Torna a Genova il Festival Musicale del Mediterraneo
Ben 11 location, oltre 20 artisti da tutto il mondo e decine di appuntamenti tra concerti, performance e workshop
l Festival Musicale del Mediterraneo torna per il 35° anno Genova a celebrare culture e musiche dal mondo. Ben 11 location, oltre 20 artisti da tutto il mondo e decine di appuntamenti tra concerti, performance e workshop in programma a Genova dal 28 agosto al 23 settembre 2026. Organizzato dall’Associazione Echo Art dal 1992, il Festival Musicale del Mediterraneo è una delle rassegne più longeve in Italia e in Europa dedicate alla scoperta e alla valorizzazione delle musiche rare e delle tradizioni musicali del mondo. La manifestazione si distingue per le esclusive nazionali, i programmi dedicati a temi specifici, la scelta di prestigiose location e un calendario che affianca ai concerti eventi espositivi, performance e workshop. Nel corso della sua storia, il Festival ha ricevuto anche il riconoscimento e il patrocinio dell’Unesco per «l’importanza della valorizzazione dei linguaggi e la promozione delle culture dei popoli». In oltre tre decenni di programmazione, decine di migliaia di spettatori hanno potuto assistere a eventi unici e rari: dagli Aborigeni australiani ai Dervisci turchi, dai Tuareg del deserto agli Indios dell’Amazzonia, dai grandi tamburi giapponesi a quelli del Burundi e del Nepal, fino alle polifonie zulu, sarde e corse. Un percorso che ha visto anche incontri originali, come quello tra Antonella Ruggiero e l’Orchestra Multietnica della Banda di Piazza Caricamento, e che ha portato a Genova musiche e culture da tutti i continenti, rivolgendosi a un pubblico ampio e trasversale, con proposte dedicate anche ai più giovani.
«Il Festival Musicale del Mediterraneo si conferma come un progetto vivo di comunità - commenta l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari - Riunire artisti internazionali in luoghi simbolo del nostro patrimonio, dal Chiostro di Sant’Agostino, al Museo Chiossone, al Castello D’Albertis, e in spazi segno della rigenerazione del territorio, come la ex Caserma Gavoglio, significa usare il linguaggio universale dell’arte per tessere legami profondi».
«Kronos è il metronomo, il battito della musica digitale con l’incessante cambiamento che il tempo tecnologico porta con sé - dichiara Davide Ferrari, direttore artistico del Festival -. Kairos è ciò che non si può scrivere sullo spartito, ma solo vivere nel fruire e nell’eseguire la musica, nello stare nelle emozioni e nel benessere che il mondo musicale genera in modo trasversale. Kronos è il tempo della macchina, Kairos è il tempo dell’anima. Kronos e Kairos sono i 35 anni trascorsi pensando, progettando e realizzando 35 edizioni del Festival, con oltre 90 paesi rappresentati, centinaia di concerti e artisti e migliaia di appassionati ascoltatori, ricettori di suoni, musiche e umanità intercontinentale. Kronos è il tempo che passa nelle sue dimensioni di passato, presente e futuro, come lo scorrere di una canzone che diventa Kairos nel momento dell’ascolto: opportuno, propizio, fuggente. Kronos e Kairos dialogheranno per tutto il 35° Festival, dove tradizione e contemporaneità, elettronica e acustica, generazioni tra Nord e Sud, nell’ascoltarsi a vicenda, generano un tempo senza tempo in cui qualità e quantità dipendono inesorabilmente l’una dall’altra».
L’edizione 2026 si apre il 28 agosto, negli spazi del Chiostro di Sant’Agostino, con la performer ruandese Dorothée Munyaneza e il suo spettacolo Foreshadow (for Tumukunde). Un intenso dialogo tra voce, corpo e musica che porta alla luce storie rimaste troppo a lungo invisibili. Munyaneza intreccia memoria personale e collettiva, evocando le vicende della comunità Twa del Rwanda e la forza silenziosa delle donne rimaste ai margini della storia.
Il 29 agosto, sempre al Chiostro di Sant’Agostino, sarà la volta del musicista iraniano Mohammad Reza Mortazavi, maestro dell’improvvisazione e innovatore del linguaggio percussivo. Il 30 agosto, al Castello D’Albertis, il Festival festeggia il suo 35° anniversario con un DJ set dedicato alle musiche del mondo che hanno accompagnato la storia della manifestazione. La selezione sarà curata da DJ Havana e dall’Echo Art Sound System, per un viaggio musicale attraverso 35 anni di Festival. Il 1° settembre, alla Fortezza del Priamar di Savona, arriva la formazione indiana Dhoad Gitani del Rajasthan. Il 4 settembre, al Chiostro di Sant’Agostino, il Festival ospita dall’Irlanda il trio femminile The Henry Girls. Le armonie vocali delle sorelle Karen, Lorna e Joleen McLaughlin si intrecciano a un delicato dialogo fra arpa, violino, fisarmonica, ukulele, pianoforte e banjo, dando vita a un repertorio che unisce la tradizione irlandese alle sonorità del folk nordamericano, del bluegrass e della canzone contemporanea. Il 5 settembre, all’Ex Caserma Gavoglio, sarà protagonista l’ensemble marocchino Abdenbi El Gadari & Gnawa Koyo, formato da musicisti appartenenti alla tradizione Gnawa. Sempre il 5 settembre, nello spazio Musicofilia, appuntamento con Jyotsna Srikanth, virtuosa violinista ed esperta di musicoterapia. Ma il programma è molto articolato. Per conoscerlo tutto https://www.echoart.org
Per questa edizione del Festival si attiverà la raccolta fondi per l’Istituto Pediatrico Gaslini di Genova, a sostegno del progetto di Musicoterapia e Discipline integrate attivo in 9 reparti dell’Ospedale. Una quota dei biglietti sarà devoluta alla Fondazione Gaslininsieme, oltre alla possibilità di effettuare donazioni direttamente su https://dona.gaslininsieme.org/musicoterapia/.