Un’alleanza tra impresa, ricerca e sanità per trasformare l’alimentazione in parte integrante della terapia. È questo il cuore del progetto che vede insieme InLab Solutions, Inalpi e l’Aou San Luigi Gonzaga di Orbassano (Torino), presentato nel capoluogo piemontese nel corso di un convegno promosso dalla Fondazione Atlas Italia e ospitato all’hotel Nh Carlina.
Due giornate di confronto tra clinici, ricercatori e operatori del settore hanno acceso i riflettori su un tema sempre più centrale nei percorsi di cura: la nutrizione come leva terapeutica, soprattutto nei pazienti più fragili. Fondazione Atlas Italia, rete che coinvolge oltre ottanta centri su scala nazionale, nasce per consolidare la collaborazione tra oncologia clinica e anatomia patologica e per favorire la raccolta e la condivisione di dati sui pazienti oncologici.
L’obiettivo è quello di rendere più omogeneo l’accesso alle cure, offrire informazioni aggiornate e promuovere progetti di ricerca indipendente attraverso reti collaborative.
In questo scenario si inserisce il progetto sperimentale avviato nel dicembre 2024, frutto della sinergia tra il centro R&D Inalpi – InLab Solutions e l’ospedale di Orbassano
Il focus è lo sviluppo di alimenti a fini medici speciali destinati a pazienti oncologici, nefrologici e affetti da fibrosi cistica, categorie in cui le problematiche legate alla patologia rendono l’alimentazione un fattore critico.
«Siamo consapevoli delle difficoltà, in alcune situazioni patologiche, a mantenere un’adeguata alimentazione», ha affermato Marco Tinivella, responsabile della struttura di Dietetica e Nutrizione Clinica dell’Aou San Luigi Gonzaga.
«Abbiamo immaginato – ha spiegato Tinivella – un alimento gradito, facile da assumere, ben tollerato e nutrizionalmente adeguato, integrato con micronutrienti specifici e capace di restituire anche un beneficio psicologico, migliorando la qualità della vita».
Nei pazienti oncologici, ad esempio, alterazioni del gusto, disfagia, anoressia e stanchezza compromettono spesso l’apporto calorico e proteico necessario. Da qui l’esigenza di un prodotto che non sia soltanto corretto sul piano nutrizionale, ma anche appetibile, con caratteristiche organolettiche in grado di contrastare l’alterazione del gusto e una consistenza che ne faciliti la deglutizione.
A tradurre l’esigenza clinica in soluzione concreta è InLab Solutions, definita dal suo amministratore delegato Jean Pierre Studer «la costola scientifica di Inalpi e centro di competenza tecnico-scientifica del gruppo».
«Il nostro ruolo – ha sottolineato Studer – è integrare rigore scientifico, controllo analitico e capacità industriale, trasformando l’innovazione in soluzioni sicure e validate. Questa collaborazione rappresenta un esempio virtuoso di integrazione tra industria alimentare ed ente ospedaliero: dal dialogo continuo tra chi conosce la patologia e chi possiede competenze tecnologiche nasce un alimento realmente fruibile».
L’obiettivo dichiarato non è limitarsi alla formulazione di prodotti adeguati, ma sviluppare alimenti che diventino parte integrante del percorso terapeutico, migliorando l’aderenza nutrizionale e contribuendo in modo concreto agli esiti di cura.
«Crediamo che nutrire i pazienti con un cibo sano, equilibrato ma soprattutto buono e appetibile possa essere un aiuto reale nel percorso di cura», ha concluso Studer.
«Coniugare sicurezza alimentare, qualità nutrizionale e piacere sensoriale – ha precisato – significa trasformare l’alimento a fini medici speciali in uno strumento terapeutico a tutti gli effetti. Per questo consideriamo questa collaborazione non solo un progetto industriale, ma un progetto di valore sanitario e sociale».