Inaugurato a Collegno (Torino) il nuovo impianto «Risma», acronimo di «Recupero Integrato Selezione Materia Amiat», dedicato alla selezione e valorizzazione della carta proveniente dalla raccolta differenziata di Torino e di parte della Città Metropolitana.
La struttura, realizzata da Amiat - Gruppo Iren, segna un passaggio rilevante nel rafforzamento della filiera del riciclo, grazie a una capacità autorizzata di 66.500 tonnellate annue e a una tecnologia in grado di trattare fino a 10 tonnellate all’ora.
All’evento inaugurale hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni e dei vertici aziendali, tra cui il sindaco del Comune di Torino Stefano Lo Russo, il vicesindaco di Collegno Antonio Garruto e l’amministratore delegato del Gruppo Iren Gianluca Bufo, affiancati dalla presidente di Amiat Paola Bragantini e dall’amministratore delegato Enrico Clara. Presenti anche il presidente di Iren Ambiente Enzo Lavolta e il direttore generale di Comieco Roberto Di Molfetta.
L’impianto sorge all’interno di un edificio preesistente riconvertito dopo due anni di interventi tecnici e infrastrutturali: da polo per il trattamento della plastica a centro altamente specializzato nella lavorazione di carta e cartone.
L’investimento complessivo ammonta a 13,5 milioni di euro, con un contributo di 2,55 milioni proveniente dal Pnrr. Risma si distingue come primo impianto in Italia capace di separare, all’interno di un unico processo integrato, sei diverse frazioni cartacee, comprese quelle poliaccoppiate per bevande, trasformandole in materie prime seconde.
Il sito gestisce oggi flussi derivanti dalla raccolta differenziata cittadina e metropolitana, coinvolgendo anche i gestori locali, e impiega complessivamente 40 addetti tra personale diretto e indotto. L’obiettivo è trasformare rifiuti cartacei in risorse riutilizzabili conformi agli standard qualitativi richiesti dal mercato del riciclo.
All’interno dell’impianto vengono selezionate sei tipologie di materiali: dal cosiddetto «soft mix», caratterizzato da una prevalenza di carta rispetto al cartone, alla carta bianca da ufficio, fino ai prodotti grafici come giornali e riviste. A queste si aggiungono i contenitori poliaccoppiati, il cartone kraft e quello ondulato. Ogni frazione segue un percorso specifico, avviato da una prima separazione meccanica basata sulle dimensioni dei materiali.
Il cuore tecnologico di Risma è costituito da sei selettori ottici di ultima generazione, dotati di sensori a infrarossi e supportati da software di intelligenza artificiale. «Questa tecnologia consente di distinguere materiali apparentemente simili, ma destinati a filiere differenti», spiegano i tecnici, sottolineando come ciò permetta di ottenere frazioni più omogenee e con maggiore valore economico.
Dopo la selezione, ogni materiale è sottoposto a controlli di qualità che integrano sistemi automatici e verifiche manuali, assicurando il rispetto degli standard richiesti dalle cartiere. Le frazioni idonee vengono quindi pressate, stoccate e avviate al riciclo, pronte per essere reimpiegate nella produzione di nuova carta e cartone. Il layout dell’impianto è stato progettato per garantire flessibilità operativa e adattabilità alle variazioni dei flussi in ingresso.
«L’avvio di Risma rappresenta un passo avanti nel rafforzamento del ruolo di Iren nell’economia circolare e nella transizione ecologica» – afferma Gianluca Bufo. «Investire in tecnologie avanzate – spiega – significa trasformare le sfide ambientali in opportunità di sviluppo, riducendo il consumo di risorse naturali e migliorando l’efficienza complessiva della filiera».
Per Paola Bragantini, «la nuova struttura consolida il presidio di Amiat nelle diverse fasi del trattamento dei rifiuti differenziati». «In un contesto in cui le abitudini di consumo evolvono rapidamente – precisa – Risma offre una risposta concreta alle esigenze del territorio, migliorando la qualità dei materiali recuperati e contribuendo a costruire una comunità più sostenibile».