«Il sindaco del Comune di Torino e della Città Metropolitana è sempre più ostaggio delle componenti estremiste della sua maggioranza, presente e futura». È l’accusa lanciata dal senatore Roberto Rosso, vicepresidente dei senatori di Forza Italia e della Commissione Trasporti e Infrastrutture di Palazzo Madama, insieme a Marco Fontana, segretario cittadino degli Azzurri.
Secondo gli esponenti azzurri, dopo «le connivenze e le giustificazioni sul caso Askatasuna», risolto solo grazie all’intervento del Governo che «si è sostituito obtorto collo per sgomberare un immobile occupato illegalmente e divenuto hub di eversione e violenze», si apre ora il capitolo Tav. «Scopriamo infatti che a controllare i cantieri dell’Alta Velocità sono stati nominati esponenti riconducibili all’area No Tav», affermano.
Nel mirino la vicenda della bretella Orbassano-Avigliana. «Si tenta di scaricare le responsabilità sul sindaco di Rivoli per la nomina di tecnici da sempre contrari all’opera, ma è impossibile che Lo Russo non ne fosse a conoscenza», sostengono Rosso e Fontana, che parlano di «risultati nefasti della politica del campo largo, poi larghissimo: un cartello elettorale utile a vincere per somma aritmetica, ma del tutto inadeguato quando si tratta di governare».
Da qui l’appello finale al primo cittadino torinese: «Eviti che gli interessi elettorali mettano ulteriormente a rischio un’opera strategica che da anni vive rallentamenti record, spesso per inseguire e blandire il consenso dei signori del ‘No Tav’».