Da 41 Paesi a Torino per le Olimpiadi delle Scienze della Terra

Oltre 160 studenti alla competizione mondiale. Tra le prove anche lo studio dei ghiacciai alpini sul Monte Bianco

20/08/2026
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Torino diventa per una settimana la capitale mondiale delle Scienze della Terra. Fino al 27 agosto il capoluogo piemontese, insieme al territorio regionale e alle Alpi occidentali, ospita la diciannovesima edizione delle ‘International Earth Science Olympiad’ (Ieso), la più importante competizione internazionale dedicata alle discipline geologiche e ambientali e riservata agli studenti delle scuole secondarie.

I numeri restituiscono la dimensione dell’appuntamento: sono rappresentati 41 Paesi, con oltre 160 studenti e più di 120 tra mentori e osservatori arrivati da tutti i continenti. Per alcuni giorni il Piemonte diventerà così un grande laboratorio a cielo aperto nel quale i ragazzi potranno confrontarsi non soltanto sulle conoscenze teoriche, ma anche con alcuni dei fenomeni naturali che caratterizzano l’arco alpino.

L’evento è organizzato dall’Anisn Ets, l’Associazione nazionale insegnanti di scienze naturali, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino e con il sostegno della Regione Piemonte.

Uno dei momenti centrali della manifestazione sarà la cerimonia inaugurale, in programma dalle 9 alle 12.30 nell’Auditorium del Palazzo della Regione Piemonte. Ad aprire i lavori saranno i rappresentanti della Regione, con la partecipazione in videocollegamento dell’assessore regionale Marco Gabusi. Seguiranno gli interventi dei promotori dell’iniziativa, Anisn Ets e Università di Torino.

La dimensione internazionale dell’appuntamento sarà sottolineata dagli interventi della presidente di Igeo, Sharon Locke, e del coordinatore internazionale delle Ieso, il professor R. Shankar. Tra i passaggi più attesi ci sarà poi la presentazione ufficiale delle squadre in gara. I video realizzati dalle delegazioni dei diversi Paesi saranno proiettati nell’auditorium, trasformando simbolicamente la sede della Regione in una piccola rappresentazione del pianeta.

«Ospitare in Piemonte le Olimpiadi internazionali delle Scienze della Terra significa accogliere oltre 160 giovani provenienti da 41 Paesi e, allo stesso tempo, offrire loro la possibilità di conoscere da vicino un territorio straordinario», sottolinea l’assessore regionale Marco Gabusi.

Le Olimpiadi non si limiteranno infatti alle prove tradizionali. Una parte fondamentale dell’esperienza sarà costituita dal contatto diretto con il territorio e dalla possibilità di utilizzare le Alpi come un vero e proprio laboratorio scientifico naturale. Geologia, ghiacciai, clima e trasformazioni dell’ambiente diventeranno così oggetto di osservazione e studio direttamente sul campo.

Una delle esperienze più significative porterà gli studenti fino alla Skyway Monte Bianco, in Valle d’Aosta. Qui si svolgerà l’‘Earth System Project’, dedicato ai ghiacciai alpini. I partecipanti saranno chiamati ad analizzare un problema concreto legato al sistema Terra e alle trasformazioni che interessano l’ambiente montano.

La particolarità della prova è anche nel metodo di lavoro. Gli studenti non gareggeranno esclusivamente all’interno delle rispettive rappresentative nazionali, ma formeranno gruppi composti da ragazzi provenienti da Paesi differenti. Dovranno collaborare, mettere insieme competenze ed esperienze e arrivare a una lettura condivisa del fenomeno preso in esame.

È uno degli elementi che distinguono le Ieso dalle competizioni scolastiche più tradizionali. Accanto al confronto tra le diverse delegazioni, le Olimpiadi puntano infatti a sviluppare la cooperazione internazionale e la capacità di affrontare collettivamente problemi scientifici che, per loro natura, non conoscono confini nazionali. Cambiamento climatico, disponibilità delle risorse naturali, rischi geologici, tutela degli ecosistemi e trasformazioni dei ghiacciai sono questioni che coinvolgono l’intero pianeta.

In questo quadro la scelta del Piemonte e delle Alpi occidentali assume un significato particolare. Il territorio offre la possibilità di osservare direttamente una grande varietà di fenomeni geologici e ambientali e di comprendere sul campo i processi che hanno modellato le montagne e che continuano a trasformarle.

Per Torino l’appuntamento rappresenta anche l’occasione per rafforzare il proprio ruolo nel campo della ricerca e della formazione scientifica internazionale. Il coinvolgimento dell’Università e, in particolare, del Dipartimento di Scienze della Terra consente di mettere in relazione la competizione studentesca con un sistema accademico e di ricerca che utilizza da tempo l’arco alpino come luogo privilegiato di studio.

Fino al 27 agosto, quindi, studenti, insegnanti e studiosi provenienti da ogni parte del mondo si confronteranno tra prove, attività scientifiche ed esperienze sul territorio. Una competizione internazionale che assegnerà risultati e riconoscimenti, ma che punta soprattutto a trasformare le Scienze della Terra in un terreno di incontro tra giovani cresciuti a migliaia di chilometri di distanza. E le montagne piemontesi e valdostane diventeranno, per alcuni giorni, la loro aula comune.

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