Dallo Spazio a corso Marche: Torino protagonista della sfida spaziale

Contratto da 89 milioni per Thales Alenia Space nella missione europea che studierà i buchi neri

Marco Cortese 23/01/2026
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È un salto epocale nella storia dell’esplorazione cosmica: la missione LISA (Laser Interferometer Space Antenna), il primo osservatorio spaziale dedicato alla misurazione delle onde gravitazionali, prende forma e l’Italia c’è. Con un contratto da 16,5 milioni di euro siglato con il prime contractor OHB System AG, la Thales Alenia Space – joint venture tra Thales (67%) e Leonardo (33%) – si è aggiudicata la fornitura del Sottosistema di Propulsione di LISA, una missione rivoluzionaria dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) che promette di spalancare porte finora sigillate sull’origine dell’Universo.

La fase attuale, nota come Fase B2, copre progettazione, realizzazione, integrazione e collaudo del sistema di propulsione; le fasi successive C e D porteranno il valore complessivo a circa 89,5 milioni di euro.

Le onde gravitazionali, increspature nel tessuto dello spazio-tempo previste dalla teoria della relatività generale di Einstein, sono segnali minimi ma ricchi di informazioni: dalla fusione di buchi neri supermassicci alle collisioni di stelle di neutroni. Missioni terrestri come LIGO e Virgo hanno già catturato tali segnali, ma LISA farà un salto di qualità, operando nello spazio dove non c’è rumore sismico o atmosferico a disturbare le misure.

Per farlo, LISA non sarà un singolo satellite, ma una costellazione di tre veicoli spaziali disposti a forma di triangolo equilatere con lati di 2,5 milioni di chilometri, orbitanti attorno al Sole in formazione stabile. I satelliti seguiranno o precederanno la Terra nella sua orbita, e tra loro invieranno raggi laser per misurare variazioni di distanza piccolissime, dell’ordine di dieci volte più piccole di un atomo, capaci di rivelare onde gravitazionali invisibili ai telescopi ottici.

Questa precisione estrema richiede che ogni satellite sia in una condizione di caduta libera quasi perfetta, non influenzato da forze esterne diverse da quelle gravitazionali. Ed è qui che entra in gioco il lavoro di Thales Alenia Space: la propulsione e il sistema DFACS (Drag-Free Attitude Control System) devono compensare forze estranee — come la pressione della radiazione solare — per mantenere l’assetto e il collegamento laser tra moduli.

pulsione, l’avionica, il software di controllo, i sistemi di telecomunicazioni e il controllo dell’assetto. Il gruppo gestirà anche i budget e garantirà l’ambiente elettromagnetico, di radiazione e di gravità ultra-stabile necessario per le prestazioni dello strumento. Leonardo, da parte sua, fornirà micro-assemblaggi di propulsione, propulsori altamente precisi per controllo dinamico dei veicoli spaziali.

«Siamo lieti che OHB System AG abbia selezionato Thales Alenia Space nel Regno Unito per contribuire con le nostre capacità avanzate e la nostra esperienza nel campo della propulsione a questa straordinaria missione scientifica», ha detto Richard Thorburn, CEO di Thales Alenia Space UK. «Non vediamo l’ora di collaborare strettamente con tutti i team coinvolti per sostenere l’ambizione dell’ESA di ampliare la nostra comprensione dell’Universo».

La partecipazione italiana è significativa non solo nel Regno Unito e in Italia (con la sede di Torino parte del core team di LISA), ma anche in Svizzera e in altre sedi europee dell’azienda, che contribuiranno con elettronica di bordo, acquisizione dei dati e altri sottosistemi.

LISA si basa sull’eredità di LISA Pathfinder, una missione dimostrativa dell’ESA che ha brillantemente mostrato per la prima volta come mantenere masse di prova in caduta libera con precisione estrema. I dati raccolti da Pathfinder hanno permesso di perfezionare tecnologie che ora saranno impiegate su larga scala nei veicoli di LISA.

Tecnologie simili di propulsione di precisione sono già state utilizzate con successo in missioni europee come Gaia ed Euclid, dedicate rispettivamente alla mappatura tridimensionale della Via Lattea e alla comprensione dell’energia oscura.

Anche il lancio stesso rappresenta un impegno di alta responsabilità: i tre satelliti partiranno insieme a bordo di un razzo Ariane 6, il nuovo vettore europeo che punta a garantire affidabilità e competitività nel campo dei lanci spaziali. La data prevista è il 2035, ma ogni test e componente, dalla propulsione alle telecomunicazioni, influirà su questo conto alla rovescia.

LISA non è una missione per addetti ai lavori: i dati che genererà potranno rivoluzionare la nostra comprensione dell’Universo, permettendo agli scienziati di “ascoltare” eventi cataclismici lontani miliardi di anni luce. Sarà possibile comprendere molto meglio i buchi neri supermassicci al centro delle galassie, gli incroci di stelle compatte e forse anche eventi primordiali risalenti alle prime fasi del cosmo.

Ma la missione ha anche una valenza culturale profonda: è un simbolo della cooperazione scientifica europea, dell’impegno delle industrie hi-tech e della capacità dell’Italia di contribuire in modo significativo agli sforzi di frontiera nel settore aerospaziale.

Nel cuore di questa impresa c’è la propulsione di Thales Alenia Space, un cuore che batte per mantenere stabile un osservatorio spaziale su traiettorie che sfidano centinaia di milioni di chilometri, permettendo all’umanità di ascoltare l’eco più sottile e antica dell’Universo.

Direttore: DIEGO RUBERO
AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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