Il futuro del centro di Torino passa dalla pedonalizzazione e dalla riqualificazione urbana. Ne è convinto il sindaco Stefano Lo Russo, che nella consueta diretta radiofonica del martedì ha fatto il punto sui principali dossier cittadini, dalla trasformazione di via Roma fino al rilancio del Palazzo del Lavoro, senza dimenticare turismo e criticità del carcere.
«Penso che il centro di Torino sia un centro di rango internazionale che va sempre più valorizzato», ha sottolineato il primo cittadino, ribadendo come una delle leve principali sia la progressiva restituzione degli spazi ai pedoni. Un processo che, ha chiarito, non significa semplicemente chiudere al traffico, ma ripensare in chiave qualitativa l’intero assetto urbano: «Pedonalizzare non vuol dire chiudere al traffico ma fare quello che stiamo facendo in via Roma, cioè un progetto di arredo urbano di grande qualità».
Proprio via Roma rappresenta oggi il simbolo di questa strategia. Il cantiere procede nei tempi previsti e, secondo Lo Russo, i primi riscontri da parte dei cittadini sono incoraggianti. «In questi giorni di festa ho incontrato parecchie cittadine e cittadini torinesi in centro che erano molto contenti di come sta diventando via Roma», ha raccontato, rivendicando la bontà di una scelta che in passato aveva sollevato polemiche politiche. «Se penso a tutte le polemiche posso ritenermi soddisfatto: è una bella eredità che lasciamo alla città». L’obiettivo, ha aggiunto, è proseguire su questa strada, estendendo in prospettiva nuove pedonalizzazioni.
In questo quadro si inserisce anche il progetto annunciato per via Viotti, pensato per migliorare la qualità urbana della zona senza compromettere servizi essenziali. «Sicuramente andrà preservato l’accesso al parcheggio interrato», ha precisato il sindaco, auspicando al contempo un intervento dei privati per riqualificare i portici oggi in condizioni di degrado.
Tra i nodi ancora aperti c’è quello del Palazzo del Lavoro, edificio simbolico della città ma da anni in stato di abbandono. «È in una condizione molto degradata ed è un pessimo biglietto da visita per chi accede da sud», ha osservato Lo Russo, spiegando che sono in corso interlocuzioni con Cassa depositi e prestiti per favorire un progetto di recupero. Un percorso tutt’altro che semplice, anche alla luce del contesto internazionale: «La situazione internazionale non aiuta nell’attrazione di investitori stranieri». Al momento, ha confermato, non è prevista la realizzazione di grandi strutture commerciali.
Se sul fronte urbanistico restano sfide importanti, segnali decisamente positivi arrivano invece dal turismo. Torino, ha evidenziato il sindaco, sta vivendo una fase di crescita significativa, confermata anche dal recente ponte pasquale. «Il turismo è esploso», ha detto, sottolineando due tendenze in particolare: l’allungamento della permanenza media e il ritorno dei visitatori. «Chi viene magari per lavoro poi torna con la famiglia. C’è voglia di tornare».
Gli alberghi, ha aggiunto, hanno registrato il tutto esaurito anche in assenza di grandi eventi, segno di un’offerta ormai strutturata. «Chi arriva per la prima volta rimane sorpreso in positivo: la città viene percepita come ordinata, viva, vivace». Un risultato che, secondo Lo Russo, è frutto di un lavoro avviato fin dall’inizio del mandato per rafforzare l’attrattività internazionale del capoluogo piemontese.
Non manca, infine, uno sguardo alle criticità, a partire dalla situazione del carcere torinese. «Ha problemi enormi, molti più di tanti altri», ha ammesso il sindaco, parlando di strutture obsolete, sovraffollamento e complessità gestionale. Una questione che travalica i confini locali e assume una dimensione nazionale, ma che incide direttamente anche sulla sicurezza urbana.
Per Lo Russo, la risposta non può limitarsi agli interventi strutturali: «Dobbiamo investire molto di più nei processi di rieducazione». Il rischio, ha avvertito, è che il carcere diventi un luogo che alimenta insicurezza anziché ridurla: «Se un detenuto viene lasciato a se stesso, quando esce difficilmente esce meglio di come è entrato». Da qui l’impegno dell’amministrazione a mantenere alta l’attenzione su un tema tanto delicato quanto cruciale per il futuro della città.
Forza Italia non ci sta a questa ricostruzione del sindaco di Torino e attraverso il suo segretario cittadino Marco Fontana attacca: «Come sempre Lo Russo quando è in radio, luogo ideale perchè privo di quel contradditorio che detesta, se la suona e se la canta descrivendo una città che non esiste. Partiamo dal turismo: inutile fermarsi alle percentuali. Parliamo di numeri assoluti: Milano città registra 14-15 milioni di presenze con il 65/70% che risultano essere turisti stranieri; Torino veleggia sui 4,1 milioni (50/55% dei quali stranieri). La crescita della nostra città è in linea con quella di Milano e quindi ben poco ha da gioire Lo Russo,. Questi sono i numeri del fallimento di una Giunta che si coccola di autoreferenzialismo ormai da trent'anni». L'azzurro poi lancia l'affondo «Che Lo Russo si aggrappi alle pedonalizzazioni come fa l'ubriaco con il lampione la dice lunga di una visione radical chic che ferma la propria visione della città al salotto buono. Il Pd nella sua ormai trentennale 'occupazione' del Governo di Torino ha spaccato la città a metà, ampliando le differenze e il disagio tra centro e periferia. Non mancano agenti a Torino, basta chiederlo al Questore: mancano un governo della città, politiche industriali degne di questo nome, esponenti della Giunta regionale che vadano a Roma a battere i pugni sul tavolo come fanno i loro colleghi di Milano e Roma, ma anche di Firenze, Napoli e Palermo. Da anni vediamo gli stessi soggetti, incartapecoriti che ad intermittenza si riuniscono in qualche sala e pontificano su come far uscire torino dal declino, dall'emarginazione, dalle nuove povertà. Sempre gli stessi. E intanto la città perde appeal. I giovani studiano qua e poi scappano, pian piano ci accorgeremo che il sistema di welfare per una città sempre più anziana risulterà insostenibile e la sostituzione etnica in atto ci porterà ancora più disagio e insicurezza. Invece di scrivere libri per divertisment, il sindaco farebbe bene a fare una riflessione a 360 gradi sui modelli di sinistra falliti in questi anni. Il malessere dei torinesi dimostrato nelle continue risse, accoltellamenti, furti, rapine, nelle serrate di massa dei negozi, nella carica di oltre mille clochard in tutta Torino, nel ritorno dei Tossik Park non attende. Torino è una città bellissima ma amministrata malissimo da troppi anni».