Musica elettronica, migliaia di spettatori arrivati da tutto il mondo e una città che per quattro giorni si è trasformata nella capitale internazionale dei DJ. Ma, accanto alle immagini del successo organizzativo del Kappa FuturFestival 2026, emerge anche un’altra fotografia, molto meno patinata: quella di un imponente dispositivo di sicurezza resosi necessario per contrastare furti, rapine, spaccio di droga e violenze.
Il bilancio diffuso dalla Questura di Torino racconta infatti un festival che ha richiesto un presidio permanente delle forze dell’ordine, operativo ventiquattr’ore su ventiquattro, con il coinvolgimento della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza e delle altre forze di polizia. Un impiego straordinario di uomini e mezzi che si è tradotto in otto arresti, tredici denunce e decine di sequestri di sostanze stupefacenti.
Tra gli arrestati figurano quattro persone accusate di reati predatori, tre per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e una per violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Altre tredici persone sono state denunciate in stato di libertà per furti con strappo, ricettazione, violazioni della normativa sugli stupefacenti e dell’ordinanza comunale sulla vendita di bevande.
A impressionare sono soprattutto i numeri legati alla droga. La Polizia di Stato ha sequestrato oltre 130 grammi di sostanze stupefacenti, tra hashish, marijuana, MDMA e altre droghe sintetiche, mentre la Guardia di Finanza ha recuperato ulteriori 60 grammi di sostanze e più di 150 dosi pronte allo spaccio, comprese oltre 110 dosi di ecstasy. Complessivamente sono state elevate 68 contestazioni amministrative per possesso di stupefacenti, segno di un consumo diffuso che ha accompagnato l’intera manifestazione.
Il fenomeno non si è limitato allo spaccio. L’evento è stato preso di mira anche da bande specializzate nei furti ai danni dei partecipanti.
Uno degli episodi più significativi ha visto protagonista un ventottenne italiano, arrestato dagli agenti del Commissariato Madonna di Campagna dopo aver strappato una collanina d’oro a un partecipante all’interno dell’area del festival. Durante la perquisizione gli agenti hanno trovato tre collanine, un braccialetto e due ciondoli in oro, oltre a uno spray al peperoncino. Parte della refurtiva è stata restituita ai proprietari, successivamente rintracciati.
Nella stessa giornata inaugurale gli agenti hanno assistito in diretta a un altro scippo nei pressi dei bagni chimici. Due giovani hanno agito con una tecnica ormai collaudata: uno distraeva la vittima con una spinta, mentre il complice le strappava la collanina nascondendola immediatamente in un borsello. I due, di 19 e 21 anni, sono stati inseguiti e arrestati. Uno di loro è stato anche denunciato per il possesso di circa venti grammi di hashish.
Non meno preoccupante il fronte dello spaccio. Sabato sera gli agenti del Commissariato Barriera Milano hanno fermato in corso Giulio Cesare un’auto proveniente dalla Lombardia con a bordo alcuni giovani diretti al festival. Un ventitreenne è stato arrestato dopo il ritrovamento di cocaina rosa, ketamina e MDMA sia all’interno del veicolo sia nella stanza d’albergo dove alloggiava, dove gli investigatori hanno rinvenuto ulteriori dosi confezionate per la vendita.
L’ultimo arresto è arrivato nell’ultima giornata della manifestazione. Gli uomini della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale hanno notato un gruppo di persone radunarsi attorno a due giovani mentre avvenivano sospette cessioni di droga. Fermato il presunto spacciatore, gli agenti hanno sequestrato ventotto involucri di ketamina, denaro contante e, successivamente, altra cocaina e ketamina custodite nella sua automobile insieme a oltre 2.700 euro in contanti.
Il bilancio finale riapre inevitabilmente una riflessione che accompagna ogni grande evento cittadino. Manifestazioni di richiamo internazionale rappresentano senza dubbio un’importante occasione di promozione turistica ed economica per Torino, ma comportano anche costi elevati sotto il profilo della sicurezza pubblica. Migliaia di persone da controllare, un mercato della droga che tenta di sfruttare la concentrazione di giovani e criminali pronti ad approfittare della confusione per colpire con furti e rapine.
I risultati ottenuti dalle forze dell’ordine dimostrano l’efficacia del dispositivo predisposto, ma evidenziano allo stesso tempo quanto sia stato necessario un presidio capillare per evitare che il bilancio risultasse ancora più pesante. Un dato che alimenta il dibattito sul rapporto tra grandi eventi, sicurezza urbana e impiego di ingenti risorse pubbliche per garantire che la festa non diventi terreno fertile per criminalità e spaccio.