La Regione Piemonte traccia un primo bilancio della misura «Vesta» 2026, destinata a sostenere le famiglie nei costi dei servizi per l’infanzia. I dati evidenziano un’elevata partecipazione, nonostante i rallentamenti tecnici registrati nella fase iniziale.
«Dopo il grave disservizio della prima ora, tutti i genitori collegati hanno potuto completare la domanda, con numeri che consentiranno di sostenere circa la metà dei richiedenti» – ha dichiarato il vicepresidente e assessore alle Famiglie Maurizio Marrone, sottolineando la necessità di verificare l’adeguatezza del fornitore informatico per evitare criticità future.
La misura, ha aggiunto, continua a sostenere in particolare il ceto medio, solitamente escluso dai tradizionali strumenti di welfare.
Superate le difficoltà iniziali, la piattaforma web ha funzionato regolarmente per il resto della giornata. Nella sede del Grattacielo della Regione Piemonte sono stati illustrati i dati: 6.348 domande tra le ore 12 e le 15, 862 tra le 15 e le 16, 9.866 tra le 16 e le 17, 13.357 tra le 17 e le 18, 8.594 tra le 18 e le 21, 3.190 tra le 21 e mezzanotte e 170 nell’ultima ora.
Complessivamente, nelle 12 ore del ‘click day’ sono state presentate 42mila domande, a fronte di un budget di 20 milioni di euro. Un risultato che, rispetto all’edizione 2025, porterà a finanziare fino a 30mila famiglie su una platea stimata di circa 50mila, pari al 60% dei richiedenti.
L’analisi per fasce Isee conferma il forte coinvolgimento del ceto medio: il 62,6% delle richieste proviene da famiglie con redditi tra 10mila e 30mila euro, il 23,4% da sotto i 10mila e il 14% tra 30mila e 40mila euro.
Sul fronte della cittadinanza, l’85,9% delle domande è stato presentato da cittadini italiani e dell’Unione Europea.
Ampia anche la distribuzione territoriale: le richieste sono arrivate da 1.011 Comuni su 1.180, coprendo quasi l’intero territorio regionale e confermando la diffusione capillare della misura, che nei fatti ridimensiona le criticità legate al ‘digital divide’.