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Castellamonte, la terra rossa diventa arte internazionale

Inaugurata la 65ª Mostra della Ceramica: stufe, botteghe e creazioni contemporanee provenienti da 22 Paesi

Eliana Puccio 23/08/2026
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Castellamonte torna capitale internazionale della ceramica. Sabato 22 agosto è stata inaugurata la 65ª edizione della storica Mostra della Ceramica, appuntamento che trasforma la cittadina canavesana in un grande museo diffuso, distribuendo opere, installazioni e percorsi artistici tra palazzi storici, botteghe, cortili e spazi pubblici. Una manifestazione capace di unire la lunga tradizione produttiva locale alle più innovative espressioni dell’arte contemporanea.

Curata dal professor Giuseppe Bertero, la rassegna celebra innanzitutto l’identità di Castellamonte, indissolubilmente legata alla terra rossa, alla lavorazione dell’argilla e alle celebri stufe che hanno portato il nome della città ben oltre i confini del Canavese. Non si tratta soltanto di custodire un patrimonio artigianale, ma di mostrarne la vitalità e la capacità di rinnovarsi, dialogando con il design, la scultura, la ricerca artistica e i linguaggi internazionali.

Il cuore della manifestazione è rappresentato dall’ottava edizione di ‘Ceramics in Love’, il concorso internazionale dedicato alla ceramica contemporanea. Sono 136 gli artisti selezionati, con opere provenienti da 22 Paesi: numeri che confermano la crescente dimensione internazionale dell’iniziativa e la capacità di Castellamonte di proporsi come punto d’incontro tra scuole, sensibilità e tradizioni differenti.

Il primo premio è stato assegnato al ceramista giapponese Ichiyo Sawada per l’opera ‘Oka no haru’. La giuria ne ha sottolineato la straordinaria maestria tecnica, l’equilibrio compositivo e la raffinata sensibilità cromatica. La delicata armonia dei colori dialoga con un elegante segno calligrafico tracciato sulla superficie, dando vita a un’opera essenziale e poetica, capace di evocare silenzio, profondità e contemplazione.

Il secondo premio è andato all’artista turco Baris Kockan per ‘Fault line between two’, mentre il terzo è stato assegnato al canavesano Roberto Perino per la scultura ‘Prossimità’. Tra le opere segnalate figurano ‘Senza titolo’ dell’italiano Stefano Innocenti, ‘Iceland blues’ dell’olandese Annette Van Den Bergh e ‘Intreccio dell’infinito – Dove fiorisce la luce’ di Stefania Zoppellaro. Una menzione speciale è stata inoltre attribuita ad Aniana Heras per l’opera ‘Arca’.

Le sedi espositive sono sedici e compongono un itinerario che invita i visitatori non soltanto a osservare le opere, ma anche a scoprire Castellamonte e il suo tessuto urbano. La ceramica esce così dagli spazi tradizionalmente riservati alle esposizioni per accompagnare il pubblico lungo le vie del centro, all’interno delle botteghe e nei luoghi che raccontano la storia produttiva e culturale della città.

Uno dei principali poli della mostra è Palazzo Botton, dove, accanto alle opere del concorso ‘Ceramics in Love’, trovano spazio lavori di alcuni fra i più importanti protagonisti dell’arte contemporanea italiana. Il percorso comprende opere di Arnaldo Pomodoro, Carlo Zauli, Nino Caruso, Enrico Baj, Clizia e Ugo Nespolo, offrendo una panoramica sulle molteplici possibilità espressive della materia ceramica e sul rapporto tra tradizione, sperimentazione e ricerca formale.

L’edizione numero 65 celebra anche il trentesimo anniversario del gemellaggio tra Castellamonte e Saint-Amand-en-Puisaye, cittadina francese profondamente legata alla lavorazione della ceramica. A Palazzo Botton è ospitata una selezione di opere provenienti dalla località transalpina, a testimonianza di un rapporto costruito sulla condivisione di esperienze artistiche e produttive. Il gemellaggio assume così il valore di un ponte culturale tra due comunità che hanno trasformato l’argilla in un elemento fondamentale della propria identità.

La manifestazione coinvolge anche gli artigiani e i ceramisti castellamontesi, veri ambasciatori di un sapere tramandato tra generazioni e continuamente reinterpretato. Le botteghe diventano parte integrante del percorso: luoghi nei quali è possibile osservare il lavoro delle mani, conoscere tecniche e materiali e comprendere il lungo processo che conduce dalla terra all’opera finita. Ogni manufatto conserva una storia fatta di esperienza, tentativi, intuizioni e ricerca della forma.

La Mostra della Ceramica si conferma quindi molto più di una semplice esposizione. È il racconto collettivo di un territorio che ha saputo costruire attorno alla propria tradizione una proposta culturale contemporanea, capace di attirare artisti e visitatori da tutto il mondo. Il confronto tra le storiche stufe, la produzione artigianale, le grandi firme dell’arte e le opere del concorso internazionale restituisce l’immagine di una cultura materiale ancora viva, aperta al cambiamento e al dialogo.

La rassegna resterà aperta fino al 13 settembre. Le sedi comunali saranno visitabili dal martedì al venerdì, dalle 16 alle 20, e il sabato e la domenica, dalle 10 alle 20. L’ingresso è libero.

Direttore: DIEGO RUBERO
AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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