Dehor, Torino semplifica le regole ma con più controlli

Concessioni senza scadenza, più flessibilità per gli esercenti e nuovi criteri per revoche

Loredana Polito 28/07/2026
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La Città di Torino prova a riscrivere il rapporto tra pubblici esercizi, occupazione del suolo pubblico e semplificazione amministrativa. La Giunta comunale ha approvato una proposta di revisione del regolamento che disciplina i dehor, un intervento destinato a incidere sull’attività quotidiana di centinaia di bar, ristoranti, caffetterie e locali cittadini. L’obiettivo dichiarato è quello di ridurre gli adempimenti burocratici per gli operatori economici, mantenendo però alta l’attenzione sul rispetto delle regole in materia di sicurezza, ordine pubblico e convivenza con i residenti.

Il provvedimento, presentato dall’assessore al Commercio Paolo Chiavarino, dovrà ora affrontare l’iter istituzionale con il passaggio nelle Circoscrizioni, quindi in Commissione consiliare e infine in Consiglio comunale. Se il percorso si concluderà senza modifiche sostanziali, il nuovo regolamento potrebbe entrare in vigore entro il prossimo mese di ottobre.

«L’obiettivo di questa delibera è semplificare gli iter burocratici e snellire le procedure di richiesta dei dehor, introducendo nel contempo misure che garantiscono ulteriormente l’osservanza delle norme. Dopo un lungo e fruttuoso confronto con le associazioni di categoria, con tutti i dipartimenti comunali interessati e con gli altri enti competenti, siamo giunti a una proposta che risponde alle esigenze della città», sottolinea l’assessore Paolo Chiavarino.

Concessioni senza più rinnovo annuale

La novità più significativa riguarda la durata delle autorizzazioni. Fino a oggi i titolari dei locali erano tenuti a rinnovare periodicamente la concessione per l’occupazione del suolo pubblico. La riforma introduce invece la possibilità di richiedere una concessione a tempo indeterminato, affiancandola a quella temporanea già prevista.

Si tratta di una modifica che promette di alleggerire il carico amministrativo sia per le imprese sia per gli uffici comunali, eliminando una serie di pratiche ripetitive che negli anni hanno comportato costi, tempi di attesa e numerosi adempimenti burocratici.

Più semplice sostituire arredi e ombrelloni

Un’altra semplificazione interessa gli interventi di manutenzione ordinaria dei dehor. La semplice sostituzione di tavoli, sedie, ombrelloni o altri elementi con arredi aventi le stesse caratteristiche estetiche e dimensionali non sarà più considerata una modifica della struttura.

Di conseguenza gli esercenti non dovranno più presentare nuove comunicazioni o richiedere ulteriori autorizzazioni ogni volta che sarà necessario sostituire elementi deteriorati o usurati, purché rimangano conformi alle prescrizioni del regolamento.

Più spazio ai padiglioni

La revisione apre anche alla trasformazione dei dehor già autorizzati in veri e propri padiglioni permanenti. I titolari delle strutture continuative potranno chiedere la conversione senza essere obbligati a smontare preventivamente quanto già installato, purché siano rispettati tutti i requisiti tecnici previsti.

La riforma introduce inoltre maggiore flessibilità progettuale. In presenza di particolari esigenze di interesse pubblico oppure di specifiche necessità oggettive sarà infatti possibile presentare progetti in deroga rispetto alle soluzioni standard previste dal regolamento.

Tra le novità compare anche una specifica tipologia di padiglione destinata alle aree in prossimità dei corsi d’acqua, così come viene disciplinata la possibilità di realizzare dehor su terrazze fisse lungo le sponde del Po, con particolare riferimento all’area dei Murazzi, dove negli ultimi anni è tornata a crescere l’offerta di locali e attività di somministrazione.

Meno costi per i piccoli esercizi

La semplificazione riguarda anche le attività di dimensioni ridotte. Per i dehor costituiti da un massimo di due tavolini e quattro sedie, con un’occupazione complessiva non superiore a quattro metri quadrati, non sarà più necessario allegare una planimetria tecnica.

Una modifica apparentemente limitata, ma che consentirà ai piccoli esercizi di evitare il ricorso a professionisti esterni per predisporre la documentazione progettuale, riducendo tempi e costi per l’avvio dell’attività.

Regole più rigide contro chi viola le prescrizioni

Accanto alle misure di semplificazione, il nuovo regolamento introduce un deciso irrigidimento del sistema sanzionatorio. Viene infatti ampliato l’elenco delle violazioni che possono determinare la revoca della concessione.

Non si terrà conto soltanto delle infrazioni direttamente collegate all’occupazione del suolo pubblico, ma anche di quelle riguardanti l’impatto acustico, l’ordine pubblico, la sicurezza urbana, la vendita di alcolici e l’inosservanza delle ordinanze emanate dal sindaco.

Inoltre, per gli operatori ai quali venga revocata la concessione a seguito di reiterate violazioni, scatterà un divieto della durata di un anno di ottenere una nuova autorizzazione relativa allo stesso esercizio. Scompare quindi la possibilità, prevista dalla disciplina precedente, di reinstallare il dehor dopo la revoca attraverso il versamento di una cauzione.

Più attenzione anche ai debiti verso il Comune

La riforma interviene infine anche sui requisiti economici richiesti per ottenere una concessione. Tra le situazioni considerate ostative viene inserita la presenza di debiti nei confronti della Città derivanti dalla monetizzazione del fabbisogno dei parcheggi, ampliando così il novero delle morosità che possono impedire il rilascio dell’autorizzazione.

L’intervento rappresenta uno dei più significativi aggiornamenti della disciplina dei dehor degli ultimi anni e punta a trovare un equilibrio tra sostegno alle attività economiche, valorizzazione dello spazio pubblico e tutela della vivibilità urbana. Per un comparto che, soprattutto dopo la pandemia, ha visto nei dehor uno strumento essenziale per ampliare l’offerta e incrementare la capacità di accoglienza, la riforma potrebbe tradursi in procedure più rapide e costi amministrativi inferiori. Parallelamente, il Comune intende rafforzare gli strumenti di controllo nei confronti di chi non rispetta le regole, con l’obiettivo di garantire una maggiore compatibilità tra sviluppo delle attività commerciali e qualità della vita nei quartieri cittadini.

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