Per la prima volta nella sua storia la Nuova Piattaforma della Danza Italiana (Nid Platform) sceglie il Piemonte come palcoscenico della sua manifestazione nazionale. Dal 1° al 4 settembre Torino, Collegno, Moncalieri e Venaria Reale diventeranno il cuore della danza contemporanea italiana, ospitando la decima edizione dell’appuntamento che, dal 2012, rappresenta la principale vetrina dedicata alla promozione della nuova coreografia nazionale davanti a direttori di festival, programmatori, operatori culturali e istituzioni provenienti dall’Italia e dall’estero.
Il titolo scelto per l’edizione 2026, 'Coreografie del possibile', sintetizza l’ambizione di una manifestazione che non vuole limitarsi a presentare spettacoli, ma intende raccontare la danza come linguaggio capace di interpretare il presente, sperimentare nuovi immaginari e costruire relazioni tra artisti, territori e pubblico.
Nata su iniziativa degli operatori della distribuzione della danza riuniti nell’ambito di Adep/Federvivo-Agis, la Nid Platform è diventata negli anni uno degli strumenti più importanti per favorire la circuitazione internazionale delle compagnie italiane, mettendo in contatto la produzione artistica con i principali network europei e internazionali dello spettacolo dal vivo.
«La Nid Platform è molto più di una rassegna», sottolineano gli organizzatori. «È un luogo d’incontro dove la creatività italiana si confronta con il mondo, offrendo agli artisti occasioni concrete di crescita, collaborazione e diffusione internazionale.»
L’edizione piemontese è sostenuta dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo, dalla Regione Piemonte, è coordinata dalla Fondazione Piemonte dal Vivo con il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo, a conferma della volontà di valorizzare un comparto artistico che negli ultimi anni ha conosciuto una significativa crescita sia sul piano creativo sia su quello produttivo.
Anche la scelta delle sedi assume un preciso valore simbolico. Gli spettacoli saranno infatti ospitati in sei luoghi che raccontano differenti esperienze di rigenerazione urbana e culturale: la Lavanderia a Vapore di Collegno, le Fonderie Limone di Moncalieri, il Teatro Astra, le Ogr Torino, la Casa del Teatro Ragazzi e Giovani e la Reggia di Venaria.
Spazi molto diversi tra loro, accomunati però dalla capacità di trasformare edifici storici, industriali o monumentali in laboratori permanenti di produzione culturale. «Abbiamo scelto luoghi che raccontano la trasformazione attraverso l’arte», spiegano gli organizzatori. «È un messaggio che dialoga perfettamente con il tema di questa edizione.»
Il cartellone propone 18 progetti artistici, articolati in 14 spettacoli della sezione principale e 4 Open Studios, ai quali si aggiungono due produzioni ospiti. Una programmazione che offre una fotografia ampia della ricerca coreografica italiana contemporanea, tra autori ormai affermati e nuove generazioni impegnate nella sperimentazione.
Tra i protagonisti figurano Alessandra Cristiani, Jacopo Jenna, Simona Bertozzi, Michela Lucenti, Mm Contemporary Dance Company, Michele Di Stefano, Compagnia Abbondanza-Bertoni, Roberto Tedesco, Francesca Santamaria, Francesco Marilungo, Salvo Lombardo, Elisabetta Consonni e Nicola Galli, artisti che negli ultimi anni hanno contribuito a ridefinire il panorama della danza contemporanea italiana attraverso linguaggi capaci di intrecciare movimento, teatro, arti visive, musica e ricerca performativa.
Particolare attenzione sarà dedicata agli Open Studios, uno degli elementi distintivi della Nid Platform. Non semplici anteprime, ma momenti nei quali il pubblico degli operatori potrà entrare in contatto con opere ancora in fase di costruzione, osservando da vicino i processi creativi che precedono la nascita di uno spettacolo.
Accanto alle performance, il programma prevede un fitto calendario di incontri professionali, tavole rotonde e panel dedicati ai temi della mobilità internazionale degli artisti, delle residenze creative, delle reti europee e del ruolo che la cultura può svolgere nei processi di rigenerazione urbana e sociale.
La manifestazione conferma così la propria duplice natura: festival aperto al pubblico e, allo stesso tempo, piattaforma professionale nella quale programmatori, direttori artistici e operatori internazionali possono conoscere da vicino la produzione coreografica italiana più recente, favorendone la diffusione oltre i confini nazionali.
Non è un caso che negli anni numerosi spettacoli presentati alla Nid Platform abbiano successivamente intrapreso tournée nei principali festival europei, contribuendo alla crescente visibilità internazionale della danza italiana.
L’appuntamento conclusivo sarà ospitato nella Reggia di Venaria, dove il 4 settembre il pubblico assisterà a 'Il secondo paradosso di Zenone' di Elisabetta Consonni e a 'Cosmorama' di Nicola Galli, due lavori che rappresentano efficacemente la pluralità dei linguaggi presenti nella scena contemporanea.
Per Torino e il Piemonte l’arrivo della Nid Platform rappresenta molto più dell’organizzazione di un festival. È il riconoscimento di un territorio che negli ultimi anni ha investito con continuità nella danza contemporanea, consolidando una rete di spazi produttivi, centri di residenza e istituzioni culturali oggi considerata tra le più dinamiche del Paese.
«Portare la decima edizione della Nid Platform in Piemonte significa valorizzare un ecosistema artistico che ha saputo crescere nel tempo», osservano gli organizzatori. «Qui la danza non è soltanto spettacolo, ma ricerca, formazione, produzione e dialogo con il territorio.»
In un momento storico in cui le arti performative sono chiamate a ridefinire linguaggi e modalità di relazione con il pubblico, 'Coreografie del possibile' si propone come una riflessione sul futuro della creazione contemporanea. Un invito a immaginare nuovi scenari attraverso il corpo, il movimento e la capacità della danza di interpretare i cambiamenti del presente.
Per quattro giorni il Piemonte diventerà così il punto d’incontro della coreografia italiana, offrendo al pubblico l’occasione di osservare da vicino non solo gli spettacoli, ma anche il laboratorio creativo nel quale prende forma la danza del futuro.