Non un semplice contributo economico, ma un investimento di lungo periodo sul futuro dei bambini e delle loro famiglie. Si chiama «Scelte Future» il nuovo programma promosso da Fondazione Compagnia di San Paolo, Intesa Sanpaolo e Fondazione Ufficio Pio, che punta a favorire l’accesso all’istruzione superiore attraverso un modello ancora inedito in Italia: mettere insieme risparmio incentivato, educazione finanziaria e accompagnamento educativo fin dai primi anni di vita.
La sperimentazione partirà nella seconda metà del 2026 in Piemonte e coinvolgerà 2.000 bambine e bambini tra 0 e 6 anni, appartenenti a nuclei familiari con ISEE fino a 15 mila euro. L’obiettivo è consentire anche alle famiglie più fragili di costruire, passo dopo passo, un capitale destinato agli studi universitari o alla formazione terziaria dei figli.
Il progetto nasce da una dotazione iniziale di 10 milioni di euro, equamente finanziata da Fondazione Compagnia di San Paolo e Intesa Sanpaolo, che versano 5 milioni di euro ciascuna. Le famiglie potranno effettuare piccoli accantonamenti mensili, scegliendo importi compresi tra 5 e 30 euro, mentre il programma raddoppierà quanto risparmiato attraverso un contributo equivalente, moltiplicando così la disponibilità finale destinata al percorso formativo dei bambini.
L’iniziativa si ispira al modello internazionale dell’asset building, una strategia che promuove la costruzione graduale di un patrimonio economico come leva di inclusione sociale, mobilità e autonomia delle persone. Si tratta della prima applicazione strutturata in Italia di questo approccio rivolta ai bambini fin dalla primissima infanzia e lungo tutto il loro percorso di crescita.
«Promuovere l’accesso alle opportunità educative e all’istruzione terziaria significa investire nel futuro delle persone e dei territori», sottolinea il presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo, Marco Gilli. «Investimenti di lungo periodo sul capitale umano, sulla mobilità sociale e sulla capacità delle nuove generazioni di affrontare le sfide del futuro contribuiscono al contrasto delle disuguaglianze e alla crescita del Paese. “Scelte Future” nasce proprio per costruire un modello sostenibile e replicabile capace di ampliare concretamente le opportunità educative».
Sulla stessa linea il consigliere delegato e amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, che inserisce il progetto nella strategia sociale del gruppo bancario: «Il contrasto alla povertà educativa è uno degli assi portanti del nostro impegno. Con “Scelte Future” vogliamo accompagnare i bambini di oggi a diventare adulti preparati, consapevoli e capaci di costruire il proprio futuro, contribuendo allo sviluppo del Paese». L’iniziativa si inserisce nel più ampio programma di interventi sociali della banca, che negli ultimi anni ha rafforzato il sostegno alle persone più vulnerabili attraverso strumenti dedicati all’inclusione e all’educazione.
Determinante sarà anche il ruolo operativo della Fondazione Ufficio Pio, storica istituzione torinese impegnata nel sostegno alle famiglie in difficoltà. Sarà infatti l’ente a seguire concretamente il progetto, mettendo a disposizione l’esperienza maturata in oltre quindici anni di programmi di risparmio incentivato e accompagnamento sociale.
«Con “Scelte Future” realizziamo un’ambizione che coltiviamo da molti anni: offrire alle famiglie strumenti concreti per progettare il futuro dei propri figli fin dai primi anni di vita, unendo sostegno economico, educazione finanziaria e accompagnamento», afferma il presidente Davide Porporato. «I risultati ottenuti con i programmi sperimentati a Torino ci hanno convinti che investire precocemente sull’educazione sia una delle strategie più efficaci per ridurre le disuguaglianze e ampliare le possibilità di scelta delle persone».
La fase pilota interesserà il Piemonte nel corso del 2026. Se i risultati saranno quelli attesi, il modello potrà essere esteso ad altri territori italiani già a partire dal 2027. Una prospettiva che potrebbe trasformare un progetto nato a Torino in un nuovo riferimento nazionale nelle politiche contro la povertà educativa e a favore della mobilità sociale.