Dal seme alla rinascita: il giardino dell’ospedale diventa simbolo di inclusione

L’esperienza dell’Asl Vercelli coinvolge otto utenti con autismo in un percorso di giardinaggio

Felicia Bello 06/08/2026
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C’è un angolo dell’ospedale di Vercelli che, nonostante il caldo torrido di questa estate, continua a fiorire. Non è soltanto un’area verde ricca di colori e profumi, ma il simbolo di un percorso di inclusione, crescita personale e riabilitazione che ha come protagonisti otto utenti del Nucleo Disturbi dello Spettro Autistico della Psichiatria dell’Asl Vercelli. Antonio, Gabriele, Andrea, Roberto, Maurizio, Ares, Lorenzo e Alberto sono i volti di un progetto che dimostra come la cura possa andare ben oltre le mura di un reparto e trasformarsi in partecipazione attiva alla vita della comunità.

Il progetto, intitolato 'Giardino è vita sociale', è stato avviato nel mese di marzo grazie ai Fondi Autismo del Ministero della Salute, che hanno consentito l’acquisto di fiori, piante di diverse varietà e piccoli elementi d’arredo. L’obiettivo era semplice ma ambizioso: realizzare un giardino all’interno del cortile dell’ospedale, coinvolgendo direttamente gli utenti in ogni fase dell’attività.

Seguiti dall’équipe riabilitativa del Dipartimento di Salute Mentale, gli otto partecipanti hanno progettato gli spazi, scelto le essenze, piantato fiori e arbusti e imparato a prendersene cura con costanza. Il risultato è un’area verde rigogliosa che oggi abbellisce uno spazio quotidianamente attraversato dal personale sanitario e dai cittadini che accedono alla struttura ospedaliera.

Ma il valore del progetto va ben oltre l’aspetto estetico. L’esperienza del giardinaggio si è trasformata in un autentico percorso riabilitativo, capace di sviluppare competenze relazionali, favorire la collaborazione, rafforzare l’autostima e creare occasioni concrete di inclusione sociale.

Conclusa la fase iniziale, infatti, il giardino non è stato abbandonato. Al contrario, è diventato il punto di partenza di una nuova attività riabilitativa del Dipartimento di Salute Mentale. La manutenzione degli spazi verdi prosegue ancora oggi con cadenza regolare e, per alcuni utenti, è ormai diventata un appuntamento fisso almeno una volta alla settimana.

L’iniziativa ha prodotto anche un risultato particolarmente significativo sul piano dell’autonomia personale. Per uno dei partecipanti è stata infatti attivata una borsa lavoro collegata proprio alla cura del giardino, attraverso i Pass, i Percorsi di Attivazione Sociale Sostenibile promossi dalla Regione Piemonte. Si tratta di interventi educativi, socio-assistenziali e riabilitativi finalizzati a favorire l’inclusione sociale e l’autonomia delle persone in condizioni di fragilità.

«Il progetto del giardino nasce dalla consapevolezza dell’isolamento che spesso accompagna le persone con disturbi dello spettro autistico, per le quali le occasioni di socializzazione al di fuori dei contesti sanitari sono limitate – spiega il direttore della Struttura Complessa di Psichiatria e del Dipartimento Interaziendale di Salute Mentale, Luca Tarantola –. Da qui l’idea: portare l’attività riabilitativa fuori dalle strutture, in un luogo aperto al pubblico. Il lavoro con la terra si è rivelato molto più di un’attività manuale. Progettare un giardino, scegliere piante e sementi, rispettare i tempi della natura, prendersi cura quotidianamente degli spazi: ogni fase contribuisce a rafforzare autostima, senso di responsabilità e capacità di collaborazione, favorendo la comunicazione e la partecipazione attiva all’interno del gruppo».

L’area verde è così diventata un laboratorio permanente di inclusione, capace di mettere in relazione utenti, operatori sanitari e cittadini in uno spazio condiviso, aperto e accogliente. Un luogo nel quale il percorso terapeutico si intreccia con la vita quotidiana, contribuendo anche a ridurre lo stigma che ancora accompagna il disagio psichico.

Il significato dell’iniziativa è sottolineato anche dal direttore generale dell’ASL Vercelli, Marco Ricci: «Progetti come questo dimostrano concretamente come la sanità pubblica possa essere anche luogo di inclusione e partecipazione attiva, non solo di cura. Il giardino realizzato dagli utenti del Nucleo DPSA restituisce valore a uno spazio comune e, allo stesso tempo, offre opportunità reali di crescita personale e di autonomia. È questa la direzione che vogliamo continuare a perseguire: percorsi che mettano al centro la persona, valorizzandone capacità e potenzialità e favorendo un’integrazione autentica con la comunità».

L’esperienza del giardino ha inoltre aperto la strada ad altre iniziative rivolte alle persone con fragilità psichica. Tra aprile e maggio l’area verde ha infatti ospitato '¿Leggiamo? !Leggiamo!', un ciclo di incontri di lettura condivisa e inclusiva che ha coinvolto sia gli utenti del Centro di Salute Mentale sia i pazienti ricoverati nel reparto di Psichiatria.

Gli appuntamenti sono stati condotti dall’attore Lodovico Bordignon di Faber Teater, partner artistico del progetto, con il supporto di un volontario dell’associazione DIAPSI Vercelli ODV e degli operatori del Dipartimento di Salute Mentale. Un’ulteriore dimostrazione di come uno spazio nato per coltivare fiori possa diventare anche terreno fertile per relazioni, cultura e partecipazione.

Quello che oggi sboccia nel cortile dell’ospedale di Vercelli, dunque, non è soltanto un giardino. È un modello di riabilitazione che mette al centro le persone, valorizza le loro capacità e dimostra come la cura possa trasformarsi in opportunità di crescita, autonomia e inclusione sociale.

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