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Migranti, soluzione ponte per il Rifugio di Oulx

Strutture mobili della Croce Rossa per l’autunno e l’inverno

Carlo Santori 28/08/2026
Rifugio Fraternità Massi di Oulx.jpg - {Rifugio Fraternità Massi di Oulx.jpg} - [148673]

Una soluzione temporanea per garantire l’accoglienza notturna dei migranti in Alta Val di Susa dopo la chiusura, dal primo settembre, del Rifugio Fraternità Massi di Oulx. È quanto emerso dal tavolo convocato in Prefettura a Torino con istituzioni locali e realtà del Terzo settore impegnate lungo la frontiera italo-francese.

Il Rifugio sospenderà l’attività notturna per consentire importanti e urgenti interventi di riqualificazione degli impianti e di efficientamento energetico, finanziati da fondazioni private. Una chiusura che aveva fatto scattare l’allarme tra gli amministratori dei Comuni di confine e le associazioni, preoccupati soprattutto per l’avvicinarsi della stagione fredda.

Per evitare che venga meno completamente il sistema di assistenza costruito negli ultimi anni, è stato individuato un sito alternativo nel quale la Croce Rossa Italiana potrà installare temporaneamente strutture mobili destinate a offrire un riparo durante la notte.

L’obiettivo, spiega la Prefettura, è «dare continuità a quanto sinora assicurato e non disperdere l’attività consolidata sul territorio di orientamento, sostegno ed accoglienza dei migranti» e, contemporaneamente, «evitare ripercussioni sfavorevoli per i territori». La soluzione dovrà garantire una risposta immediata ma soprattutto preparare l’Alta Valle all’arrivo dell’autunno e dell’inverno.

Al vertice hanno partecipato Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, i Comuni di Oulx, Bardonecchia, Cesana Torinese e Claviere e il Consorzio socio-assistenziale C.O.N.I.S.A. Al tavolo anche Fondazione Talità Kum, Croce Rossa Italiana, Sentieri Solidali, Diaconia Valdese e Rainbow For Africa.

Il Rifugio Fraternità Massi rappresenta dal 2018 uno dei principali punti di riferimento per i migranti in transito attraverso la frontiera alpina. La struttura può ospitare fino a 70 persone e negli anni ha garantito non soltanto un posto letto, ma anche pasti, docce e assistenza alle persone che raggiungono Oulx prima di proseguire il viaggio. La permanenza è generalmente limitata a uno o due giorni, trattandosi di un presidio temporaneo e non di un centro di accoglienza permanente.

La situazione si era però progressivamente complicata già nei mesi scorsi. A marzo, a causa della carenza di risorse economiche, era stata sospesa l’apertura diurna e l’attività si era concentrata nelle ore notturne. Una parte dei servizi di assistenza era stata quindi trasferita nell’area della stazione ferroviaria di Oulx.

La soluzione individuata durante il vertice non dovrebbe rappresentare soltanto una risposta all’emergenza immediata. La Prefettura punta infatti a costruire un sistema maggiormente coordinato e sostenibile per le attività di assistenza lungo la frontiera.

Nei prossimi giorni sarà presentata, insieme a IRES Piemonte e C.O.N.I.S.A., una candidatura per accedere alle risorse europee del FAMI, il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione. I finanziamenti dovrebbero consentire di rafforzare il coordinamento tra le diverse realtà già operative sul territorio e sostenere le associazioni che si occupano di orientamento, assistenza alle persone fragili e supporto ai migranti.

Il confronto in Prefettura era stato richiesto proprio dai sindaci dei Comuni di confine e dalle associazioni dell’Alta Valle, preoccupati che l’interruzione dell’attività del Rifugio potesse lasciare un vuoto nella gestione dei transiti. Con l’individuazione dell’area per le strutture mobili della Croce Rossa arriva quindi una prima soluzione ponte, in attesa della conclusione dei lavori al Fraternità Massi e della definizione di un modello più stabile per l’assistenza lungo la frontiera alpina.

Direttore: DIEGO RUBERO
AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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