Torino apre una porta sul Brasile: patto quinquennale con San Paolo

Dalle imprese alle università, dalla mobilità alla ricerca: nasce una nuova collaborazione tra le due metropoli

Marco Cortese 31/08/2026
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Torino guarda al Brasile per rafforzare le relazioni economiche, universitarie e tecnologiche e apre un nuovo canale diretto con la più grande metropoli del Paese sudamericano. Il sindaco Stefano Lo Russo e il primo cittadino di San Paolo Ricardo Nunes hanno sottoscritto un Patto di Amicizia e Collaborazione che avrà durata di cinque anni e punta a trasformare legami storici e culturali in nuove opportunità per imprese, ricerca e innovazione.

La firma è arrivata durante la missione istituzionale di Lo Russo in Brasile. Alla cerimonia ha partecipato, in rappresentanza di San Paolo, anche l’assessora alle Relazioni Internazionali Angela Gandra. L’intesa individua una serie di settori sui quali le due amministrazioni intendono lavorare insieme: dall’innovazione all’occupazione giovanile, dalle università alla ricerca scientifica, fino alla mobilità sostenibile, alle energie rinnovabili, alla cultura, al turismo e alle politiche sociali.

Un accordo istituzionale che si inserisce in rapporti economici già consistenti. Nel 2025 il Piemonte ha esportato in Brasile merci per 1,193 miliardi di euro, in aumento dell’1,8% rispetto agli 1,172 miliardi del 2024. Il Brasile assorbe così circa l’1,9% di tutte le esportazioni regionali. Ancora più marcata è stata la crescita nella direzione opposta: le importazioni piemontesi dal Brasile sono passate da 558 a 788,5 milioni, con un incremento del 41,3%. L’interscambio complessivo ha quindi sfiorato i 2 miliardi di euro, con un saldo commerciale ancora favorevole al Piemonte per circa 405 milioni. 

Numeri che danno anche una dimensione economica alla missione torinese. La Città metropolitana rimane infatti il principale motore dell’export regionale: nei primi nove mesi del 2025 aveva venduto all’estero merci per 19,7 miliardi e, nel primo trimestre 2026, Torino ha generato da sola il 44% delle esportazioni piemontesi. 

«La firma di questo patto è davvero un’importante occasione per rafforzare i rapporti di scambio e collaborazione tra i nostri territori su obiettivi comuni», sottolinea Lo Russo. Il sindaco indica soprattutto le potenzialità di San Paolo, «uno dei principali poli universitari, scientifici, tecnologici ed economici dell’America Latina», con possibilità di collaborazione «nel campo dell’alta formazione, della ricerca, dell’innovazione e dell’impresa».

Il capitolo economico prevede la promozione degli scambi commerciali e tecnologici e dell’imprenditorialità, con un’attenzione specifica ai giovani, all’agroalimentare e all’artigianato. Non è un terreno inesplorato: già nel 2025 Torino aveva ospitato a Connext imprese e buyer internazionali provenienti anche dal Brasile, nell’ambito di un’iniziativa dedicata a rafforzare la presenza delle aziende piemontesi sui mercati esteri. 

Accanto all’impresa ci sono università e ricerca. Il patto punta a creare sinergie tra atenei e centri di formazione, favorire lo studio delle rispettive lingue e sviluppare progetti tecnologici congiunti. Un altro capitolo riguarda le città: Torino e San Paolo intendono confrontarsi su pianificazione urbana, trasporto sostenibile, acqua, rifiuti, energie rinnovabili, politiche alimentari e innovazione della pubblica amministrazione.

Ma il rapporto tra i due territori ha anche profonde radici sociali. Lo Russo ha ricordato la numerosa comunità italiana presente nella metropoli brasiliana e i legami mantenuti dai discendenti dei piemontesi emigrati oltreoceano. Anche sul territorio torinese la presenza brasiliana è significativa: all’inizio del 2025 i cittadini brasiliani residenti nella Città metropolitana erano 3.857, oltre il 62% dei 6.179 presenti complessivamente in Piemonte; nel solo Comune di Torino erano 1.921. 

C’è poi un ponte costruito dalla solidarietà. Da trent’anni il Sermig è presente a San Paolo con l’Arsenale della Speranza, nato nel 1996 dall’esperienza dell’Arsenale della Pace di Torino. «Una presenza concreta – ricorda Lo Russo – che testimonia come la collaborazione tra le nostre comunità sia fatta anche di attenzione alle persone più fragili, inclusione e costruzione quotidiana di legami».

Il nuovo patto vuole ora mettere sotto un unico quadro istituzionale queste diverse relazioni. Torino, del resto, ha già costruito negli ultimi decenni rapporti con altre realtà brasiliane, da Campo Grande a Salvador de Bahia, Belo Horizonte, Santos e Várzea Paulista. San Paolo aggiunge però una dimensione differente per peso economico, scientifico e internazionale. Ed è proprio qui che Torino prova ad aprire una porta più ampia verso un mercato che per il Piemonte vale ormai quasi due miliardi di euro di scambi all’anno.

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AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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