Piemonte, in dieci anni persi 280 medici ospedalieri

L'analisi Anaao Assomed segnala anche la risalita delle dimissioni volontarie

Felicia Bello 02/10/2026
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In meno di dieci anni il Piemonte ha perso 280 medici ospedalieri. Nel 2025, inoltre, sono tornate a crescere le dimissioni volontarie, mentre aumentano i costi per i professionisti a gettone. È il quadro tracciato dall’analisi del Centro studi Anaao Assomed, che mette a confronto assunzioni e uscite dal servizio sanitario regionale.

I dirigenti medici in servizio sono passati dagli 8.319 del 2015 agli 8.039 del 2024, con una flessione del 3,4%. Le assunzioni a tempo indeterminato sono salite dalle 323 del 2015 al picco di 971 nel 2023, per poi scendere a 596 nel 2024 e risalire a 650 nel 2025. Per i contratti a tempo determinato, invece, si è passati dai 233 del 2015 al massimo di 299 nel 2024.

L’analisi segnala andamenti diversi anche per pensionamenti e dimissioni. I primi sono cresciuti dal 4,2% del 2015, pari a 352 medici, fino al picco del 7,3% nel 2021, con 592 uscite. Dopo la diminuzione al 3,2% nel 2024, quando i pensionamenti sono stati 258, nel 2025 si sono attestati a 185.

Le dimissioni volontarie, invece, sono passate dall’1,3% del 2015, pari a 105 medici, al 4,3% del 2021, con 353 uscite. Nel 2024 erano scese all’1,7%, per un totale di 138, ma nel 2025 sono risalite a 245.

A pesare sui conti della sanità è anche il ricorso ai cosiddetti ‘gettonisti’: la spesa è passata da 36,1 milioni di euro nel 2024 a 50 milioni nel 2025. A questa voce si aggiungono le prestazioni aggiuntive svolte dai dirigenti sanitari oltre l’orario ordinario, finanziate nel 2025 con 14,6 milioni di euro.

«Questi numeri – afferma Valerio Tomaselli, segretario regionale di Anaao Assomed Piemonte – oltre a certificare una forte carenza assoluta di medici ospedalieri, pongono un altro quesito: con un conto annuale regionale extra, per la sola dirigenza medica, di circa 65 milioni, si potrebbero assumere stabilmente centinaia di medici e migliorarne le condizioni economiche? Le coperture finanziarie ci sono, manca solo la volontà politica».

Per il sindacato, dunque, la questione non riguarda soltanto il numero di assunzioni, ma anche la capacità di trattenere il personale e rendere più attrattivo il lavoro negli ospedali. La crescita delle dimissioni nell’ultimo anno e l’aumento della spesa per il personale esterno riaprono il confronto sulle scelte necessarie per rafforzare gli organici del servizio sanitario piemontese.

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AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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