Presentato il disciplinare per il lavoro nei vigneti

Un documento integrativo per tutelare legalità e dignità della manodopera

Valentina Sandrone 22/07/2026
Protocollo 2.jpg - {Protocollo 2.jpg} - [146904]
È stato presentato ieri, presso il Salone d’Onore della Camera di Commercio di Cuneo, il nuovo disciplinare per un sistema di qualificazione etico-legale nella filiera vitivinicola. Il documenta va a integrare e aggiornare il Protocollo d’intesa per la prevenzioned di situazioni di sfruttamento ad Alba, nelle Langhe e nel Roero sottoscritto in data 14 luglio. 
Nato nel 2024 dal coordinamento e dalla volontà di numerosi stakeholder territoriali, e poi rinnovato nel 2025, quest’anno il Protocollo si arricchisce di un percorso di certificazione per le imprese del comparto enologico che vogliano contraddistinguersi per trasparenza nelle procedure di assunzioni e stipula d contratti di collaborazione stagionale.  Il panel, moderato da Patrizia Mellano e al quale hanno partecipato numerosi rappresentanti delle istituzioni e del mondo produttivo locale, ha permesso di sviscerare questi importanti punti di svolta per il mercato del lavoro agricolo.
Le imprese vitivinicole hanno la necessità di rivolgersi a intermediari e contoterzisti, soprattutto in alcuni periodi dell’anno, quando la richiesta di manodopera raggiunge il suo picco, per esempio nella stagione della vendemmia, ma questo non può e non deve giustificare uno sfruttamento lavorativo e umano. La gestione logistica non può, infatti, prescindere da un affidamento che sia rispettoso della normativa sui contratti d’appalto e, soprattutto, dei dettami previsti dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e dalla nostra Costituzione.
Il prefetto Mariano Savastano ha illustrato nel dettaglio l’inquadramento del documento, che permetterà al settore del vino di diventare un modello virtuoso, così come già fu per quello della frutticoltura. La Regione Piemonte, i Comuni, la Camera di Commercio, le associazioni di categoria agricole, i sindacati, gli enti del terzo settore, l’INPS, oltre alle docenti universitarie che hanno redatto il testo basandosi sulla normativa civilistica e giuslavoristica, tutte le parti che hanno redatto e concordato il disciplinare hanno gettato la base per la tutela della legalità e dei diritti dei lavoratori. Lo slogan può essere: qualifichiamoci. Rendiamo il modello Langhe e Roero riconosciuto, certificato, replicabile. Una sfida, ma anche un’offerta, per le imprese che lo sottoscriveranno, e che si spera saranno molte. L’obiettivo è quello di costruire una filiera etica e trasparente, con un lavoro sostenibile che si preoccupa della qualità del profitto, della qualità del profitto, ma anche della qualità del lavoro e delle condizioni di vita dei lavoratori. Sono infatti quattro gli ambiti di azioni del disciplinare: le condizioni di lavoro, la dignità abitativa, la sicurezza del trasporto e la formazione.  Come spiegato successivamente da Antonio Romeo, direttore generale della DINTEC scrl, la società che ha supportato la Camera di Commercio a sviluppare il disciplinare, i quattro pilastri si suddividono in requisiti minimi e raccomandazioni. Tra i requisiti minimi si possono annoverare un contratto scritto, l’identificazione dei lavoratori attraverso un tesserino di riconoscimento, un alloggio che soddisfi i requisiti sanitari-igienici previsti ex lege, un’adeguatezza dei mezzi di trasporto che siano sicuri per gli utenti e una formazione sulle mansioni da svolgersi che sia chiara, comprensibile, tracciabile. Oltre a questo, la presentazione di domanda, autocertificazione e impegno al rispetto prevede che l’imprenditore, sia esso di una società contoterzista o di un’impresa vitivinicolo, possieda requisiti quali un DURC regolare, l’adempimento delle incombenze fiscali e tributarie, il non essere in una situazione di liquidazione volontaria o di altre procedure di insolvenza, l’applicazione di contratto collettivo nazionale per gli altri dipendenti. 
Gli interventi si sono conclusi con Sergio Germano, presidente del Consorzio di Tutela di Barolo e Barbaresco, il quale ha evidenziato come le imprese del Consorzio sia da sempre vicino alle politiche di tutela della legalità e della dignità dei lavoratori. Quest’anno, inoltre, si è aggiunto alla sottoscrizione il Consorzio di Tutela del Roero, a ulteriore dimostrazione di come il territorio sia coeso e voglia fare squadra su temi così importanti. Un settore d’eccellenza, quello del comparto enologico, che l’anno scorso ha rappresentato il 42% dell’export manifatturiero dell’intera Provincia e che potrà trarre ulteriore beneficio da un bollino di etico-legale da un elenco di imprese qualificate. Un vino la cui qualità nasce ben prima di arrivare nel bicchiere, come racconta il logo fotografico della mano che raccoglie il grappolo, un vino che, come direbbe un cuneese famoso, possa essere buono, pulito e giusto. 
Direttore: DIEGO RUBERO
AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
Editore: POLO GRAFICO SPA
Via Giovanni Agnelli 3,
12081 Beinette (CN)
+39 0171 392211
P.IVA: 02488690047

Il Giornale del Piemonte e della Liguria

Il quotidiano on line "Il Giornale del Piemonte e della Liguria web" è il nuovo media della galassia del gruppo Polo Grafico Spa, editore da oltre 25 anni nei territori di Piemonte, Liguria e Regione Paça (Costa Azzurra). Il gruppo edita da oltre vent'anni il quotidiano nella versione cartacea "Il Giornale del Piemonte e della Liguria".

Polografico Spa - P.IVA: 02488690047

Chi Siamo | Contatti | Cookies | Privacy