Stupinigi, rinasce il giardino della Palazzina

Un grande restauro grazie ai fondi Pnrr tra storia, natura e nuove esperienze digitali

Loredana Polito 19/03/2026
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Rinasce il disegno originario del verde e si apre a una nuova esperienza di visita. Il giardino della Palazzina di Caccia di Stupinigi torna leggibile nelle sue geometrie storiche grazie a un ampio progetto di recupero che restituisce valore paesaggistico e introduce strumenti innovativi per il pubblico. Le stanze di verzura recuperano le loro gallerie verdi, i parterre ritrovano l’assetto formale e il Giardino di Levante diventa il nuovo accesso al percorso, in un intervento finanziato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza con circa due milioni di euro.

«Un equilibrio tra memoria e contemporaneità». Il progetto, sviluppato dalla Fondazione Ordine Mauriziano insieme alla Struttura tecnica dei giardini della Reggia di Venaria, si inserisce nel programma nazionale di valorizzazione dei parchi storici e introduce anche percorsi accessibili e una applicazione digitale dedicata. Tra gli elementi più suggestivi, la rievocazione della vasca di Fritz, l’elefante ospitato a Stupinigi nell’Ottocento: non più una piscina reale, ma una composizione vegetale che ne richiama la forma attraverso colori e fioriture stagionali.

La storia del giardino affonda le radici nel Settecento, quando nel 1740 il progetto del francese Michel Benard si innesta nel disegno territoriale di Filippo Juvarra. L’impianto segue il modello del giardino formale francese, con assi prospettici, viali radiali e architetture vegetali pensate per dialogare con le rotte di caccia sabaude. Nel tempo, però, il disegno originario subisce trasformazioni profonde: sotto il dominio napoleonico si assiste a un impoverimento strutturale, mentre nell’Ottocento il gusto romantico introduce elementi paesaggistici, boschetti e specie esotiche senza cancellare del tutto la matrice geometrica.

«Un paesaggio che racconta secoli di cambiamenti». L’ultimo grande intervento prima del declino risale al primo Novecento, ma la perdita della funzione di residenza reale e una manutenzione discontinua compromettono progressivamente la leggibilità del giardino. Durante la Seconda guerra mondiale, lo spazio viene trasformato in orto di guerra: un terreno produttivo destinato a sostenere, tra gli altri, l’Ospedale Mauriziano di Torino.

Il restauro attuale nasce da un’approfondita attività di studio avviata nel 2022, che ha messo in relazione documenti storici e stato di conservazione. Il primo lotto di lavori ha interessato le aree più vicine alla Palazzina, con il recupero delle stanze di verzura secondo i disegni settecenteschi. Le gallerie vegetali, formate da filari di carpino nero, tornano a definire un cannocchiale prospettico che guida lo sguardo verso il centro del giardino, offrendo al tempo stesso spazi ombreggiati per la sosta.

Accanto a queste, sono stati ricreati i parterre erbosi ottocenteschi, delimitati da ghiaia e piantumazioni regolari di tassi, in una composizione che ristabilisce il dialogo tra architettura e paesaggio. Il Giardino di Levante conserva invece tracce dell’impianto romantico, con alberi ad alto fusto e specie esotiche che garantiscono una varietà cromatica stagionale, dalle fioriture primaverili al foliage autunnale.

«Un giardino pensato anche per essere vissuto». Il progetto introduce infatti nuovi servizi: impianti di irrigazione, sistemi di videosorveglianza, connessione wi-fi, punti di ristoro e servizi igienici. Particolare attenzione è stata dedicata all’accessibilità, con percorsi più agevoli e l’introduzione di scooter elettrici per persone con mobilità ridotta, progettati per muoversi sui viali ghiaiosi.

A supporto della visita, una applicazione digitale gratuita, SmartPark Experience, accompagna i visitatori con contenuti informativi e indicazioni personalizzate. «Uno strumento inclusivo», pensato anche per persone con disabilità sensoriali, che segnala criticità lungo il percorso e suggerisce itinerari adatti alle diverse esigenze.

Il giardino si inserisce inoltre in un contesto ambientale delicato, all’interno del Parco Naturale Regionale di Stupinigi e della rete europea Natura 2000. Alcune aree, in particolare quelle più lontane dalla Palazzina, restano escluse da questo primo intervento per tutelare habitat e specie protette, tra cui il raro pipistrello Barbastello e il cervo volante. «Una scelta necessaria», che punta a conciliare la conservazione della biodiversità con una futura apertura al pubblico.

Il recupero del giardino di Stupinigi segna così «un nuovo capitolo» nella valorizzazione del complesso sabaudo: un progetto che unisce rigore storico, sostenibilità ambientale e innovazione, restituendo ai visitatori non solo uno spazio restaurato, ma un paesaggio da leggere, attraversare e comprendere.

Direttore: DIEGO RUBERO
AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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