Rissa a colpi di spranghe: paura nel centro storico

Notte di tensione: circa trenta giovani incappucciati, pare ultrà genoani, tra piazza delle Erbe e Caricamento

Vittorio Magni 10/08/2026
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Non c’è pace nel centro storico, dove nella notte tra venerdì e ieri, una trentina di giovani, molti dei quali con il volto coperto da caschi e maglie usate come sciarpe, si sono affrontati poco dopo l’una di notte. Pare siano ultrà genoani  «a caccia» di tifosi del Deportivo la Coruna Lo scontro è avvenuto tra piazza delle Erbe e Caricamento, passando per la zona di via San Bernardo. In mano, secondo quanto emerso, avevano anche delle spranghe. Durante la rissa sono stati esplosi alcuni petardi. A raccontare quei momenti ci sono anche le immagini girate da alcuni residenti. I locali della zona, nel frattempo, hanno dovuto chiudere rapidamente per evitare danni. Non ci sarebbero feriti gravi. La ricostruzione di quanto accaduto è ora affidata alla Digos. Gli investigatori stanno esaminando le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona e i filmati realizzati dai residenti. L’obiettivo è ricostruire la dinamica dello scontro e identificare i giovani che hanno partecipato alla rissa. L’episodio ha così riacceso il confronto sulla sicurezza nelle ore notturne nel centro storico e ha provocato la reazione dei commercianti. Confcommercio Genova, attraverso la coordinatrice per la sicurezza Marina Porotto, che è anche presidente del Civ San Lorenzo, esprime «grande preoccupazione e ferma condanna per quanto accaduto. Scene di violenza e degrado come quelle registrate sono inaccettabili e non possono fare da sfondo alla nostra vita cittadina» afferma Porotto, esprimendo «vicinanza ed estrema solidarietà ai residenti» e ai commercianti della zona. Per Confcommercio il tema riguarda anche la tenuta delle attività e l’attrattività del centro storico. «La sicurezza non è un tema astratto - prosegue Porotto - è un presupposto essenziale per la tenuta del commercio di vicinato e per l’attrattività turistica». La richiesta rivolta alle istituzioni è precisa: «Chiediamo con urgenza un rafforzamento dei controlli e una presenza costante delle forze dell’ordine nelle ore notturne, insieme a un piano coordinato di prevenzione del degrado urbano». Confcommercio chiede inoltre un presidio del territorio e conferma la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni: «È necessario garantire un presidio capillare del territorio per trasmettere un segnale chiaro di legalità e tutela del bene pubblico». Dai commercianti alla politica, le reazioni arrivano dai banchi dell’opposizione. Fratelli d’Italia interviene con Alessandra Bianchi, capogruppo in Consiglio comunale, che collega quanto accaduto alle politiche sulla sicurezza dell’amministrazione comunale. «L’ennesima notte di violenza nel centro storico è l’ulteriore prova tangibile, di cui nessuno sentiva l’esigenza, che certifica il fallimento delle politiche portate avanti dall’assessore alla sicurezza», afferma Bianchi. La capogruppo di Fratelli d’Italia chiede quindi «azioni concrete» e richiama le richieste di commercianti e residenti, parlando anche di «episodi di spaccio e degrado». Nel suo intervento entra inoltre il tema dei rapporti tra Palazzo Tursi e Governo. «Non posso però non chiedermi come mai la prima cittadina non abbia voluto aprire prima al dialogo con il Governo anziché restare ancorata su posizioni ideologiche e del tutto prive di buon senso, rifiutando categoricamente ogni proposta», sostiene Bianchi, riferendosi all’incontro tra il sindaco e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. La capogruppo di Fratelli d’Italia conclude ringraziando le forze dell’ordine e auspicando “si possa presto fare chiarezza su quanto accaduto”. Anche la Lega interviene sul caso con la capogruppo in Consiglio comunale Paola Bordilli. «I fatti accaduti rappresentano un segnale d’allarme che non può essere sottovalutato», afferma. Bordilli contesta inoltre la lettura dell’insicurezza come una semplice questione di percezione. «Dopo 15 mesi è urgente andare oltre la visione e la narrazione secondo cui l’insicurezza in città, e in particolare nel centro storico, sarebbe soprattutto una questione di percezione» sostiene. La richiesta, anche in questo caso, è rivolta all’amministrazione: «Chi vive, lavora e presidia quotidianamente il territorio ha bisogno di risposte concrete e di un’Amministrazione comunale che non derubrichi le preoccupazioni dei cittadini, ma le ascolti con attenzione, senza considerarle un ‘fastidio’». Bordilli richiama infine il ruolo delle forze dell’ordine e delle telecamere presenti nel centro storico, ringraziando «le Forze dell’Ordine e gli agenti della Digos» impegnati nelle indagini.
Mentre il caso entra nel confronto politico, gli investigatori proseguono l’esame delle immagini. Saranno i filmati della videosorveglianza e le registrazioni effettuate dai residenti a fornire elementi utili per ricostruire la sequenza degli scontri e arrivare all’identificazione dei partecipanti
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