Novantaquattro interventi distribuiti lungo l’intero territorio regionale, quasi 900 mila metri cubi di materiale movimentato e un modello operativo che, rivendica la Regione, rappresenta un unicum nel panorama nazionale. La Giunta del Piemonte ha approvato il quarto programma di manutenzione idraulica dei corsi d’acqua piemontesi, proseguendo un percorso avviato negli ultimi anni con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza del territorio e rendere sempre più strutturale la prevenzione del rischio idrogeologico.
Il nuovo piano prevede, nel dettaglio, 94 interventi lungo i principali corsi d’acqua della regione, con una movimentazione complessiva stimata in circa 897 mila metri cubi di materiale. Di questi, circa 685 mila metri cubi saranno rimossi dagli alvei, mentre oltre 200 mila verranno destinati al ripristino ambientale e al consolidamento delle sponde. Le opere interesseranno fiumi e torrenti strategici per la sicurezza idraulica del Piemonte, tra cui Tanaro, Sesia, Bormida, Belbo, oltre a Orco, Chiusella, Erro, Borbera, Elvo e Chisola.
L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato garantire la piena funzionalità degli alvei, dall’altro ridurre in modo concreto il rischio di esondazioni e criticità legate a eventi meteorologici estremi, sempre più frequenti anche sul territorio piemontese.
Il provvedimento conferma un modello gestionale ideato proprio in Piemonte e definito dalla Regione come unico nel suo genere in Italia. Il meccanismo, già sperimentato nei tre programmi precedenti, si basa sul coinvolgimento di operatori privati incaricati della progettazione e dell’esecuzione degli interventi, con la contestuale valorizzazione del materiale estratto dagli alvei. Una formula che consente di realizzare le opere senza costi diretti per la finanza pubblica, generando al tempo stesso nuove risorse economiche.
I numeri delle precedenti programmazioni vengono indicati come prova dell’efficacia del sistema: nei primi tre programmi, infatti, sono stati movimentati oltre 1,3 milioni di metri cubi di materiale, di cui circa un milione asportati dagli alvei e oltre 300 mila riutilizzati per opere di difesa spondale e messa in sicurezza. Un’attività che ha prodotto introiti per circa 930 mila euro, interamente reinvestiti dalla Regione in interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, opere di difesa del suolo e lavori a favore dei territori, con particolare attenzione ai Comuni montani.
«Con l’approvazione di questo quarto programma consolidiamo un modello che ha dimostrato di funzionare», sottolinea Marco Gabusi, assessore regionale alle Infrastrutture e alla Difesa del suolo. «Interveniamo in modo concreto sulla sicurezza dei nostri corsi d’acqua e lo facciamo senza gravare sulle risorse pubbliche, generando allo stesso tempo nuove risorse da reinvestire sul territorio. È un cambio di passo importante: non si interviene più solo in emergenza, ma con una programmazione continua e strutturata».
L’attuazione del programma avverrà attraverso procedure di manifestazione di interesse rivolte a operatori privati. Il termine fissato per la presentazione delle proposte è il 19 giugno 2026. Le risorse generate dalle operazioni, assicura la Regione, verranno nuovamente destinate alla manutenzione, alla tutela ambientale e al rafforzamento del sistema piemontese di difesa del suolo.