Monopattini, è scontro totale in Sala Rossa

Forza Italia attacca il Comune: «A Torino regna l’anarchia, si valuti lo stop allo sharing»

Felicia Bello 06/07/2026
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Quasi mille sanzioni in poco più di un mese, decine di incidenti e un confronto politico sempre più acceso sulla gestione della mobilità elettrica. È quello che emerge dal dibattito andato in scena in Consiglio comunale sul tema dei monopattini elettrici, con Forza Italia che torna ad attaccare duramente l’amministrazione Lo Russo accusandola di aver scelto un approccio troppo permissivo nei confronti delle violazioni del Codice della strada.

A riaccendere la discussione è stata un’interpellanza presentata dalla capogruppo di Forza Italia Federica Scanderebech, che ha chiesto conto dell’applicazione delle nuove norme introdotte dal Governo e delle differenze nei controlli rispetto ad altre grandi città, in particolare Milano.

Nel corso della seduta l’assessore alla Sicurezza Marco Porcedda ha illustrato i dati raccolti dalla Polizia Locale dall’entrata in vigore delle nuove disposizioni. Sono stati effettuati 103 servizi di controllo e contestate complessivamente 998 violazioni: 80 per mancata esposizione del contrassegno identificativo, 166 per mancato utilizzo del casco, 29 per il trasporto di passeggeri e ben 693 per altre infrazioni, nella quasi totalità dei casi legate alla sosta irregolare dei mezzi.

Anche il fronte degli incidenti continua a destare preoccupazione. Dal 16 maggio al 30 giugno sono stati registrati 59 sinistri con il coinvolgimento di monopattini elettrici, che hanno provocato 52 feriti ma nessuna vittima. Guardando invece all’intero periodo compreso tra il 14 dicembre 2024, data di introduzione dell’obbligo del casco, e il 30 giugno 2026, il bilancio sale a 577 incidenti, con quattro morti e 552 feriti. Secondo l’assessore, gli ultimi dati mostrerebbero comunque un’inversione di tendenza: «L’indicazione dell’ultimo mese, a partire dall’entrata in vigore del contrassegno, ci riporta un dato che sembrerebbe in calo».

Porcedda ha inoltre difeso la linea seguita dalla Città, spiegando che Palazzo Civico ha scelto di accompagnare l’introduzione delle nuove norme privilegiando inizialmente informazione e prevenzione rispetto a un’immediata stretta repressiva. «L’orientamento della Città è stato sempre quello di procedere con raziocinio ed equilibrio, coniugando attività di prevenzione e informazione con quelle di intervento e repressione, con l’intendimento di pervenire comunque all’osservanza delle regole», ha affermato.

Una risposta che non ha convinto Forza Italia. Per Federica Scanderebech la situazione nelle strade torinesi sarebbe ormai fuori controllo. «Questa interpellanza nasce da una domanda molto semplice: perché a Torino si continua a tollerare una situazione che sta diventando sempre più pericolosa? Gli incidenti sono in aumento, ogni settimana leggiamo di persone coinvolte in sinistri, anche gravi, con un conseguente aggravio per i Pronto soccorso. Pedoni investiti, anziani costretti a scansarsi sui marciapiedi, conducenti senza casco, due persone sullo stesso monopattino, mezzi che circolano contromano o attraversano gli incroci con il rosso: per molti utenti il Codice della strada sembra non esistere. Questa non è mobilità sostenibile. Questa è anarchia».

La capogruppo azzurra punta il dito soprattutto contro quella che definisce una scelta politica dell’amministrazione. «Il Governo ha introdotto regole più severe, ma le regole servono solo se vengono fatte rispettare. A Milano i controlli sono partiti subito e sono state elevate decine di sanzioni fin dai primi giorni. A Torino, invece, si continua a privilegiare la prevenzione rispetto alla repressione. È una precisa scelta politica che si traduce in un’applicazione troppo debole delle regole».

Secondo Scanderebech il rischio è quello di trasmettere un messaggio sbagliato ai cittadini. «Chi viola le regole percepisce di poter continuare a farlo senza particolari conseguenze. Mentre molti proprietari di monopattini privati si stanno adeguando alle nuove disposizioni, i servizi di sharing risultano ancora inadempienti. Se non siamo in grado di garantire sicurezza e rispetto delle regole bisogna avere il coraggio di aprire una riflessione sulla sospensione del servizio di monopattini in sharing. In molte città, anche all’estero, questa scelta è già stata fatta».

Ad alzare ulteriormente il livello dello scontro interviene anche il segretario cittadino di Forza Italia Torino, Marco Fontana, che lega il tema dei controlli alle future alleanze politiche del centrosinistra. «Il sindaco lavora per un’alleanza con il Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni: è normale che, se vuoi raggiungere un’intesa con il partito dei monopattini, devi cedere in termini di controlli. Il problema è che senza controlli e senza il ripristino della legalità non esiste civiltà».

Per Fontana gli ultimi anni avrebbero consolidato un’impostazione ideologica della mobilità urbana. «C’è stato un approccio troppo permissivo da parte dei governi giallorossi, dove ciclisti e monopattinisti assurgevano a salvatori del mondo mentre automobilisti e pedoni venivano considerati il problema. La giungla che oggi viviamo in alcune città è figlia proprio di questo atteggiamento».

Il segretario azzurro invita infine il Comune a concentrare maggiormente i controlli sulle infrazioni realmente pericolose. «I numeri dimostrano che la maggior parte delle contravvenzioni riguarda le soste irregolari. Ma il vero problema per la sicurezza dei monopattinisti e degli altri utenti della strada è rappresentato dalle violazioni del Codice della strada: circolazione contromano, attraversamenti con il rosso, mancato utilizzo del casco e comportamenti pericolosi. È lì che bisogna intervenire per riportare ordine nelle strade e sui marciapiedi torinesi. anche perchè sarebbe interessante una analisi sull'aumento dei costi per la sanità pubblica dovuta agli incidenti che si verificano su monopattino e che causano agli utenti spesso danni ben più gravi di quelli che si accertavano per i ciclisti».

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