La Procura di Torino accelera sul fronte giudiziario dopo i violenti scontri avvenuti nei cantieri dell’Alta Velocità in Valle di Susa. I magistrati, coordinati dal procuratore Giovanni Bombardieri, hanno chiesto al giudice per le indagini preliminari la custodia cautelare in carcere per i due cittadini tedeschi di circa vent’anni arrestati dalla Digos in flagranza differita al termine delle violenze che hanno interessato i cantieri di San Didero, Chiomonte, Salbertrand e Traduerivi.
La richiesta riguarda le ipotesi di reato di devastazione e lesioni personali a pubblico ufficiale, contestate in concorso con altri partecipanti agli assalti la cui identificazione è ancora in corso. I due risultano inoltre indagati per resistenza aggravata a pubblico ufficiale. Secondo la Procura, sussistono esigenze cautelari tali da giustificare la misura più restrittiva. L’udienza di convalida del fermo è stata fissata nel pomeriggio davanti al gip del Tribunale di Torino.
I due giovani erano stati rintracciati a Susa durante i controlli predisposti dalla Polizia di Stato nelle ore successive agli scontri. L’attività investigativa, affidata alla Digos, si è concentrata fin da subito sull’individuazione dei responsabili delle azioni più violente avvenute nel corso della manifestazione contro la Torino-Lione.
Nella stessa operazione sono stati fermati anche altri due cittadini tedeschi. Nei loro confronti, tuttavia, non è stato disposto l’arresto, bensì un provvedimento amministrativo di allontanamento dal territorio nazionale per motivi di ordine pubblico. Il decreto, firmato dal prefetto e successivamente convalidato dal Tribunale di Torino, vieta ai due di fare rientro in Italia per i prossimi tre anni.
Parallelamente proseguono le indagini per ricostruire quanto accaduto durante la giornata di protesta. Secondo il bilancio diffuso dalla Polizia di Stato, negli scontri sono rimasti feriti oltre 120 appartenenti alle forze dell’ordine, impegnati nella gestione dell’ordine pubblico nei diversi cantieri interessati dalle azioni dei manifestanti.
Dalle prime ore della giornata successiva agli incidenti sono stati intensificati i controlli nell’area di Venaus, dove si era svolto il festival dell’Alta Felicità, tradizionale appuntamento collegato al movimento No Tav. Agenti della Polizia di Stato hanno istituito posti di controllo lungo le principali vie di uscita dal comune per identificare i partecipanti al campeggio e verificare eventuali responsabilità negli episodi di violenza.
Il dispositivo di sicurezza è stato esteso anche ai valichi di frontiera e alle stazioni ferroviarie, con il coinvolgimento delle diverse specialità della Polizia di Stato. Finora sono oltre mille le persone identificate nell’ambito delle attività di verifica.
Nel corso dei controlli sono stati individuati anche altri cittadini comunitari, nei cui confronti è stata applicata la normativa che consente l’allontanamento immediato dal territorio nazionale per ragioni di ordine pubblico. Anche in questi casi i provvedimenti, eseguiti dal questore e sottoposti al vaglio dell’autorità giudiziaria, sono stati convalidati dal Tribunale e prevedono il divieto di reingresso in Italia per un periodo di tre anni.
L’inchiesta prosegue ora con l’analisi dei filmati raccolti dagli investigatori e con l’esame del materiale acquisito durante le operazioni di polizia, nel tentativo di individuare ulteriori persone coinvolte negli assalti ai cantieri della Torino-Lione.