Smat chiude il 2025 con utili record

Bilancio in forte crescita, piano da 1,3 miliardi e vertici confermati per altri tre anni

29/06/2026
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Il miglior bilancio degli ultimi sette anni e un piano di investimenti destinato a ridisegnare il servizio idrico del territorio. L'assemblea dei soci di Smat, riunita nel complesso industriale di Castiglione Torinese, ha approvato il bilancio 2025, che si chiude con un utile netto di 49,9 milioni di euro, in crescita di oltre il 54 per cento rispetto all'anno precedente.

In aumento anche i ricavi della capogruppo, che sfiorano i 689 milioni di euro con un incremento superiore al 10 per cento, mentre il margine operativo lordo raggiunge i 195 milioni, facendo registrare un balzo di oltre il 28 per cento. Numeri che confermano la solidità economica e finanziaria della società, sostenuta anche da un rapporto tra posizione finanziaria netta e patrimonio netto pari a 0,46, ben al di sotto della soglia considerata di equilibrio.

Nel corso del 2025 Smat ha investito oltre 267 milioni di euro, equivalenti a circa 122 euro per ogni abitante servito. Un impegno che rappresenta soltanto l'inizio del nuovo Piano industriale 5.0, destinato a guidare l'azienda fino al 2029 e accompagnato da oltre 1,3 miliardi di euro di investimenti programmati entro il 2033 per ammodernare le infrastrutture, affrontare gli effetti del cambiamento climatico e contrastare la diffusione degli inquinanti emergenti.

Accanto ai risultati economici cresce anche l'attenzione alla sostenibilità. L'amministratore delegato Armando Quazzo ha evidenziato come la seconda Rendicontazione di sostenibilità rappresenti uno strumento di trasparenza verso cittadini e territori. «Il 99,3 per cento del fatturato, l'89,8 per cento delle spese operative e il 96 per cento degli investimenti risultano allineati ai criteri della Tassonomia europea, perché generati o collegati ad attività ecosostenibili».

Per il presidente Paolo Romano il futuro del servizio idrico passa sempre più dalla capacità di prevenire le criticità ambientali. «Dopo i risultati raggiunti nell'innovazione digitale, nell'intelligenza artificiale e nel monitoraggio degli inquinanti emergenti – ha detto – oggi non è più sufficiente reagire alle crisi prodotte dai cambiamenti climatici. È necessario anticiparle attraverso una pianificazione sempre più efficace».

L'assemblea ha inoltre approvato la proposta del Consiglio di amministrazione di distribuire ai Comuni soci il 20 per cento dell'utile, pari complessivamente a 9,5 milioni di euro, corrispondenti a un dividendo di 1,95 euro per azione.

Confermato anche il vertice della società. Paolo Romano resterà presidente e Armando Quazzo amministratore delegato per il prossimo triennio. Nel nuovo Consiglio di amministrazione entrano Barbara Martina e Roberto Tricarico, mentre viene confermata Monica Cerutti.

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