile, con una prospettiva di sviluppo decennale.
Particolare attenzione è stata dedicata alla dimensione territoriale attraverso il progetto dei Cotes, i Comitati territoriali per l’economia sociale, promossi da Fondazione Terzjus insieme a Unioncamere Piemonte, alle Camere di commercio piemontesi e valdostane e con il sostegno della Fondazione Crt.
«I Cotes nascono per rispondere a un bisogno concreto: dare all’economia sociale strumenti stabili di programmazione e dialogo con le istituzioni», ha spiegato Luigi Bobba. «Il lavoro costruito in Piemonte e Valle d’Aosta può diventare un modello di riferimento capace di trasformare le buone pratiche locali in politiche di sviluppo durature».
Per Anna Maria Poggi, «l’economia sociale rappresenta oggi una leva strategica per competitività, innovazione e coesione dei territori». Poggi ha sottolineato come il Piano nazionale e gli Osservatori territoriali siano «strumenti concreti per interpretare i bisogni emergenti e sostenere un modello di crescita più equo, partecipativo e sostenibile».
Anche Massimiliano Cipolletta ha ribadito il ruolo strategico del comparto: «L’economia sociale è una leva imprescindibile per la competitività e la tenuta del Piemonte e della Valle d’Aosta». Attraverso gli Osservatori territoriali, ha aggiunto, «vogliamo offrire strumenti permanenti per governare le transizioni ecologica, digitale e del lavoro».
Per Roberto Sapia lo «sviluppo economico e tenuta sociale non sono due capitoli separati. Dove una comunità tiene, anche l’economia è più solida».
Secondo Sapia, la coesione sociale rappresenta «una delle condizioni perché l’economia possa stare in piedi».