Per quasi otto anni quella che all’esterno appariva come una tranquilla residenza di provincia sarebbe stata in realtà il teatro di un giro di prostituzione, droga e violenze. A scoprire cosa accadeva dietro le porte della villa, nel Canavese, sono stati i Carabinieri di Ivrea al termine di un’indagine che ha portato a misure cautelari nei confronti di un italiano di 59 anni, ritenuto l’organizzatore del sistema.
Secondo gli investigatori, l’uomo utilizzava siti di incontri online per reclutare donne — in gran parte sudamericane — che venivano fatte prostituire all’interno dell’abitazione. Per lavorare nelle stanze della villa, le donne avrebbero dovuto pagare un vero e proprio “affitto” settimanale, trasformando la casa in una struttura clandestina a pagamento.
Ma non solo sesso. Nello stesso contesto, sempre secondo quanto ricostruito, circolavano anche crack e cocaina, alimentando un via vai sospetto di clienti e feste private. Per la gestione degli stupefacenti è stato denunciato a piede libero un 32enne, trovato in possesso della droga.
L’indagine ha fatto emergere anche un quadro di presunte violenze domestiche. L’ex compagna del 59enne sarebbe stata maltrattata e costretta a prostituirsi già dal 2017, consegnando gran parte dei guadagni all’uomo. Una situazione di sopraffazione che avrebbe trasformato la relazione in un incubo durato anni.
Ora la villa è tornata al silenzio, mentre la magistratura prosegue gli accertamenti su un caso che ha scosso la comunità locale, incredula davanti a ciò che sarebbe accaduto per tanto tempo dietro una facciata apparentemente normale.